Bertrand Russell

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Bertrand Russell nacque a Ravenscroft (Galles) il 18 maggio 1872 quale secondo e ultimo figlio di una nobile famiglia inglese. Persi i genitori, trascorse il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza presso i nonni paterni. Compiuti gli studi secondari, per lo più privatamente, completò la sua formazione al Trinity College di Cambridge, dove entrò in contatto e usufruì dell’insegnamento di uomini quali Whitehead, McTaggard e G. H. Moore. Nel 1895 si sposò e iniziò ad assecondare il suo interesse per i problemi sociali recandosi l’anno successivo a Berlino ad osservare da vicino il modello della socialdemocrazia tedesca. Nel 1897, dopo una breve viaggio in America, ultimò la sua prima opera filosofico-scientifica, il Saggio sui fondamenti della geometria, e tre anni più tardi diede alla luce la sua monografia su Leibniz, l’Esposizione critica della filosofia di Leibniz (1900). Nello stesso anno Russell partecipò al Congresso di Parigi dove l’incontro con Giuseppe Peano e con gli esponenti scuola peaniana (Padoa, Vailati, Pieri, ecc.) ebbe come effetto un vero e proprio riorientamento del pensiero filosofico del Russell: l’abbandono dell’idealismo giovanile e l’avvicinamento alle problematiche della logica e dei fondamenti della matematica. I frutti della svolta russelliana apparvero nella sua Introduzione alla filosofia matematica (1900) e soprattutto nei monumentali tre volumi dei Principia Mathematica (1910-1913), scritti in collaborazione con Whitehead. Ma l’impronta di questa svolta rimase evidente in tutte le successive opere di Russell che espongono la sua «filosofia scientifica»: Il metodo scientifico in filosofia, 1914; Introduzione alla filosofia matematica, 1919; L’analisi della materia, 1927; Panorama scientifico, 1931; La conoscenza umana: il suo ambito e i suoi limiti, 1948. Nel frattempo le sue idee politiche di Russell – il suo accesso pacifismo e le sue simpatie socialiste – cominciarono a ripercuotersi sulla sua carriera accademica: nel 1916, dopo sei anni di insegnamento, fu allontanato dal Trinity College a causa della sua partecipazione alla campagna contro la coscrizione obbligatoria e in favore dell’obiezione di coscienza. Due anni dopo affrontò addirittura il carcere. Nel periodo compreso tra le due guerre mondiali, Russell visitò la Russia e la Cina, tentò senza successo la carriera politica in patria come candidato laburista e cercò di mettere in pratica le sue idee pedagogiche aprendo, con l’aiuto della seconda moglie, una scuola per bambini. A partire dal 1938, Russell ebbe di nuovo l’opportunità di insegnare, non senza problemi, in alcune università inglesi e americane. Nel 1944 ritornò a Cambridge, al Trinity College, dove portò a termine alcune importanti opere: la Storia della filosofia occidentale (1945) e La conoscenza umana, il suo ambito e i suoi limiti (1948). Nel 1950 gli venne conferito, all’età di 78 anni, il Premio Nobel per la letteratura. Nel 1956 i suoi saggi più importanti di logica e di teoria della conoscenza furono raccolti nel volume Logica e conoscenza, Saggi 1901-1950. Gli ultimi anni lo videro concentrarsi sulla difesa dei suoi ideali etico-politici, e soprattutto della libertà e della pace. Russell morì nella sua villa del Galles il 3 febbraio 1970. 

 

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