Dessert di Daniela Losini

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Da leggere per la prossima interrogazione di antologia: qui sotto videolezione del professore su youtube

Dessert, di  Daniele Losini

 

Oh… amore. non mangi la torta?

L’ho fatta apposta per festeggiare Natale.

Perché no? Non ti va? Sei pieno?!?

Su non fare quella faccia. Magari ti andrà più tardi.

Non mi sembra il caso di farne un dramma, adesso.

Però sono contenta che hai onorato le tagliatelle al ragù. le scaloppine con la panna e il prosciutto, l’arrosto con il contorno di funghi trifolati, un cucchiaino di quella salsina e uno di quest’altro tipo. il buon vino rosso novello che mi ha portato la zia Rita da Piacenza… Capisco se adesso la torta non ti va.

Alka Seltzer[1]?

Devo guardare. Non so se me n’è rimasto.

Dovresti andare dal medico. sai? L’acidità di stomaco proprio non ti molla…

Aspettami qui che vado a vedere.

Ecco, amore… un po’ di bicarbonato. l’Alka Seltzer l’ho finito. Bicarbonato e acqua vanno bene lo stesso, no?

Cosa dici? Che è amaro?

Butta giù, butta giù. Ecco. da bravo bambino. cosi. Dieci minuti che ti passa tutto e ti rimetti in pista.

Abbiamo ancora due ore prima che tu te ne torni a casa a dire che sei stanco perché hai lavorato troppo. Non le voglio sprecare lavando i piatti perché tu con il mal di pancia non ce la fai.

Ma, secondo te, tua moglie ci crede che lavori anche la vigilia?

Si?

Se lo dici tu… Ah, sai cosa mi è successo l’altro giorno in negozio?

Una tizia entra e fa fuoco e fiamme per farsi fare i capelli dalla proprietaria.

Le dico che sono lo e che non c’è nessun problema. La tizia mi dice che vuole la messa in piega ma poi mi guarda e dice che le piace la tinta della mia chioma. E sai la cosa più…

Cosa dici? non biascicare[2] che non capisco! Non ti passa il dolore allo stomaco? Stai peggio?

Uh, come sei tragico! No, no. fermo lì. Prima devo finire la storia, poi pensiamo al tuo mal di pancia.

Dicevo… ah! sì, mentre le sto mettendo la tinta color mogano lei continua a fissarmi dallo specchio.

lo faccio la gnorri perché ogni tanto capitano le strambe, sai com’è no?

Poi a un certo punto mi tocca, la mano libera e me la tiene e io rimango col pennello pieno di tintura per aria e la bocca aperta come una scema. Poi il pennello mi si mette a sbrodolare gocce e una mi cade giusto sulla gonna del suo tailleur.

Mi sono quasi messa in ginocchio per scusarmi. Lei da gran signora mi dice che è colpa sua, che mi aveva distratta dal lavoro.

Poi siamo rimaste in silenzio. Alla fine si è guardata allo specchio e mi ha chiesto: «Crede che piacerò a mio marito?»;

lo le ho risposto: «Siìiììììì» come faccio sempre. Ma questa volta lo pensavo veramente. La signora paga e mi lascia una mancia paurosa.

E ieri sera te che piombi a casa all’improvviso per dirmi che tua moglie o è ammattita o ha un amante. E fai una sfuriata che non è da te solo perché ha cambiato colore dei capelli.

lo ti rispondo che succede tutti i giorni che la gente cambi il colore dei capelli, che sarà mai… Ma tu no. incominci a sbraitare che certe regole vanno rispettate. che ogni cosa deve filare sui binari stabiliti. che ognuno di noi ha dei ruoli ben definiti nella vita e che deragliare è immorale.

E poi parli e straparli e ti scappa fuori c e tua moglie ha pure rovinato la gonna del tailleur nuovo. novecentomila lire[3]!

A casa mia. sai. due più due fa sempre quattro.

Allora, oggi pomeriggio ho telefonato a tua moglie e sono andata a casa sua (tua?). Mi ha accolto con un gran sorriso. abbiamo preso tè e pasticcini, mi ha mostrato il mobil’io e i quadri,. abbiamo parlato di te e ci siamo dette tante cose.

Tua moglie è proprio una gran signora. Pensare che io ho sempre creduto che fosse brutta. larga e tonda. e lei che non avresti mai avuto nessun’altra perché eri uno sfegatato delle regole e dei binari.

Fino a quando ha trovato il biglietto del mio negozio dentro la tasca della tua giacca. sai quella beige che mi piace tanto… Non strabuzzare gli occhi.

Sono stata io a mettercelo una volta che ero arrabbiata con te. Pensa. Avevo pure sottolineato il mio nome… Ma è successo tanto tempo fa che neanche me lo ricordavo più. E chi andava a pensare che a tua moglie veniva in mente di dare i vestiti usati alla Croce Rossa?

Come sei pallido… oddio. ma che schifo! Perdi bava dalla bocca! Come dici?

Cosa ti ho dato?

E che ne so… È stata tua moglie a dirmi che se ti veniva l’acidità dovevo darti questo bicarbonato che è meglio dell’Alka Seltzer e di tutti gli altri intrugli che ingoi.

Lei mi ha detto solo che non dovevo preoccuparmi di niente e che avrei avuto anch’io un po’ del premio. Non so di quale premio parlasse ma mi fido di lei.

È una intelligente. L’ho visto, sai, il suo attestato di laurea in medicina appeso nell’anticamera.

Mica mi sono fatta fregare.

Ma cosa fai? Mi ascolti ancora. vero?

Allora, racconta tu che racconto io. in fin della fiera ci stava benissimo a tutte e due fare una l’amante e l’altra la moglie. Ma di essere la Scarpa Di Riserva e la Vecchia Ciabatta[4] no. proprio non ci è andato giù.

E adesso scusami. suonano alla por… Ma… amore. non ti pare di esagerare adesso?

Se volevi assaggiare il mio dolce natalizio mica ci dovevi ficcare dentro tutta la faccia, eh.

(D. Losini, Dessert,  in Inverno giallo, Mondadori. Milano 1996)

NOTE:

[1] Alka Seltzer. Una sostanza medicinale effervescente che favorisce la digestione

[2] biascicare: pronunciare parole in modo confuso

[3] novecentomila lire corrispondono a circa 460 euro

[4] la Scarpa Di Riserva e la Vecchia Ciabatta sono gli epiteti con i quali l’uomo denigrava una donna al cospetto dell’altra, definendo così l’amante una Scarpa Di Riserva e la moglie una Vecchia Ciabatta

Audio Lezioni sulla Letteratura del novecento del prof. Gaudio

Ascolta “Letteratura del novecento” su Spreaker.

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