“Città di carta” di John Green – di Elisa Ambivero

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Quentin, un ragazzo che sta per diplomarsi, è il classico “nerd” della scuola che pensa solo allo studio e a un futuro molto preciso: college, lavoro, famiglia.
E poi c’è Margot, una ragazza spensierata, libera, coraggiosa, e sempre in cerca di avventure, insomma l’esatto opposto di Quentin.
Nonostante fossero così diversi, si conoscono dall’infanzia interamente passata insieme, fino ad aver avuto una brutta esperienza e hanno smesso di vedersi.
Ma una notte, Margot bussa alla sua finestra dopo non avergli più parlato per 10 anni, e lo trascina in una serie di avventure, tra cui effrazioni e violazioni di proprietà.
Quentin nutre un sentimento profondo per Margot ma è convinto di non essere ricambiato, fino a quella sera che inizia a pensare che possa succedere qualcosa.
L’indomani però Margot non si presenta a scuola, e scompare.
Nessuno da importanza a tutto ciò, nemmeno i suoi genitori, perché comunque l’aveva fatto altre volte.
Lasciava degli indizi, per chi volesse rintracciarla, e quella volta li lascia a Quentin. Egli si sente molto importante, e inizia la sua ricerca in viaggio con i suoi due migliori amici.
Mi è piaciuto molto questo libro, e mi ha fatto riflettere parecchie volte, perché essendo un libro di formazione sottolinea il cambiamento da adolescenti ad adulti.

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