EMARGINAZIONE

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Questo titolo dà modo di pensare al rapporto tra intellettuale e società, che spesso, senza arrivare agli eccessi della emarginazione, è comunque problematico (si pensi a Fedro per la letteratura latina, Leopardi e Foscolo per quella italiana)

 

ITALIANO

·        In un certo senso gli scapigliati si presentano come l’equivalente italiano dei poeti maledetti francesi, si sentono emarginati dalla loro stessa classe di appartenenza, la borghesia, che si sta rivelando cinica e corrotta nel momento in cui si accosta al potere. Vi è quindi la delusione delle idee risorgimentali, nel momento in cui si attuano.

·        Decadentismo: in generale un fenomeno culturale che si sviluppò in Europa, a partire dal 1880 fino a i primi decenni del novecento. Oltre all’antipositivsmo, all’irrazionalismo, alla rivalutazione della poesia e dell’arte per l’arte, questo movimento si caratterizzò anche per il forte sentimento di estraneità e di isolamento dalla società, anche se esso poteva esprimersi in modalità radicalmente opposte, come l’intimismo pascoliano e il superomismo dannunziano.

·        Giovanni Pascoli tende a ripiegare su se stesso, a ricercare una nicchia, una casa, un nido in cui rifugiarsi per sfuggire il male presente nella società. Per esempio nella poesia Nebbia (dai “Canti di Castelvecchio”) l’autore chiede alla nebbia di nascondere le “cose lontane”, che non appartengono alla sua realtà quotidiana; egli desidera che il suo mondo finisca con “la siepe dell’orto” e il muro in giardino, poiché le cose all’esterno della sua piccola nicchia “son ebbre di pianto”. Ciò ricorda la definizione della Terra in X agosto: “quest’atomo opaco di male”. Il poeta teme il mondo esterno, dove è il Male a regnare, e vuole ritirarsi in una sorta di idillio privato, dove i pericoli del mondo non lo possono raggiungere

·        Dino Campana si può definire uno dei poeti più emarginati nella nostra storia letteraria, e la sua condizione umana degenera in pazzia

·        Emarginazione e degrado sono caratteristici dei due romanzi di Pasolini Ragazzi di vita e Una vita violenta, ambientati nel sordido mondo delle borgate romane del secondo dopoguerra, frequentato dall’autore in qualità di insegnante.

 

INGLESE

Oscar Wilde was born in Dublin in a well-to-do family. He won a scholarship to a college in Oxford, where was soon influenced by the ideas of Walter Pater (the theoretical father to English Aestheticism) and of John Ruskin, becoming a real aesthete (lover of beauty).

He moved to London, where he soon became an able conversationalist with a witty personality, living an extravagant and dissolute kind of life as a typical “dandy” (just like D’Annunzio in Italy) He was the most important representative of English Aesthetism (or Decadent movement) and he was also invited in the United Sates to give some lectures.

His kind of life and the themes of his literary works, in which he criticised very hard the lack of values and the conventions of the upper classes, were considered very immoral: in fact he lived during the Victorian Age, at the end of the 19th century, in which the society was based on respectability; therefore, after a scandal (he was accused of having an homosexual relationship)he was imprisoned in reading.

At the end of his life, after that period in prison, he was a broken man. He moved to France, where he lived in a sort of social exile, under the name of Sebastian Melmoth, without money and friends. He died in 1900, when he was 46 years old.

Read The portrait of Dorian Gray

 

FRANCESE

·        Studia la vita di Baudelaire, Rimbaud e Verlaine

·        Leggi La leggenda del santo bevitore di Joseph Roth

 

TEDESCO

·        Ne La metamorfosi di Kafka l’individuo è inserito in una società spersonalizzante, che lo esclude e lo emargina

Thomas Mann era uno scrittore della prima metà del XX secolo. Fece esperienza della prima guerra mondiale, ma non prese nessuna posizione politica. Egli credeva infatti che gli artisti non si dovessero occupare di politica. Solo dopo l’ascesa di Hitler decise di prendere posizione: criticò aspramente i nazionalisti e fu costretto all’esilio, prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti. Mann non può essere inserito in una precisa corrente letteraria. Le sue opere presentano comunque caratteri comuni:

1.     i protagonisti delle sue opere sono sempre personaggi decadenti e deboli, tanto da essere definiti “eroi della debolezza”

2.     il tema principale di tutta la sua produzione è il conflitto tra arte e vita (o tra arte e borghesia). L’arte è spesso legata alla malattia (per esempio ne I Buddenbrooks: caduta di una famiglia, che valse a Mann il premio Nobel)

Oltre ai romanzi, come il già citato e La morte a Venezia, particolarmente significativo per il nostro tema è la novella Tonio Kröger.

Tonio Kröger è un giovane studente: suo padre è un commerciante tedesco e sua madre è un’artista del Sud. Possiamo dire, quindi, che Tonio è nato da un’unione tra arte e borghesia.

Tonio si sente completamente diverso dagli altri ragazzi: è sensibile, scrive poesie, ama leggere, mentre gli altri ragazzi si divertono insieme e si godono la vita. Lui ha un solo amico, Hans Hansen, che è un perfetto borghese. Tonio lo invidia, perché tutti lo amano. Poi si innamora di Ingeborg, una ragazza della scuola, ma lei non lo ricambia.

Quando il padre di Tonio muore, egli parte per Monaco. Ora Tonio è diventato un uomo e incontra una pittrice, Lisaveta Ivanovna (reminiscenza di Delitto e castigo di Dostoevskij). Con lei parla della sua vita e del suo desiderio di essere un normale borghese, integrato nella società.

Successivamente Tonio si reca in Danimarca, dove incontra, in un albergo, i suoi amici Hans e Ingeborg; essi sono sempre gli stessi, perfettamente integrati nella società. In quel momento, però, Tonio capisce che il suo amore per la vita borghese non è necessariamente negativo, ma al contrario può diventare fruttuoso. Topnio può analizzare il conflitto tra il mondo dell’arte e il mondo borghese attraverso la letteratura e , così facendo, può arrivare a conciliare i due mondi. L’amore per la borghesia e l’amore per l’arte sono ciò che gli permettono di riunire i due estremi, senza dover rinunciare ad uno dei due.

 

Storia dell’arte

Vincent van Gogh nacque nel 1853 a Zundert, . Egli, dopo pochi e travagliati studi, cominciò a disegnare e a pensare per sè ad un futuro di artista. Venne assunto come commesso in una galleria d’arte gestita dallo zio, ma dopo qualche anno trascorso a Londra, Parigi, e Bruxelles nelle filiali della casa d’arte, venne licenziato. Si trasferì allora in Inghilterra, dove diede lezioni di francese, ma spinto da una grande fede e dalla lettura del vangelo decise di diventare un predicatore. Gli esami di ammissione alla facoltà di teologia erano per lui troppo difficili, così dovette ripiegare su una scuola di evangelizzazione. Successivamente si trasferì nel Borinage, una zona mineraria dell‘Olanda, per diffondere il vangelo; perso l’entusiasmo dei primi tempi (e l’appoggio della chiesa), vi rinunciò e tornò a casa, nel 1880. Seguirono altri viaggi e delusioni, poi l’artista si stabilì a Neunen dove dipinse I mangiatori di patate che è considerato il suo primo e forse ineguagliato capolavoro.

Successivamente, dopo nuove peregrinazioni, si trasferì ad Arles, dove convisse per alcune settimane con l’amico Paul Gauguin. Ormai però Vincent mostrava i primi segni di una malattia mentale che, dopo il definitivo trasferimento ad Auvers-sur-Oise, lo condusse al suicidio, nel 1890.Indubbiamente Van Gogh aveva una sensibilità fuori dal comune, che lo portava a cogliere la dignità anche dei più poveri e a  sforzarsi di aiutarli, ma anche ad abbattersi e ad entusiasmarsi più del dovuto. La vita, però, non fu mai generosa con lui, che cercava solo qualcosa che lo facesse sentire utile. S’innamorò più volte senza mai essere ricambiato, tentò di divenire un predicatore senza successo, era consapevole del suo talento artistico, ma non riusciva a vendere i suoi quadri e doveva condurre una misera esistenza. “Mi sento un fallito; e quello che significa per me è che io sento che quello è il destino che accetto, e che non cambierà mai”, scrisse a Theo nel maggio del 1890, due mesi prima di togliersi la vita.

 

MUSICA

·        Via del Campo, Bocca di rosa, Don Raffaè e molte altre canzoni di Fabrizio De André

·        Piazza Grande di Dalla

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