Descrizione di un mercato

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

 

Compito di Italiano di Daniel Migliozzi

classe IF – novembre 2002

Traccia

Descrivi un mercato o un supermercato, cercando di far entrare il lettore nel mondo di odori, colori e rumori tipico del posto.

IL MERCATO DI MAROTTA

La prima cosa che si nota, dal 21 al 23 settembre, nei pressi della piazza principale di Marotta è il mercatino: ogni anno, moltissime bancarelle si stabiliscono (per circa due giorni) nella piazza di questo paese, con lo scopo, non solo di guadagnare, ma anche di fare ammirare oggetti di valore.

Quando mi riferisco a “oggetti di valore” voglio dire che questo mercato, attraversando molti paesi, può mostrare e vendere oggetti tradizionali di altre regioni, che possono essere ritenuti importanti. Le prime quattro bancarelle sono dedicate proprio a questo: esposizione e vendita di monili che in tutto l’Abruzzo non è possibile trovare. La prime di queste è, di solito, quella che espone oggetti in legno; tra questi molti sono provenienti da altri stati. Questa bancarella è costituita da vari tavoli, disposti in fila, coperti da tovaglie su cui è posta la merce. Le seconde due sono composte, invece, da tavoli disposti a -C-, per permettere alla gente di osservare meglio i loro oggetti ricavati da metalli: molte sembrano normali pentole o attrezzi da cucina, ma si dimostrano sempre qualcosa di particolare. La quarta bancarella è una di quelle più interessanti: oltre all’esposizione di personaggi in vetro, si può ammirare la vera e propria arte nel costruirli; i tavoli sono questa volta disposti ad -O-, perché si vedesse meglio il l’artista che lavorava nel centro. Per guardare meglio e nei minimi particolari i personaggi in vetro (queste figure sono lavorate con molta cura nelle particolarità) le tovaglie sono di colore nero; questo faceva sì che il vetro luccicasse negli occhi dei passanti.

Una delle bancarelle di cui mi piace di meno parlare è quella che vende capi d’abbigliamento (forse perché di questo se ne occupa meglio mia madre), ma devo comunque dire che molti vestiti esposti sono di ottima qualità: ce ne sono di tutti i tipi e colori e anche di più. Questo perché non si espongono solo capi d’abbigliamento della quotidianità, ma anche tipici del luogo: ci sono vestiti ornati con materiali e stoffa del posto, che sembrano molto particolari. Questi abiti sono ben tenuti sopra ad appendini appositamente preparati in modo da non impedire alle persone di proseguire (la strada non è molto larga e il numero di vestiti è veramente considerevole).

Ma dopo aver lustrato gli occhi è il momento di rifarsi il gusto; sì perché anche le bancarelle con le cibarie sono comprese in quest’insieme di meraviglie di mercato: non si vendono le semplici torte che si possono trovare al supermercato o farle in casa propria, lo spettacolo che si presenta davanti è insospettabile. Decine di torte e altri dolci (naturalmente preparati con impasti che non possono essere ricavati da semplici ingredienti di tutti i giorni) soddisfano, anche solo a guardarle, il gusto; molte volte mi sono chiesto che gusto potessero avere, ma sono sicuro che qualunque esso sia, è certamente ottimo. Tutta la “tavola” (la definisco così per via dell’attenzione nell’abbellire, come in un vero pasto, il tavolo di esposizione) è imbandita e le torte sono decorate in modo da far venire anche la voglia di stare a guardare: i dolci erano abbelliti da zucchero filato e da palline di cioccolato colorate, oppure da veli di panna montata, che comunque non ne avrebbero rovinato il gusto.

Oltre a quello dei dolci, l’odore che si diffondeva nell’aria è quello di pesce, carne, o tutti altri tipi di cibi che in questo mercatino sembrano assumere un’importanza diversa: l’odore può solo descrivere la minima parte delle bancarelle successive. Non è nemmeno possibile ricordare tutti i modi di cucinare i vari cibi esposti; inoltre, alcune persone responsabili di queste bancarelle, spiegano la ricetta e come deve avvenire la preparazione delle pietanze, che facevano assomigliare il mercato ad un “super”mercato. Questa volta i tavoli, sono disposti in fila per permettere una certa fluidità nel passaggio da un tavolo all’altro.

Molte bancarelle non è necessario nominarle, dato il fatto che si possono trovare in molti altri mercati meno caratteristici di questo.

Mi sono soffermato solo sui particolari più interessanti del mercato di Marotta, senza escludere il più interessante. Alla fine dello spettacolo, come ultima bancarella vi è quella della pittura a vernice spray: una signora (probabilmente responsabile di questa esposizione) mostrava quadri ricavati dalla tecnica dello schizzo di vernice sul foglio. Da un foglio di compensato è riuscita a ricavarne un bellissimo tramonto fra le montagne: con svariate tecniche di copertura e ripasso delle vernici (tutte colorate e molto brillanti, con sfumature che servivano appunto allo scopo di ricreare paesaggi naturali) si è arrivati a vedere una sovrapposizione di colori che davano l’idea di un sole giallo-arancio su un ambiente delle stesse gradazioni. Ma la cosa più meravigliosa di questa esposizione era l’immensa quantità di quadri tutti diversi, che raffiguravano le più svariate forme di animali e paesaggi. Quello che colpisce maggiormente i passanti è il <ritratto di un’alba al polo>, nel quale si possono ammirare le particolarità che questa signora sa dare ai suoi dipinti.

Il resto del mercato non è così importante da descrivere, anche se io penso che questo sia quello più originale.

Pubblicità

Un pensiero riguardo “Descrizione di un mercato

I commenti sono chiusi

shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: