Chichibìo

da Il Decamerone” di Giovanni Boccaccio

(giornata sesta, novella quarta)

 riduzione e adattamento teatrale di Sauro Savelli

personaggi ed interpreti

Narratrice    

Narratore    

Corrado Gianfigliazzi    

Aiutante    

Chichibìo    

Servitore    

Brunetta    

Angelo    

Diavolo    

donna Patrizia    

messer Matteo    

messer Agnolo    

donna Sara    

messer Andrea    

madonna Laura    

Gru 1    

Gru 2    

Gru 3    

Gru 4    

Ballerine    

Scena .1.
(cucina di Chichibìo)

Narratrice, Narratore, Corrado, Chichibìo, Aiutante, Servitore, Brunetta, Angelo, Diavolo

[Entrano la Narratrice e il Narratore.]

Narratrice      Gentilissimo pubblico: eccoci trasportati, come per incanto, in un’altra epoca.

Narratore       Ci troviamo nel XIV secolo, epoca di grandi guerre e di vita cavalleresca, di nobili cittadini e di furbi popolani.

Narratrice      La storia che vogliamo rappresentare è tratta da un fortunato libro di quell’epoca.

Insieme           “Il Decamerone”.

Narratore       Scritto da un tale Giovanni Boccaccio.

Narratrice      Abilissimo letterato e arguto umorista.

Narratore       A onor del vero dobbiamo dire che questa storia noi labbiamo presa e riscritta a nostro gusto, così come ci sembrava meglio raccontarla oggi con questi attori e con questo pubblico.

Narratrice      Chiediamo scusa perciò all’autore per il massacro propinato alla sua opera.

Narratore       E chiediamo scusa anche a voi, se il rifacimento operato sul testo originale non sarà di vostro gradimento.

Narratrice      Ora voi penserete che questo nostro lungo intervento iniziale abbia una qualche importanza, ai finì della rappresentazione.

Insieme           Niente affatto.

Narratore       È solo una scusa per permettere ai miei compagni di cambiarsi dabito.

Narratrice      E indossare i costumi che faranno rivivere le gesta di questo astuto cuoco.

Narratore       [guardando tra le quinte] Siamo pronti? [fa un cenno affermativo alla Narratrice]

Narratrice      Benissimo. [al pubblico] Ci troviamo in casa del nobile Corrado Gianfigliazzi, nobile e magnifico signore, abile cacciatore quanto squisito anfitrione…

[Entra Corrado.]

Corrado         [finendo di vestirsi] Che so io?

Narratrice        [girandosi per non guardare] O mamma mia!

Narratore       Anfitrione. Dicesi “anfitrione” colui che è dotato di generosa ospitalità.

Corrado         È ‘na malattia? Fa male?

Narratore       Alle tasche… Ma tu sei molto ricco e quindi non è un problema…

Corrado         Vabbe… [rientra]

Narratore       [al pubblico] Dovete scusarlo… ma per quello che lo paghiamo non possiamo pretendere che conosca proprio tutto…

Narratrice      Se ne è andato?

Narratore       Sì, sì pericolo passato!

[Entra Chichibìo che si siede al tavolo e lavora.]

Narratrice      Stavo dicendo che la scena si svolge in casa di questo tal Corrado Gianfigliazzi, e precisamente nella sua cucina, dove lavorava un certo Chichibìo, cuoco abilissimo e dingegno finissimo, da anni al servizio del suo padrone.

Narratore       Quello che vedete è appunto Chichibìo.

Narratrice      [sottovoce] Vi prego, non fatevi ingannare dall’apparenza: il testo dice proprio che era “abilissimo e dingegno finissimo”. Labbiamo scritturato perché non costava molto, e quindi…

[I Narratori si mettono di lato e osservano la scena. Entra lAiutante, asciugandosi le mani.]

Aiutante         Che prepari stasera a lu padro pe magna?

Chichibìo       Ma che te saccio: ecco non ce sta gne.

Aiutante         Ma come… “Non ce sta gne”! Stasera lu padro cha lospiti a cena…

Chichibìo       E che me frega a me! Sarà cavolacci sua preoccupasse. Lui cha lospiti? Be, me portesse da cucina, e io je cucino. Ma se non me porta da cucina, non me venisse a lucca, perché sennò… [fa cenno di accecare qualcuno]

[Entra il Servitore con una gru.]

Servitore        Chichibi!

Chichibìo       Che voli?

Servitore        Guarda che ha acchiappato lu padro.

Chichibìo       ‘Na gru! E che ce facimo?

Servitore        Je serve per stasera.

Aiutante         Meno male… almeno la cena sé rimediata.

Chichibìo       [alterandosi] Per quando la vole pelata sta gajinaccia?

Servitore        Vuole servilla alla cena di stasera.

Chichibìo       E a quest’ora te presenti?

Servitore        Prima non sé fatto in tempo. Forza mettete al lavoro.

Chichibìo       Non je la faccio; ‘gna da commatte troppo pe pelalla.

Aiutante         Sta zitto, che dopo lavanzi ce li magnemo nua.

Chichibìo       Uffa, quante ne vole custù.

Servitore        Oh Chichibi le cose so due: o lo fai o lo fai. Stasera lu padro cha lospiti ri-­guar-de-vo-li e vole la gru cotta e cunnita a pennello su lu tavulì. Vedi un po tu.

Chichibìo       Va be, va be, ho capito: ‘mo vatte via, famme spiccia, se no la gru non se coce.

Aiutante         Daje, daje Chichibi, datte ‘na mossa.

[Il Servitore e lAiutante escono.]

Narratore       Chichibìo si mette subito all’opera per preparare una gru degna della squisitezza del suo padrone, mentre l’aiutante lo assiste come meglio può.

Narratrice      Una volta messa al forno, il profumo della gru si espande per tutta la casa.

Narratore       Attirata dallirresistibile odore, entra in cucina Brunetta, una graziosa giovane molto… come dire… sinuosa, anchella al servizio di Corrado…

[Entra Brunetta.]

Brunetta         Chichibi, che stai a fa?

Chichibìo       Staco cocenne la gru che ha acchiappato lu padro.

Brunetta         [languida] Cha un odore…! Che me ne potresti da un pezzetto?

Chichibìo       Sì, un pezzetto… Come se adesso uno se mettesse a da li pezzi de gru a tutti quelli che passa…

Brunetta         [sempre più provocante] Dai, un pezzetto solo…

Chichibìo       Ma nun te lo pozzo da… Dopo lu padro che dice?

Brunetta         Ma lu padro è lu padro… io so io!

Chichibìo       Questo lo vede anche li ciechi…

Brunetta         E dammene ‘n pezzetto… La coscetta: che male c’è?!

Chichibìo       Ma proprio la coscia che ‘de lu pezzo più bono?

Brunetta         Perché, io non me la merito la roba più bona?

Chichibìo       Fija mia, altro che bona: tu te meriteresti la roba più sopraffina: coscia, ali, fianchi… anche lu petto, va!

Brunetta         E allora? Che dici… me lo dai ‘sto pezzetto di carne?

Chichibìo       Se se ne ‘ccorge lu padro, dopo chi lo vole senti?

Brunetta         [sedendosi vicino a Chichibìo] Daje, Chichibi… tu sei così intelligente… ‘na scusa la ‘rtroi pe lu padro.

[Entrano lAngelo e il Diavolo.]

Angelo            Non gliela da, non gliela da la coscetta, se no lu padro te scanna vivo.

Diavolo           Non da retta a ‘sta santarella! Ma la si vista be ‘sa ragazza?  Dagliela ‘sta coscetta… te conviene.

Angelo            Chichibi da retta a me, che te consiglio bene!

Diavolo           ‘See, capirai…

Angelo            [al Diavolo] Perché, che vorresti dire?

Diavolo           [allAngelo] Io? Gniente, gniente… e non te scallà…

Angelo            [c.s.] Ambe… Li consigli mia ade sempre li mejo che se trova su la piazza.

Diavolo           [c.s.] Be, po esse. Ma io voglio lo stesso di la mia. [a Chichibìo] Guardala, pora ragazza, non vedi che non aspetta altro? Dajielasta coscetta e non te ne pentirai.

Angelo            [a Chichibìo] Chichibì non da retta a ‘sta pancetta affumicata.

Diavolo           [allAngelo] Ohe, “pancetta affumicata” a chi? Brutto gallinaccio spelacchiato…

Angelo            [al Diavolo] “Gallinac…” oh che faccia tosta! Io non so proprio chi mi trattenga…

Diavolo           [c.s.] Com’è che dite voialtri? “Porgi l’altra guancia”? Allora statte zitto e piglia su!

Angelo            [c.s.] Di un po: ci sei venuto da solo o te thanno mannato?

Diavolo           [c.s.] Perché? Non te sta be?

Angelo            [c.s.] No! E faresti meglio ad and’artene, prima che ti ci mandi io?

Diavolo           [c.s.] E dove vorrebbe mandarmi, vossignoria?

Angelo            [c.s.] All’inferno…

Chichibìo       [esplodendo] Oh… basta! Piantatela voi due… e andatevene subito…

[Il Diavolo e !Angelo escono.]

Brunetta         Allora, Chichibi?

Chichibìo       E va be… te la daco ‘sta coscetta. Però… ce ‘rvedemo dopo, eh?

Brunetta         [facendo finte di non capire] Dopo? Che fai, marducato, me brami?

Chichibìo       Come lu porco brama la ghianna!

Brunetta         [prendendo la coscia] Zozzone…

Chichibìo       Sì… vengo a trovarti appena servita la cena. Non vedo lora!

Brunetta         [si avvia, parlando tra se] Si sì, ce ‘rvedemo dopo… contece! [esce]

[Sipario.]

 

Scena .2.
(sala da pranzo di Corrado Gianfigliazzi)

Narratrice, Narratore, Servitore, Corrado, Patrizia, Matteo, Agnolo, Sara, Andrea,

Laura, Aiutante, Ballerina 1, Ballerina 2, Chichibìo

Narratrice      A questo punto dobbiamo spostarci in un altro ambiente: la sala da pranzo del generoso Corrado Gianfigliazzi.

Narratore       Immaginiamoci Chichibìo mentre da gli ultimi ritocchi alla gru appena sfornata, mentre al piano nobile stanno arrivando gli ospiti.

[Si sente bussare.]

Narratrice      Sentite? Bussano alla porta.

[Entra il Servitore che apre: sulla porta si vedono donna Patrizia e messer Matteo.]

Servitore        [gridando] Corrado: è ‘rriati lospiti. Li faccio ‘boccà?

Corrado         [si affaccia con il viso pieno di schiuma da barba] Sciii! Dije che ‘rrio tra nattimo! [rientra]

Servitore        [agli ospiti] Bocchete, bocchete cocchi!

[Patrizia e Matteo entrano, mentre il Servitore esce.]

Patrizia           Grazie, quillomo!

Matteo            Non c’è ancora nessuno.

Patrizia           Semo li primi.

[Patrizia e Matteo si siedono e si guardano intorno a disagio: lungo silenzio.]

Matteo            Eh già già già già!

Patrizia           Eh sì sì sì sì sì!

[Lunga pausa.]

Matteo            Sì visto, cara, che bella casa?

Patrizia           Mordo bella daero!

[Lunga pausa.]

Patrizia           Non è che ce semo sbagliato jorno? Non arriva gnisciù!

Matteo            Boh, che te saccio!

[Bussano; il Servitore va ad aprire.]

Patrizia           Meno male: ‘ria ‘chi du natri.

[Sulla porta messer Agnolo, donna Sara e messer Andrea.]

Servitore        [gridando] Corrado, so ‘rivati laltri ospiti!

Corrado         [si affaccia mentre si sta radendo] Embè falli accomoda. [rientra]

Servitore        [agli ospiti] Prego accomodatevici… accomodat… accomodatevicivici… acc… accomodatecisivi… Nsomma iate oltro!

[Entrano gli ospiti, mentre il Servitore esce.]

Agnolo            [riconoscendo i presenti] Ve pijesse ‘n corbo! Quanto tempo è che non ce ‘rvedemo…

Matteo            [alzandosi] Ma guarda un po chi c’è… Chi non more se rivede!

Patrizia           [alzandosi] Ade proprio vero! Ma tu guarda! non si cambiatu per cosa!

Matteo            Ma do te si ficcato per tutto ‘sto tempo?

[Sara e Andrea si siedono.]

Sara                [ad Andrea, sdegnosa] Che burini!

Agnolo            [agli amici] Eh, un po qua, un po là…

Patrizia           Sempre a fa danni!

Matteo            Come ‘n torello inferocito… Ma racconta…

[I tre amici parlano tra loro sottovoce.]

Andrea           [a Sara, sdegnoso] Grezzi

Sara                [ad Andrea, sdegnoso] Villici.

Andrea           [a Sara, sdegnoso] Buzzurri!

[Bussano.]

Sara                [ad Andrea] Un bellambientino, non è vero caro?

Andrea           [a Sara] Niente male davvero… peccato gli altri commensali! Sono così… come dire… primitivi.

[Entra il Servitore che va ad aprire: sulla porta c’è madonna Laura.]

Servitore        [a Laura] Si l’ultima, cocca?

Laura             Penso di sì, buon uomo.

Servitore        Meno male! [gridando] Corrado, è ‘rivata l’ultima invitata.

Corrado         [voce fuori scena] Va bene! Grazie per la bona notizia!

Servitore        [gridando] “Notizia” non lo so, ma “bona” è sicuro! [a Laura] Prego! [esce]

[Laura entra e va a sedersi, con andatura provocante.]

Laura             Buonasera a tutti.

[Andrea fa per alzarsi, eccitatissimo.]

Sara                [tirandolo per un braccio] Calmete, zuzzu!

Andrea           [ricomponendosi] Scusami, cara… un riflesso incondizionato.

[Tutti osservano Laura.]

Matteo            [a Laura, per rompere il ghiaccio] Bella serata, vero?

Laura             Bellissima!

Patrizia           [acida] In realtà un po freddina… Ce l’hai la pancera? Sai, alla tua età…

Matteo            [a Patrizia] E zitta… sempre ‘se figuracce!

Laura             [sistemandosi] C’è un vento birichino… mi ha scomposto tutti i capelli.

Andrea           Non si preoccupi… I capelli non li nota nessuno…

Laura             Prego?

Sara                [sgomitando Andrea] Ma cosa dici!

Andrea           Volevo dire… Sono carini anche così.

[Entra Corrado.]

Corrado         Buonasera a tutti!

Tutti               [alzandosi] Buonasera.

Corrado         Vi prego, vi prego… state pur comodi. Mi scuso per il ritardo, ma volevo sincerarmi che fosse tutto in ordine. Spero che abbiate utilizzato proficuamente questo tempo per fare conoscenza tra voi.

Andrea           [fissando Laura] Il tempo per queste cose, è sempre troppo poco!

[Sara sgomita Andrea.]

Corrado         Bene. Visto che siamo tutti, possiamo dare il via alla serata. Dunque… in occasione di questa festa, gentili ospiti, ho fatto preparare una cena davvero speciale. Spero che sia per voi una serata indimenticabile.

Patrizia           Meno male che oggi a pranzo non imo magnato!

Matteo            Ce ‘rfacemo stasera.

Agnolo            Zitto… se ‘ndassi pe magna, me scofoneria via anche la trocca!

Sara                [accarezzandogli un braccio] Corrado, sei proprio un gentil’uomo!

Andrea           [sgomitando Sara] Mbe?

Sara                Perché: tu sì e io no?

Andrea           [arrabbiato] Vieni un po qui… che poi ti dico perché…

[Sara e Andrea si cambiano di posto.]

Corrado         [chiamando] Servi, potete cominciare.

[Entra lAiutante con la minestra: il Servitore la serve nei piatti: poi escono tutti e due.]

Mentre mangiamo, vi prego di gradire questo intrattenimento musicale. Prego, musici, cominciate!

[Entrano le Ballerine che si esibiscono: .finito il numero tutti applaudono e le ballerine escono.]

Agnolo            Magnifico… ottimo numero!

Matteo            Splendido, direi.

Patrizia           [sminuendo] Sì… bravine!

Andrea           Io lho trovata molto elegante, non è vero madonna Laura?

Laura             Delizioso.

Sara                [sgomitando a Andrea] Smettila!

Corrado         Sono contento che labbiate gradito. [forte] Potete portare il secondo piatto!

[Entrano lAiutante col vassoio della gru e il Servitore: cominciano da Agnolo.]

Agnolo            Ma ca dè cionca?

Matteo            Uh, guarda… è vero: non cha ‘na zampa!

[Tutti ridono.]

Laura             Per fortuna che caveva invitato pe ‘na gran magnata!

Andrea           Davvero, Corrado… non pensavo serviste ai vostri ospiti animali invalidi…

Patrizia           E io che a pranzo non so magnato pe ‘bufamme stasera…

Corrado         [adirato] Dov’è Chichibìo? Fate venire qui il cuoco… che venga subito, quel disgraziato !

[LAiutante lascia il vassoio sulla tavola ed esce insieme al Servitore.]

                        Che figura mha fatto fare… [agli ospiti] Vi prego di scusarmi, non era mai successa una cosa simile… Ora il mio cuoco dovrà rendermene ragione!

Sara                Non preoccupatevi, Corrado, in fondo è solo una zampa!

Corrado         “Solo una zampa”? Adesso sentiremo cosa avrà da dire, quel briccone!

[Entra Chichibìo.]

Chichibìo       Mi volevate, padro?

Corrado         Sicuro, pezzo di un disgraziato. Guarda questa gru.

Chichibìo       [tra se] Diaulu dun padr… se né accorto subbito!

Corrado         Ebbene?

Chichibìo       La vedo.

Corrado         E allora?

Chichibìo       “E allora” che?

Corrado         Non noti niente?

Chichibìo       No, padro, non noto… adesso non cho lu costume e non vedo l’acqua…

Corrado         Chichibìo, non fare il cretino.

Chichibìo       Come se fosse facile!

Corrado         Questa gru ha qualcosa che non va.

Chichibìo       Be, per forza… è morta.

Corrado         Non mi sto riferendo a quello. Lo vedo anch’io che è morta…

Chichibìo       Però non ade corpa mia… me l’hanno portata già cuscì.

Corrado         Basta, se dici un’altra parola ti faccio impiccare. Guarda bene: questa gru non ha una zampa!

[Chichibìo tace.]

Allora?… Non dici niente?

[Chichihio fa con le mani il segno di chi ha paura di essere impiccato.]

Va bene, non ti farò impiccare. Spiegami come mai questa gru non ha una zamba.

Chichibìo       Ecco… padro… io non vedo cosa ci sia di strano.

Corrado         Razza di bestia, come non vedi cosa ci sia di strano? Ha una zampa sola.

Chichibìo       Be, lo vedo, padro, ma ‘sto tipo de gru cha ‘na coscia e ‘na zampa sola.

Corrado         [rifacendogli la voce] “Cha ‘na coscia e ‘na zampa sola”… Ma si può sapere cosa diavolo vai dicendo? Dove mai si è vista una gru con una zampa sola.

Chichibìo       Mi meraviglio, padro! Lo saccio io che so ‘n poro ignorante, e non lo sapete voi!

Corrado         Ah, davvero… e così io sarei lignorante. [ai commensali] Signori, voi avete mai sentito parlare di gru con una zampa sola?

[I commensali scuotono la testa, negando.]

Agnolo            Messer Corrado, do lete trovato ‘sto fregnacciaro!

Chichibìo       Ma de vero! ‘Sto particolare tipo de gru, sto gruppo… ‘sto stormo… ‘sta razza, insomma, come devo di… mbe cha una zampa sola. È una specie abbastanza rara, pe di la verità… ma ‘gni tanto capita de incocciaccese…

Corrado         Chichibìo, io non so dove vai trovando tutte queste cretinate… gru con una gamba sola… dico io!

Chichibìo       Be, se non ce credete pegghio pe vua.

Corrado         Perché non provi a dimostrarmi che ho torto a pensare che stai mentendo.

Chichibìo       Be, padro, la gru ce l’hai davanti; e cha ‘na gamba sola.

Corrado         Già, però la gru è morta, e io credo che, prima di cucinarla, avesse due zampe.

Chichibìo       Peccato che de morta, sennò ve lavria ditto essa…

Corrado         Allora perché non andiamo alla palude dove ieri lho catturata. Ce ne saranno altre dello stesso tipo… E così potremo vedere chi ha ragione.

Chichibìo       [tra se] Poro me, mha fregato! [a Corrado] Ma certo, padro… quando volete.

Corrado         Bene, allora è deciso: domattina all’alba partiremo per la palude. [ai commensali] Voi, signori, ci farete da testimoni. Sarà un modo per continuare la festa anche domattina, dopo che è stata così malamente rovinata.

Matteo            Buona idea.

Laura             Una sfida… com’è eccitante!

Andrea           [languido] Ecco… “eccitante” è la parola giusta!

Sara                [sgomitando Andrea] Zitto!

Corrado         Bene, signori… Vi prego ancora di scusarmi per questo inconveniente. Continuiamo la cena, mangiando ciò che resta di questa gru! [a Chichibìo] E tu torna in cucina, razza di rovina-feste!

[Sipario.]

 

Scena .3.
(a sipario chiuso)

Narratrice, Narratore, Chichibìo

[Davanti al sipario chiuso, entrano la Narratrice e il Narratore.]

Narratore       Indubbiamente il povero Chichibìo si era cacciato in un bel guaio.

Narratrice      Quella zampa di gru gli stava causando non pochi grattacapi.

Narratore       Era così preoccupato, che si dimenticò anche di andare all’appuntamento con Brunetta.

Insieme           E meno male…

Narratrice      Perché quella sciagurata si stava tranquillamente consolando tra le braccia di un altro uomo, senza ricordare minimamente la promessa fatta al povero cuoco…

Narratore       Ma questa è un’altra storia.

Narratrice      Insomma, Chichibìo non passò una bella nottata…

Insieme           Eh, no!

[Davanti al sipario entra Chichibìo, agitatissimo, mentre i Narratori si mettono in disparte.]

Chichibìo       Oh, poro me… che guaio… che guaio! E ‘mo come faccio… Che je racconto doma a lu padro? Ma come ho fatto a caccìamme su sto guaio… Ma guai a me se ‘naltra volta faccio più lu stupido co ‘na donna… [schiaffeggiandosi] Stupedo, mille volte stupedo. [rifacendo la voce di Brunetta] “E damme la coscia… E che te costa!”… Sì, lo so io che me costa… Come minimo me fa tajà la testa… Se è de bonumore, altrimenti… mejo non pensacce. Ma tu guarda… che pozzo ‘nventà! Je dico che li pollastri co ‘na gamba sola ‘de migrati tutti porbio stanotte… No, lu padro non sarà naquila, ma non è manco deficente. Je dico che quello era l’ultimo ‘rmasto. Già ade mejo, ma po esse che co tanti pollastri, porbio l’ultimo sé magnato? No, no, nun va… Devo trova de mejo. Poro me, so troppo confuso… devo dormicce copre… Domattina inventerò che co… sperimo! [esce]

Narratore       Non fu una nottata piacevole, quella di Chichibìo.

Narratrice      Ma in un modo o nell’altro passò, permettendoci così di spostare ancora la nostra scena.

Narratore       Ci trasferiamo nella palude delle gru dove questi bizzarri animali stanno facendo un po di ginnastica mattutina…

Narratrice      Così tanto per mantenere la linea.

[I Narratori escono.]

 

Scena .4.
(la palude delle gru)

Gru 1, Gru 2, Gru 3, Gru 4, Matteo, Patrizia, Laura, Sara, Andrea, Agnolo, Corrado, Chichibìo

[Il sipario si apre: Gru 1, Gru 2 Gru 3 e Gru 4 ballano: alla fine Gru 2 si fa male alla caviglia.]

Gru 2              [cadendo a terra] Ah! Che dolore!

Gru 1              [spaventata] Mamma mia…

Gru 3 e 4        Che è successo?

Gru 2              [lamentandosi] Un dolore atroce al piede… Devessere stata una storta!

Gru 1              Porella! Anche a me è successo qualche volta.

Gru 4              Come ti capisco…

Gru 3              [minimizzando] Eh, quante storie… Chissà che me pareva!

Gru 2              Parli bene, tu… L’ho presa io la storta, mica tu.

Gru 3              Daccordo, hai preso una storta… e allora? Passerà!

Gru 2              Datemi una mano… non ce la faccio a rialzarmi.

Gru 1              [aiutandola] Vieni, ti aiuto.

Gru 2              Piano… piano piano…

Gru 4              Ecco così…

Gru 2              Ah, che dolore!

Gru 3              Forza, tirati su… ecco… così…

Gru 2              Quanto mi fa male!

Gru 4              Be, consolati! Almeno tu sei ancora qui… Pensa alla nostra amica…

Gru 1              Non lo dire… poveretta.