Emilia Romagna

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TRADIZIONI

Una delle espressioni più tipiche dell’Emilia Romagna è la cucina. La gastronomia di questa regione è da sempre famosa per la ricchezza dei sapori e di profumi. Rinomati certi “primi piatti” come i tortellini, i cappelletti, le lasagne verdi con il ragù alla bolognese; famoso in tutto il mondo è il Parmigiano Reggiano e altri prodotti come il prosciutto di Parma, lo zampone di Modena, la mortadella di Bologna. Uno dei cibi più semplici e conosciuto da tutti è la “piadina” romagnola: si tratta di una schiacciata di farina bianca, impastata con olio e sale, una specie di pizza, farcita con prosciutto crudo. Fra i vini hanno eccellente fama anche internazionale il Lambrusco, il Sangiovese, il Trebbiano.

Tra le feste folkloristiche più importanti ci sono quella di S.Antonio Abate il 17 Gennaio, in questa ricorrenza è tradizione molto sentita la benedizione delle stalle e del bestiame. In questo giorno gli animali non lavorano e la credenza popolare dice che durante la notte della vigilia essi acquistano la parola per merito del bue e dell’asinello che riscaldarono Gesù .

Nel giorno della Santa Croce, il 3 Maggio, i contadini usavano piantare nei campi una croce allo scopo di scongiurare le tempeste, proteggere e favorire il raccolto.

 A Ferrara dal 13° al 19° secolo, per la festività di San Giorgio, il 24 Maggio, patrono della città, era in uso un Palio consistente in corse di cavalli, asini, ragazzi, uomini e donne che diedero vita così alla prima manifestazione italiana di sport femminile.

Da ben quattro secoli, nei giorni di mezza Quaresima, si tiene a Forlimpopoli una festa tradizionale molto originale: la sagra della Segavecchia. Essa fa rivivere un’antica leggenda medievale, secondo la quale una donna venne condannata al supplizio perché non aveva rispettato il digiuno durante la quaresima. Una processione di carri e maschere accompagna la “vecchia” (un grosso fantoccio) al patibolo dove il boia finge di segarla. Il manichino però riserva una sorpresa: dal ventre si rovescia una cascata di regali che vengono distribuiti a tutti i bambini. Sono regali poveri come castagne, carrube, noccioline, noci, fichi secchi e qualche giocattolo da pochi soldi.

Tra le maschere emiliano-romagnole ricordiamo il Dottor Balanzone, che rappresenta il principe del foro, pieno di paroloni e sproloqui, parla in dialetto con citazioni latine errate; Sandrone che rappresenta il caratteristico tipo del contadino ignorante, ma pieno di buon senso e di furberia.

 

Dal 1979 ormai è tradizione nella città di Rimini ospitare un’importante iniziativa culturale quale è il “Meeting per l’Amicizia tra i Popoli” che raduna giovani ed adulti, artisti ed esperti, grandi personalità importanti e famose in tutto il mondo. Ogni anno la manifestazione ruota attorno ad un tema ben preciso, quello di quest’ anno (2003) è: “C’è un uomo che vuole la vita e desidera giorni felici?”

Curiosità

La Via Francigena ,passante per l’Emilia Romagna, portava da Canterbury a Roma è una via maestosa percorsa in passato da migliaia di pellegrini in viaggio per Roma. Questa via attesta, infatti, l’importanza del pellegrinaggio in epoca medioevale: esso doveva compiersi prevalentemente a piedi, nei Luoghi Santi della religione cristiana, Roma, Santiago de Compostela e Gerusalemme.

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