Capire i nuovi adolescenti

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tema svolto di Mariasole Barbaglia

I giovani attuali nella comunicazione di massa vengono spesso rappresentati dando una grande importanza al loro aspetto fisico, alla bellezza e a dei criteri di estetica che molti ragazzi tendono a copiare. Nella cronaca invece mi sembra che spesso si parla di giovani che abusano di droghe, di alcool, coinvolti in episodi di violenza e di bullismo. Dalla maggior parte delle rappresentazioni dei giovani secondo me emerge che siamo una generazione di scarsi contenuti interiori e di pochi valori e che vivono la vita in modo superficiale. Personalmente non mi riconosco in questa rappresentazione e penso che non tutti i giovani siano così. Sicuramente è vero che i programmi televisivi soprattutto,e i giornali, ci rappresentano un mondo di giovani molto legati all’apparenza e la pubblicità ci martella con messaggi molto consumistici, senza farci riflettere che spesso avere tante cose non ci rende felici. Io penso che la mia generazione possa essere definita superficiale, diversa da quella dei genitori, teppista, troppo libera, pigra, scansafatiche, vuota, con molti dubbi, per alcuni versi ignorante su argomenti di attualità e passati. Così credo però di aver descritto solo una parte della mia generazione, cioè quella che si fa notare di più e che anche gli adulti vogliono mettere in risalto. C’è però una parte non molto evidente della mia generazione che cresce normalmente con le normali problematiche adolescenziali, credendo nei valori trasmessi dalla famiglia e attenti ai bisogni della società. Nella crescita di noi adolescenti è molto importante il rapporto con gli adulti, anche se per come vive la nostra società spesso gli adulti hanno poco tempo per noi, fanno fatica a capirci e allora i ragazzi tendono ad avere punti di riferimento negli amici o nei ragazzi più grandi tendendo così a voler apparire più grandi della loro età. A me sembra che io abbia un bel rapporto con gli adulti, con mia madre vado molto d’accordo, anche con mia nonna e le amiche di mia mamma. E normale che io non la pensi sempre come mia mamma e combatto per le mie idee. A volte la mamma mi obbliga mentre a volte mi dice che la responsabilità delle scelte della mia vita è mia e quando trasgredisco una regola devo assumermi tutte le responsabilità, avendo valutato le conseguenze. Così mia mamma, che è a casa poco perché lavora tanto, mi lascia abbastanza libera e in grado di organizzare la mia vita con responsabilità, ma io so che lei sta attenta alle mie scelte e che se ho bisogno c’è in ogni momento.

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