Disoccupazione

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tema svolto

Traccia:

I dati dei disoccupati nel nostro paese sono preoccupanti, soprattutto al sud. Quali possono essere secondo, le strategie da adottare per arrivare ad una reale soluzione del problema disoccupazione?

Svolgimento:

Certamente la disoccupazione è un problema dei nostri giorni, anche se forse ci siamo dimenticati che negli anni fra le due guerre lo era ancor di più. Allora la gente davvero versava in uno stato di miseria, e non avere un lavoro poteva significare la fame, una condizione che si cercava di combattere rovistando tra i rifiuti. Oggi, più che altro, la disoccupazione è un problema che tocca i giovani alla ricerca della prima occupazione, oppure persone già avanti nell’età, scartati dal mercato per fallimento della ditta o per licenziamento. La condizione di queste persone non è sempre di povertà assoluta, grazie anche, in alcuni casi, ai cosiddetti “ammortizzatori sociali”, come l’indennità di disoccupazione o la “cassa integrazione”. Il loro disagio è più profondo, dovuto al fatto di non essere valorizzati per quello che si è fatto o si è studiato fino ad allora. C’è un problema, quindi, di mancato raccordo tra scuola e società, tra mondo dell’istruzione e mondo del lavoro. Ci sono, però, purtroppo, anche dei problemi ambientali; ad esempio in alcune zone l’industria non è mai decollata o il terziario fatica ad affermarsi, a parte la pubblica amministrazione. Da una parte, quindi, i disoccupati potrebbero aiutare a risolvere i loro problemi, cercando di riqualificarsi in settori più produttivi, o trasferendosi in zone più favorevoli alla ricerca di lavoro. Colpisce, per esempio, il fatto che in certi settori, come quello degli infermieri, la richiesta di personale sia superiore alla domanda di impiego.

D’altra parte, però, occorre fare qualcosa a livello politico-generale per favorire la ripresa economica. Per questo obiettivo tutti i governi, di destra o di sinistra, hanno fatto grandi proclami di voler risolvere il problema, ma non sempre le frasi propagandistiche si sono trasformate in realtà. Davvero singolare, poi, il caso di nazioni, come la Germania, la Francia o l’Inghilterra, che erano viste come modelli di sviluppo industriale, ed oggi lamentano impressionanti aumenti del tasso di disoccupazione. La soluzione, quindi, non è facile, e non è neanche del tutto risolvibile con le decisioni governative. Certo, magari detassando le aziende, si possono creare i presupposti affinché chi ha i soldi li investa in attività produttive che generano occupazione e lavoro, piuttosto che accumularli senza investire. Però mi sembra che il problema più grave sia quello della mancanza di adattabilità, per cui credo che con un po’ di buona volontà tutti potrebbero trovare una collocazione utile alla società e gratificante per se stessi. Occorre quindi che le leggi incentivino questa flessibilità e si adattino ai cambiamenti del mondo del lavoro. Un certo Marco Biagi è morto, ammazzato dai brigatisti rossi, per questo!

Notabene: l’ispirazione per l’elaborazione di questo tema è venuta leggendo il seguente tema La disoccupazione. Si rimanda al sito www.skuola.net, sul quale è pubblicato quel tema, per altro materiale didattico gratuito e utilissimo per studenti e docenti.

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