Cent’anni di solitudine

Gabriel Garcia Marquez

relazione di narrativa di Amanda Morani

AUTORE:

Gabriel Garcia Màrquez è l’autore di Cent’anni di solitudine; nacque il 6 marzo 1928. A Barranquilla, sposò Mercedes Barcha, da cui ebbe presto due figli, Rodrigo e Gonzalo. Nel 1961 si trasferisce a New York; ma le continue minacce della CIA e dei cubani lo inducono a trasferirsi in Messico. Nel 1967 pubblicò la sua opera più nota: Cent’anni di solitudine, un romanzo che narra le vicende della famiglia Buendà ­a a Macondo. Quest’opera è considerata la massima espressione del cosiddetto realismo magico. Dal 1975, Mà ¡rquez vive tra il Messico, Cartagena de Indias, L’Avana e Parigi. Nel 1982, vinse il Premio Nobel per la letteratura. Nel 2002 ha pubblicato la prima parte della sua autobiografia intitolata vivere per raccontarla.

RIASSUNTO:

Il romanzo parla della vita e delle avventure della famiglia Buendia.      La vicenda si svolge a Macondo, piccolo e sperduto villaggio dell’America Centrale dove vive la famiglia di José Arcadio Buendia e Ursula, ossessionata dalla paura di un figlio che potrebbe nascere con la coda di maiale poiché José Arcadio e Ursula sono cugini. Il paese fondato da Arcadio e Ursula vive nell’isolamento quasi totale, gli unici a passarci per vendere le loro merci sono un gruppo di zingari guidati da Melquiades, un vecchio molto saggio amico di José Arcadio Buendia. Quando gli zingari erano in paese si faceva festa, rallegravano l’umore degli abitanti con le loro musiche e i loro balli. Durante la loro permanenza in paese, Melquiades si ritirava con Arcadio Buendia nella sua casa per studiare la antiche pergamene e fare  esperimenti chimici nel laboratorio che Arcadio Buendia si era creato in casa. Arcadio Buendia ebbe dalla sua sposa molti figli. Un bel giorno arriva in paese un omino mite e tranquillo definito il correggitore”. Era il rappresentante del governo. Egli prese subito una decisione impopolare, decise di far dipingere le case d’azzurro, in onore dell’anniversario dell’indipendenza nazionale. Maltrattato da Arcadio Buendia, dopo alcuni giorni, si ripresentò con un gruppo di soldati deciso a far rispettare il suo ordine. La vita del paese continuò tranquilla finché giunse una notizia sconvolgente: è scoppiata la guerra!”. Arrivarono i militari, perquisirono e fucilarono senza processo. Aureliano Buendia e un gruppo di uomini partirono per la guerra, fecero molte battaglie senza vincerne nessuna. Arcadio Buendia fu imprigionato, processato e fucilato.

Aureliano Buendia venne imprigionato, condotto a Macondo per essere giustiziato, ma riuscì a scappare; dopo vari combattimenti si firmò la pace. Nel paese di Macondo tornò la tranquillità.

Un giorno il quieto vivere di Macondo fu sconvolto dall’arrivo della ferrovia con questa arrivarono i primi viaggiatori, i primi curiosi”, le prime società bananiere che volevano sfruttare le risorse del posto, numerosi militari mandati a proteggere la ferrovia e il correggitore. Con la ferrovia arrivarono anche tante invenzioni nuove, le lampadine elettriche, i primi film, i grammofoni e persino il telefono a manovella.

Erano troppe novità per il paesino di Macondo e per la famiglia Buendia. Dopo anni di solitudine il generale Aureliano Buendia morì. José Aureliano Buendia in un attimo di lucidità vide la fine diacono e la stirpe dei Buendia. In una pergamena, letta con Melquiades, era scritto: Il primo della stirpe è legato ad un albero e l’ultimo se lo stanno mangiandole formiche”. Aureliano cominciò allora a leggere la pergamena per trovare la fine e si accorse che la fine arrivava proprio mentre la leggeva, era previsto che la città fosse spianata dal vento dell’uragano proprio nel momento in cui Aureliano avesse finito di tradurre la pergamena.

PERSONAGGI:

I personaggi della vicenda sono:

o       José Arcadio Buendia: fondatore del villaggio

o       Ursula: moglie e cugina di Arcadio; per questo aveva paura di far nascere un figlio con la coda di maiale;

o       Melquiades: zingaro saggio amico di Arcadio

o       Don Apolinar Mascotte: il correggitore, omino mite e tranquillo;

o       Aureliano Buendia: figlio di Arcadio e Ursula.

SPAZIO:

La vicenda si svolge a Macondo, un piccolo villaggio sperduto nell’America Centrale.

STILE:

Lo stile di scrittura è abbastanza semplice e comprensibile; consono presenti       elementi dialettali.

TECNICHE DI PRESENTAZIONE DELLE PAROLE E DEI PENSIERI DEI PERSONAGGI:

è presente il discorso sia diretto che indiretto

NARRATORE:

Il narratore è esterno ma in alcune occasioni assume il punto di vista  dei personaggi.

AMANDA MORANI I°F

Audio Lezioni sulla Letteratura del novecento del prof. Gaudio

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