Diario clandestino

Diario clandestino di Giovannino Guareschi

relazione di narrativa

Una foto di Giovannino Guareschi a Milano dopo la tremenda esperienza del lager

Titolo

1. “Diario clandestino” di Giovannino Guareschi

Autore

2.Giovannino Guareschi è l’autore del suo diario in cui descrive la sua esperienza da internato passata nei campi di concentramento.

Riassunto

3.In questo libro, Giovannino Guareschi ci narra circa due anni della sua vita di reclusione in vari lager, partendo dalla sua cattura da parte dei tedeschi fino al suo rilascio.
Nel mezzo egli ci racconta il suo rapporto con i compagni internati, con i nemici, e inoltre ci fornisce informazioni sulla sua vita di ogni giorno, ci rende partecipi dei suoi pensieri, dei suoi sogni e anche delle sue emozioni del suo stato d’animo ma anche delle ingiustizie che ogni giorno è costretto a subire in prima persona (il patire la fame per esempio) o indirettamente, il tutto mai banale e sottolineato da una sottile vena di ironia, che nonostante tutte le vicissitudini che si svolgono nel corso della narrazione, non lo abbandonerà per tutta la durata della sua permanenza nel campo.

Personaggi

4. Possiamo definire Giovannino Guareschi autore e ovviamente protagonista del suo diario, i personaggi secondari sono invece sua moglie e i suoi due figli Albertino e Carlotta (non perché siano l’ nel campo, ma perché continuamente citati, insieme alla moglie, nei ricordi e nei pensieri di Guareschi).

Spazio

5. La vicenda si svolge nei campi di concentramento nazisti in Polonia e Germania, che simboleggiano l’oppressione e la costrizione dei detenuti.

Tempo

6. Il tempo di reclusione corrisponde all’ultima parte della seconda guerra mondiale (’43-’45), dall’armistizio (8 settembre 1943) in poi.

Stile

7. il linguaggio utilizzato per descrivere i fatti accaduti appartiene all’epoca in cui si svolgono le vicende; sono presenti accenni a lingue straniere ( tedesco, francese, russo ecccioè le lingue dei nemici e degli alleati e inoltre nel capitolo “la lettera” è presente un linguaggio “inventato” dagli internati. Ad esempio, in quel capitolo, “robustizzate pacco pentachilo” è un modo per dire ai propri familiari di preparare un pacco particolarmente robusto, in grado di resistere alle difficoltà del viaggio postale, di circa cinque chili di peso. I detenuti erano costretti ad inventarsi questo linguaggio estremamente sintetico, perché non potevano usare più di 24 righe nella loro corrispondenza con i familiari.

Tecniche narrative

8. Il discorso è più che altro caratterizzato dai pensieri dell’autore.

Narratore

9. Il narratore è il protagonista del libro che vive le sue quotidianità “in tempo reale”.

Tematiche

10. Questo libro, che narra le vicende di chi in prima persona ha vissuto una terribile esperienza come la prigionia in un campo di concentramento, ci fa capire in modo molto diretto le condizioni ma soprattutto le emozioni e i sentimenti degli internati.

Commento

11. penso che questo sia un libro leggero, scorrevole che ha come sottofondo una leggera ironia, quindi credo che sia stato molto piacevole leggerlo.