C’è un cadavere in biblioteca

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

Agatha Christie

Relazione mensile del libro di Francesco Galli

Titolo: C’è un cadavere in biblioteca

Autore:

Christie, Agatha (Torquay, Devonshire 1891 – Wallingford, Oxford 1976), scrittrice britannica di romanzi gialli, contraddistinti da intrecci ben congegnati e ricchi di sorprese e dalla presenza di due originali figure di investigatori, Hercule Poirot e Miss Marple. Poirot è in particolare l’eroe della maggior parte delle sue opere, dal primo romanzo Poirot a Styles Court (1920) fino all’ultimo, Sipario (1975), nel quale il protagonista muore.
Dopo un primo matrimonio fallito, Agatha Christie sposò in seconde nozze un noto archeologo inglese e lo seguì costantemente nelle spedizioni in Iraq e in Siria, esperienze alle quali attinse per creare sfondi e atmosfere di alcuni suoi romanzi, come Non c’è più scampo (1930) e Assassinio sul Nilo (1937). Fra gli altri titoli meritano una segnalazione particolare L’assassinio di Roger Ackroyd (1926), Assassinio sull’Orient Express (1935) e Dieci piccoli indiani (1939).
Lavorò con successo anche per il teatro e il suo dramma Trappola per topi è in cartellone a Londra ininterrottamente dal 1952. Con lo pseudonimo di Mary Westmacott scrisse inoltre romanzi sentimentali. Dalle sue trame sono stati tratti numerosissimi film per il grande schermo e per la televisione.

Riassunto:

Viene ritrovato un cadavere a Gossinghton Halls. Ecco come si apre questo racconto di Aghata Christie, dove ancora una volta Miss Marple, una vecchia zitella con intuito da vendere, si troverà a risolvere un caso solamente apparentemente semplice. Una ragazza, poi identificata come Ruby Keene, viene ritrovata morta strangolata nella casa di un ex colonnello dell’arma londinese, il sig. Bantry. Il cadavere viene rivenuto in biblioteca, luogo prediletto per compiere atti quali omicidi. La polizia, in un primo momento, si trova disorientata, chiunque avrebbe potuto mettere il cadavere nella biblioteca,… poi una rivelazione inaspettata: l’ispettore Slak, un uomo tanto infaticabile quanto credulone, combina qualcosa di buono: riesce a contattare la cugina della vittima. Josie. Una volta appurato che era proprio sua cugina quella ragazza ritrovata, comincia a raccontare tutta la storia. È così che la polizia viene a sapere che la ragazza lavorava in un hotel lì vicino, l’hotel Majestic. Qui, dopo un giro di interrogatori, si scopre un particolare interessante: la vittima si era molto affezionata ad Conway Jefferson, un ricco invalido. Secondo alcune voci, il sig. Jefferson era intenzionato ad adottare Ruby, e anche a lasciargli in eredità un somma di cinquantamila sterline. Dopo questa rivelazione, la polizia riuscì ad individuare anche i principali sospettati: Mark Gaskell, il genero del Sig. Jefferson, in guai economici a causa del gioco, Adelaide Jefferson, la nuora, anche lei in una situazione economica non invidiabile, George Bartlett, una persona qualunque, implicata nell’omicidio solo perché conosceva Ruby. Arrivati a questo punto, le indagini si bloccano: ciascuno di loro ha un alibi, quindi nessuno di loro, presumibilmente, è l’assassino. Ancora una volta, un fatto sconvolge le indagini: in un’auto è stato ritrovato carbonizzato il corpo di una ragazzina,… viene identificata come Pamela Reeves. I genitori della ragazza raccontarono che il giorno prima di sparire uscì con delle sue amiche, per andare ad un raduno. Una volta interrogate le sue coetanee, si è al punto di partenza: nessun elemento particolare. È in questo momento che l’intuito di miss Marple entra in gioco: fa richiamare una ragazza, la quale dice la verità riguardo al conto di Pamela: lei era in realtà andata a fare un provino cinematografico, ma da quel provino non è più tornata. Ed è qui che l’attenzione ricade su Basil Blake, un ragazzaccio del posto, segretamente sposato con la sua convivente. Eppure miss Marple non è convinta che sia lui l’assassino. Quando,la moglie di Blake, Dinah, con una sola parola permise a Miss Marple di capire: Somerset House (un luogo particolare adatto a celebrare matrimoni). Dopo questa rivelazione, miss Marple rivela chi è veramente l’assassino, ossia……. (non mi sembra il caso di rovinare il finale)

Personaggi:

Miss Marple: Una vecchia con intuito da vendere, così la definisce il comandante della polizia, ed ha proprio ragione, è lei infatti che riesce a scoprire il vero assassino.

Mark Gaskell – Adelaide Jefferson: tra gli indiziati per questo caso, in quanto essi essendo in guai economici, avevano un buon movente per uccidere la vittima, destinataria di ben cinquantamila sterline

Josie: la cugina della vittima, implicata nelle indagini per il suo strano modo di fare (sembrava quasi arrabbiata con il cadavere della cugina)

Basil Blake – Dinah Blake: i principali indiziati per questo caso, scagionati poi dalla stessa Dinah, che ha aperto gli occhi a Miss Marple, facendole capire chi era veramente il vero assassino.

Spazio :

La vicenda si svolge in un paesino vicino Londra (St. Mary Mead) ed i suoi dintorni. Tutti i luoghi fanno da sfondo alle vicende narrate, anche se alcuni sono fondamentali per la risoluzione del caso (Somerset House).

Stile:

è un libro che presenta tutte le caratteristiche del giallo classico: l’equilibrio originario si interrompe, le deduzioni sono esclusivamente razionali, non si ha azione, l’equilibrio originario viene sempre ristabilito. L’ autrice utilizza un linguaggio semplice e comprensibile. Ho trovato solo alcuni termini in francese, a me incomprensibili, ma non fondamentali per la comprensione nel testo.

Tempo:

Tutta la vicenda si svolge nel corso di una settimana circa, il tempo occorrente per svolge accurate indagini e stanare il colpevole.

Tecniche:

Prevale il discorso diretto, per via dei numerosi colloqui, sono presenti alcuni monologhi interiori, quali le riflessioni riguardo chi può essere il colpevole. L’intero libro è un flashback.

Narratore:

Il narratore è esterno ma non onnisciente, in quanto egli segue le indagini solo come spettatore.

Commento:

Questo libro è stato di piacevole lettura, e mi ha permesso di capire a pieno tutte le caratteristiche del giallo inglese. La suspense è stato forse l’elemento che più mi ha “legato” a questo libro. Se dovessi dargli un voto, sarebbe un 8/9.

Francesco Galli

Pubblicità

Un pensiero riguardo “C’è un cadavere in biblioteca

I commenti sono chiusi

shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: