Conversazione in Sicilia

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di Elio Vittorini

Relazione di narrativa di Marco Prestinari

CLASSE:2F   DATA:17-12-06

TITOLO:

Conversazione in Sicilia

AUTORE:

Elio Vittorini

EDIZIONE:

Feltrinelli

PERSONAGGIO PRINCIPALE:

SILVESTRO FERRAUTO

Intellettuale e tipografo milanese in preda ad una cupa disperazione per le vicende italiane. A tale suo stato d’animo s’assomma una lettera del padre, dalla quale egli apprende che questi ha lasciato la madre per un’ altra donna. Silvestro decide,in seguito a ciò e improvvisamente, di partire e tornare nel paesino natale, in Sicilia. Durante il lungo itinerario verrà a contatto con numerosi individui, ma è significativa, tra tutte, la figura del Gran Lombardo; padrone di terre in Sicilia, quest’ultimo parla e afferma che, ormai, è giunta l’ora «di assumere una nuova coscienza, di aspirare a nuovi e più alti doveri». Ed é in questo momento che si scorge il primo accenno al tema del risveglio interiore, della riscossa valorosa, che l’autore ricollega soprattutto a se stesso, passando anche attraverso la figura del nonno.

 

TRAMA

Il romanzo si apre con la presentazione del protagonista, Silvestro Ferrauto, La seconda parte del romanzo narra dell’incontro tra Silvestro e la madre Concetta. In seguito al “giro delle iniezioni” ai malati del paese, nell’intento di accompagnare la madre, il protagonista verrà immerso in una realtà di dolore e malattia che, tuttavia, non porterà ad alcuna svolta, né al bisogno di rivolgimento interiore, ma solo al girovagare solitario di Silvestro.

Si giunge, poi, alla parte più pregnante dal punto di vista simbolico: il protagonista incontra e stringe amicizia con Calogero, l’arrotino del paese. E’ proprio questi a condurlo nella bottega del sellaio Ezechiele, là dove palpita il «cuore puro della Sicilia non ancora contaminato dalle offese del mondo». Ad Ezechiele e Calogero si aggiunge anche la figura di Porfirio, un mercante di panni, che predica la necessità dell’ “acqua viva”. La connotazione simbolica è, dunque, molto chiara: attraverso Calogero l’autore presenta l’ideologia marxista e l’istanza rivoluzionaria, con Ezechiele il pensiero contenente la “filosofia” del “mondo offeso”, ovvero la cultura idealistica dell’uomo schiacciato dalla vita. Infine Porfirio, che rappresenta la cultura cattolica e la sua rassegnazione. Attraverso questi tre personggi assistiamo alla rappresentazione in carne ed ossa delle principali ideologie antifasciste, ma nessuna di esse verrà realmente accolta. Nel romanzo, infatti, Silvestro ed i tre uomini si recheranno presso un’osteria in cui tutti si addormenteranno inebetiti dal vino, tranne Silvestro, l’unico che l’avrà rifiutato. Il vino,a ben guardare, rappresenta l’ideologia borghese, controrivoluzionaria, l’elemento che serve a rivelare l’inefficacia delle altre, addormentatesi senza opporre resistenza.

Nella quinta parte si assiste alla visita di Silvestro al cimitero, dove egli parlerà a lungo con l’ombra di un soldato ucciso che, in seguito, riconoscerà essere suo fratello Liborio.

Tutti i personaggi, in un’immagine che si avvicina alla conclusione del romanzo, si troveranno riuniti nella piazza del paese , proprio sotto il monumento ai caduti, a discutere della sofferenza grandemente ripagata dalla gloria.

Il romanzo termina lasciando un dubbio al lettore: il protagonista si reca dalla madre per salutarla e la trova intenta a lavare i piedi ad un uomo, forse il padre, il quale piange nascondendosi il volto tra le mani.

Silvestro si allontanerà avvolto da e nel silenzio.

 

CONCLUSIONI

Conversazione in Sicilia è, in buona sostanza, la testimonianza della condizione italiana negli anni del fascismo e la rappresentazione della difficile e insopportabile situazione di coloro che, in pochi e coraggiosi, sceglievano di opporsi.

Il romanzo, probabilmente per aggirare la censura, ha un’impostazione assolutamente fiabesca e simbolica, che costringe il lettore ad una costante attività di decifrazione.

Numerose sono state le interpretazioni. L’opera é stata analizzata in chiave socio-politica, in chiave mitica (concentrandosi in particolar modo sulla caratterizzazione dell’ambiente e del linguaggio) e, ancora, vista come romanzo di formazione, poichè in essa si assiste al percorso di maturazione di Silvestro.

La molteplicità di temi e di significati che alla fine della lettura rendono Conversazione in Sicilia un testo su cui soffermarsi e riflettere, fanno sì che l’opera di Vittorini sia sempre attuale nella contemplazione, non solo del passato, ma anche del presente.

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