Come ho conosciuto Dio..

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di Alda Merini

Laggiù dove morivano i dannati
nellinferno decadente e folle
nel manicomio infinito,
dove le membra intorpidite
si avvoltolavano nei lini
come un sudario semita,

laggiù dove le ombre del trapasso
ti lambivano i piedi nudi
usciti di sotto le lenzuola,
e le fascette torride
ti solcavano i polsi e anche le mani,
e odoravi di feci,

laggiù, nel manicomio
facile era traslare
toccare il paradiso.

Lo facevi con la mente affocata,
con le mani molli di sudore,
col pene alzato nellaria
come una sconcezza per Dio,

laggiù nel manicomio
dove le urla venivano attutite
da sanguinari cuscini,
laggiù tu vedevi Iddio
non so, tra le traslucide idee
della tua grande follia.

Iddio ti compariva
e il tuo corpo andava in briciole,
delle briciole bionde e odorose
che scendevano a devastare
sciami di rondini improvvise.

da La terra santa

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