La Vergine delle Rocce

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Leonardo e Michelangelo

La Vergine delle Rocce di Leonardo da Vinci

relazione di Silvia Sorrentino

Funzioni: informativa, espressiva, estetica

Analisi critica: l’autore dell’opera è Leonardo Da Vinci (1452-1519). Questo dipinto (1483-1486) è stato commissionato dalla Confraternita dell’Immacolata Concezione (aggregazione di laici) per la chiesa di San Francesco Grande a Milano. Ve ne sono state fatte due versioni: una per Ludovico Il Moro (alla cui corte lavorava Leonardo) e la seconda copia per la chiesa. Il titolo prende spunto dalla storia della chiesa: era sorta su un cimitero cristiano detto grotta”.

Le rappresentazioni ora sono carichesentimenti e non frontali come nel medioevo. Viene applicata la composizione piramidale indicante la trinità.  Al vertice troviamo la testa della Vergine. Allo spigolo destro l’angelo mentre a  sinistra san Giovanni Battista. Nello spigolo centrale abbiamo il Cristo con la mano dell’angelo e della madonna. Questa composizione di sguardi e mani rende l’opera più dinamica. Il colore non ha più il significato medioevale ma crea un effetto atmosferico attenuando la luminosità con molte penombre. Una luce che arriva da sinistra però, da rilievo ai corpi  e alle vesti sottolineando la sacralità della scena. Anche il sottobosco è creato da una leggere luce soffusa.

CONTESTO: questa è una delle più importanti opere create nel Rinascimento (termine adottato nel 1876), fenomeno sviluppatosi nel xv secolo a Firenze per essersi poi diffuso in Italia e in tutta Europa.

Si divide principalmente in due grandi periodi: il Quattrocento (Umanesimo) e Cinquecento (manierismo).  Nel 400 Si sviluppò una nuova voglia di conoscenza verso la cultura classica (greco e romana). Durante l’Umanesimo l’uomo acquistò una dignità personale ed ora era lui ad essere al centro del mondo. Si inventò la prospettiva, insieme di regole matematiche e  grafiche che permette di rappresentare la tridimensionalità su un foglio piano.

Il centro dell’arte erano le corti dei Signori che ospitavano gli artisti, i quali con le loro opere dovevano mostrare la loro ricchezza. I principali centri furono:Milano (Ludovico il Moro ospita Leonardo), Firenze (Lorenzo de’ Medici ospita Botticelli), Urbino (Piero della Francesca) e Mantova (alla corte dei Gonzaga viene Mantegna).

Si incominciano a progettare le città sulla carta mentre nel medioevo queste si erano sviluppate spontaneamente. Poche delle idee progettate, però, furono applicate.

nel manierismo invece sorge la crisi sia politica che culturale. La scoperta dell’America  sta spostando le mete dei commerci e ciò indebolisce l’Italia.

I nuovi centri italiani ora sono Roma (per il papa) e Venezia dove si rinnova la tecnica del colore.

Il maggior artista fu Leonardo Da Vinci. Nato nel 1452 ad Anchiano presso Vinci vicino a Firenze dove si trasferirà per andare a bottega da Andrea del Verrocchio con il quale collabora al Battesimo di Cristo. Nel 1482 si trasferisce a Milano alla corte di Ludovico IL Moro come ingegnere ducale. Per il suo signore progetta strutture cittadine in diversi campi fra cui quello idraulico. Approfondisce gli studi sulle rocce, sulle piante, sulle nuvole, ma soprattutto è il primo a studiare l’anatomia umana sezionando più di trenta persone. Non sapendo né leggere né scrivere, Leonardo preferì sperimentare le leggi scientifiche. Scrisse diverse opere in ambito scientifico e in ambito pittorico nel 1495-1497 fece L’Ultima Cena. Dopo vari spostamenti a Mantova, Venezia, e ancora Firenze e Milano, andò in Francia nel 1517 alla corte di Francesco I. qui morì nel 1519.

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