Conversazione in Sicilia

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Elio Vittorini

Conversazione in Sicilia

 

Autore

Elio Vittorini nacque a Siracusa nel 1908 e durante gli anni della sua infanzia, seguì il padre ferroviere nei suoi spostamenti di lavoro per la Sicilia. Aveva intanto iniziato a scrivere articoli e pezzi narrativi che inviò a Curzio Malaparte che li pubblicò sulla rivista “Conquista dello Stato”. Nel 1927 inviò a “La Fiera Letteraria” il suo primo importante scritto narrativo, Ritratto di re Gianpiero, che gli venne pubblicato. Nel 1931, per le edizioni di “Solaria” uscì il suo primo libro, una raccolta di racconti intitolato Piccola borghesia che venne ristampato da Mondadori nel 1953. Nel 1934 a causa di una intossicazione da piombo, fu costretto ad abbandonare il posto di lavoro come correttore di bozze e da quel momento visse solamente del ricavato delle sue traduzioni dall’inglese e di quelle di consulente editoriale. Nel 1936, quando scoppiò il conflitto in Spagna, Vittorini, che stava scrivendo Erica e i suoi fratelli, progettò, con l’amico Vasco Pratolini di raggiungere i repubblicani spagnoli e in un articolo sulla rivista “Bargello”, alla quale egli collaborava già dal 1932, scrisse un articolo in cui spronava i fascisti italiani ad appoggiare i repubblicani contro Franco e ciò gli causò l’espulsione dal Partito fascista. Sempre nel 1936 pubblicò presso Parenti Nei Morlacchi. Viaggio in Sardegna che aveva vinto il premio indetto dall'”Infanzia” e che fu poi ristampato da Mondadori, con il titolo Sardegna come un’infanzia, nel 1952. Dal 1938 al 1939 uscì a puntate su “Letteratura” il romanzo Conversazione in Sicilia che venne pubblicato in volume nel 1941, prima dall’editore Parenti e poi da Bompiani con il suo titolo originale. Nel 1942 lo scrittore si avvicinò al Partito comunista clandestino e partecipò attivamente alla Resistenza.

 

Riassunto

Il romanzo si apre con la presentazione del protagonista, Silvestro Ferrauto. Egli riceve una lettera del padre, dalla quale apprende che questi ha lasciato la madre per un’altra donna. Silvestro, seguendo il suggerimento del padre, parte per il paesino natale, in Sicilia, per trovare la madre. Durante il lungo itinerario viene a contatto con numerosi individui, ma è significativa, tra tutte, la figura del Gran Lombardo. Esso è un passeggero che Silvestro incontra sul treno per andare a Siracusa, con il quale ha una lunga discussione sulle proprie idee e infine sulla madre del protagonista.

La seconda parte del romanzo narra dell’incontro tra Silvestro e la madre. Alla quale Silvestro  pone molte domande sulla sua infanzia e sulle motivazioni che hanno spinto il padre a prendere quella decisione.

In seguito al “giro delle iniezioni” ai malati del paese, nell’intento di accompagnare la madre, il protagonista capirà il vero significato di dolore e malattia.

Silvestro incontra e stringe amicizia con Calogero, l’arrotino del paese. E’ proprio questi a condurlo nella bottega del sellaio Ezechiele, là dove palpita il «cuore puro della Sicilia non ancora contaminato dalle offese del mondo». Ad Ezechiele e Calogero si aggiunge anche la figura di Porfirio, un mercante di panni, che predica la necessità dell’ “acqua viva”, cioè un’acqua che lava le offese nel mondo e disseta il genere umano offeso.

Successivamente si assiste alla visita di Silvestro al cimitero, dove egli parlerà a lungo con l’ombra di un soldato ucciso che, in seguito, riconoscerà essere suo fratello.

Tutti i personaggi si troveranno riuniti nella piazza del paese, proprio sotto il monumento ai caduti, a discutere della sofferenza grandemente ripagata dalla gloria.

Il romanzo termina lasciando un dubbio al lettore: il protagonista si reca dalla madre per salutarla e la trova intenta a lavare i piedi ad un uomo che piange nascondendosi il volto tra le mani. Sarà forse il padre?

Silvestro si allontana avvolto nel silenzio del dubbio.

 

Personaggi

La madre di Silvestro rappresenta il sacrificio, colei che scende nelle viscere del male e che sacrifica un figlio, per salvare il mondo “offeso”.
Il Gran Lombardo, colui che pensa di essere sempre il “migliore” e che non perde un’occasione per ficcare il naso negli affari degli altri senza preoccuparsi dei suoi.

Porfirio, mercante di panni che finisce con l’incarnare l’ideale cattolico con la sua rassegnazione.

Ezechiele, personaggio non certo rivoluzionario, dato che possiede solo “un punteruolo”.

La sua funzione, nel romanzo, è quella di rappresentare la cultura degli ideali infranti, quella cultura che può solo consolare e non reagire, la cultura dell’uomo vinto, schiacciato dalla vita.

 

Spazio

I luoghi in cui viene narrata la vicenda sono differenti. Ci sono luoghi chiusi come la casa del protagonista, il treno, la casa della madre, la bottega del sellaio.

Altri aperti come il cimitero e il paesaggio descritto durante la narrazione.

I luoghi più significativi sono la casa della madre dove il protagonista ricorda l’infanzia, e viene anche a contatto con i malati che si recano da sua mamma a farsi fare le iniezioni.

Il cimitero dove incontra lo spirito di suo fratello; il treno dove conosce il Gran Lombardo diventato per lui un esempio di vita.

 

Tempo

Il momento storico è quello della guerra di Spagna, del fascismo, della difficile opposizione ad esso, della miseria. La vicenda si svolge in poche settimane. Essa scorre con la stessa velocità con cui stiamo leggendo il testo ed è priva di anticipazioni.

 

Stile

Il linguaggio adottato dall’autore è formale e comprensibile. Non ci sono dialetti o lingue straniere e i personaggi parlano tutti allo stesso modo.

In alcuni momenti il tempo dell’azione si ferma rispetto a quello della narrazione: è il caso dei lunghissimi dialoghi tra i personaggi che perseverano nel ripetere poche frasi intramezzate da brevi esclamazioni. Sembra che Vittorini senta il bisogno di ribadire più e più volte lo stesso concetto.

 

Tecniche

La tecnica utilizzata da Vittorini è molto suggestiva, in quanto permette di creare un alone di indeterminatezza e mistero attorno alla scena narrata. Prevale il discorso diretto e non ci sono monologhi.

 

Narratore

Il narratore è il protagonista della vicenda anche se non lo fa capire immediatamente.

 

Tematiche

Conversazione in Sicilia è la testimonianza della condizione italiana negli anni del fascismo e la rappresentazione della difficile e insopportabile situazione di coloro che, in pochi e coraggiosi, sceglievano di opporsi.

Il romanzo, probabilmente per aggirare la censura, ha un’impostazione assolutamente fiabesca e simbolica, che costringe il lettore ad una costante attività di interpretazione e riflessione.

Luca Colombo

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