Colonna di Traiano

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Analisi dell’opera

di Mariasole Barbaglia

Dati formali:

–        colonna

–        pari a 29,  78 metri,   40,  50 metri incluso il piedistallo; diametro di 3,  83 metri

–        costituita da 19 blocchi in marmo lunense; creata sovrapponendo rocchi di marmo e di facendoli combaciare perfettamente,   tenendo conto sia dei rilievi,   probabilmente già sbozzati e successivamente rifiniti in opera,  chiocciola interna,   che doveva già essere stata scavata nei rocchi prima della collocazione.

–        inaugurata nel 113 d. C.  a Roma

–        Il maestro Traianeo (maestro di Traiano)

–        Colonna Traiana (clotide)

–        Innalzata a Roma nel cortile nel Foro di Traiano alle spalle della Basilica Ulpia; buono stato di conservazione.

Analisi formale:

–          L’autore descrive le guerre di Dacia scolpendole nella colonna.

–          Basamento rappresentato in bassissimo rilievo.   Il realismo domina nella narrazione.

Analisi compositiva:

–        Dal basamento ornato in bassissimo rilievo lo sguardo è portato verso l’alto dal movimento a spirale dai 200 m di fregio istoriato continuo.  La costruzione degli episodi,   soprattutto quegli di battaglia,   è sapientemente progettata con linee spezzate che movimentano l’insieme.  Il capitello decorato da un kyma a ovoli ed con la base a forma di corona su plinto.  Abbondanti e precisi sono i riferimenti al paesaggio.

–        La rappresentazione dello spazio e del paesaggio è dinamica.  La rappresentazione umana,   per via della grande varietà di posizioni e atteggiamenti,   è sintattica.  Un bordo irregolare e mosso e un bassissimo rilievo alludono alle stoffe,   e inoltre le figure sono evidenziate da un profondo solco a  corrente sui bordi.

–        Artifici e convenzioni rappresentative permettono lo scandire del continuum delle scene come prospettive ribaltate o a volo d’uccello,   l’uso di usare una scala diversa per i paesaggi costruzioni,   rispetto a quella delle figure,   ecc.  L’altezza del fregio cresce con l’altezza,   da 0,  90 a 1,  25 metri,   in maniera da correggere la deformazione prospettica verso l’alto.

Analisi iconografica:

–        Nell’opera sono rappresentate le scene delle guerre di Dacia,   in cui vi sono non solo scene di guerra ma anche le marce,   i trasferimenti e la costruzione degli accampamenti.

–        Genere storico

–        Il fregio spiraliforme ricordava a tutti le imprese di Traiano celebrandolo come comandante militare.

–        L’unico elemento simbolico è la personificazione del Danubio.

L’autore e il contesto:

–        Civiltà romana

–        Si stacca dall’arte Ellenistica e si sviluppa in maniera autonoma divenendo la prima espressione d’arte romana.

–        Commissionata dal Senato e dal popolo romano (pubblica)

–        L’opera era rivolta a tutti i cittadini romani e a Traiano

–        Funzione di comunicazione e ricordo

–        Prima espressione dell’arte romana derivata da quella ellenistica.

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