Concorso DS Lombardia: cui prodest? – di Luigi Gaudio

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 Tutto quello che sta avvenendo, o meglio, che non sta
avvenendo, per il Concorso per Dirigenti Scolastici in Lombardia, a chi giova? A
chi ha fatto ricorso? A chi ha superato tutte le prove concorsuali?
Fare una serie di domande, senza indicare una risposta,
forse può servire certe celluline grigie a liberarsi da un limitato circolo
vizioso cui le hanno costrette i legittimi proprietari da un po’ di mesi.

Ad esempio potremmo chiederci, quando il bene comune è
minato, qual è il ruolo della politica, intesa nel senso originario del
termine, cioè cosa deve fare chi ha in mano le redini della polis? Quando c’è
una falla in una nave, di chi è la colpa: di chi l’ha fatta notare, di chi ha
costruito la nave, o di chi la governa?

A prescindere dall’esito dell’udienza del 22 marzo presso il
Consiglio di Stato (ammesso e non concesso che tale udienza sia risolutiva,
come ci ha abituato a dubitare quanto avvenuto finora) a cosa è servito indirizzare
l’odio di tutti contro chi ha esercitato un proprio diritto sancito dalla legge?
Cito a questo proposito l’articolo 21 del Bando di concorso, Decreto del
Direttore Generale del 13 luglio 2011: “Avverso i provvedimenti relativi alla
presente procedura concorsuale è ammesso, per i soli vizi di legittimità, […]
ricorso giurisdizionale al T.A.R., entro 60 giorni, dalla data di pubblicazione
all’albo o di notifica all’interessato.”
È stato utile giustificare la propria inazione confidando genericamente
in una sentenza favorevole o scatenando una guerra tra poveri?
Meditate, gente, meditate.

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Un pensiero riguardo “Concorso DS Lombardia: cui prodest? – di Luigi Gaudio

  • Avatar
    13 Febbraio 2013 in 13:43
    Permalink

    Ma qual è il problema dei ricorrenti come il professor Gaudio?
    Sinceramente non comprendo… Il citato articolo di bando prevede la possibilità del ricorso al TAR. Il professor Gaudio ha fatto ricorso al TAR chiedendo l'annullamento. Ergo: ipotesi 1: si annulla e si si deve rifare tutto; ipotesi 2: non si annulla e i ricorrenti sono esclusi. Comunque i ricorrenti non hanno possibilità di riammissione, giudizialmente parlando. Per quanto concerne me (idonea): ipotesi 1: annullano e procederò come consentito dalla legge; ipotesi 2: avrò ciò che ho meritato con diritto.
    In ogni caso chi ricorre al TAR chiedendo l'annullamento della procedura concorsuale che altri diritti vuole/può vantare? Mi sembra illogico, totalmente. La politica non ha nulla a che a che fare con il ricorso amministrativo. Non mescoliamo le carte e lasciamo che non si confondano i piani!!! Mi pare troppo desiderare l'uovo e la gallina professor Gaudio!
    Cordialmente prof.ssa Amanda Ferrario

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