Esercizi spirituali predicati da don Savino – la Fede

Esercizi spirituali predicati da don Savino – 1. La fede

“Figlia la tua fede ti ha salvata”
Che cos’è questa Fede che salva? Ci interessa non per una devozione, ma perché produce una guarigione, una salvezza.
Infatti siamo qui perché bisognosi di un aiuto: di essere guariti, aiutati a capire, sanati nella malattia del cuore, abbiamo bisogno di essere salvati dalla nostra incertezza, debolezza, incoerenza cronica.
Chi dice così a questa donna? La tua Fede (in me) ti ha salvata. Un uomo, Gesù di Nazareth, l’unico uomo nella storia che ha preteso dire: io sono la tua salvezza! Anzi è uno che ha iniziato la sua predicazione dicendo: “Il tempo è compiuto, e il regno di Dio è vicino. Convertitevi e credete al vangelo!”. Convertirsi significa cambiare mentalità, anzi cambiare direzione nel cercare ciò di cui vale la pena di fidarsi! Qual è la direzione verso cui gli uomini normalmente vanno, tale per cui bisogna cambiare, prenderne un’altra?
Facciamo tutti i giorni un miliardo di atti di Fede. L’uomo per conoscere ha la RAGIONE ed è proprio usandola a pieno che scruta la realtà per coglierne tutti i nessi e soprattutto il legame tra: il tutto, l’infinito e l’eterno. Cioè tra il suo bisogno di giustizia e le ingiustizie, il suo bisogno di pace e la paura; il suo bisogno di bontà e il male; il suo bisogno di felicità e l’impossibilità a raggiungerla; il suo bisogno di vivere e la morte.
Ma la ragione non ce la fa a comprendere tutto, manca sempre qualcosa. Per questo la ragione implica l’affermazione dell’esistenza del Mistero e cioè un fattore presente in ogni esperienza, ma che non appartiene ai fattori materiali. Se non si ha questa onestà si diventa presuntuosi e si pretende di racchiudere tutto in quello che riesco a misurare. E questo è il Razionalismo. C’è infatti un fattore che va oltre quello che io riesco a conoscere: c’è ma non riesco a conoscerlo.
Che cosa deve fare la ragione di fronte al Mistero? Mendicare, aprirsi alla possibilità che il Mistero si comunichi. E’ solo se il Mistero si comunica che l’uomo incomincia a conoscere qualcosa che non aveva mai conosciuto. “Dio, se ti sei rivelato a me comunicati a me”.
Questo è l’ultimo gesto razionale dell’uomo vero.
A furia di chiedere ci si accorge di rivolgersi ad un Tu; come il bambino che si rivolge alla madre per chiedere senza sapere perché.
L’ultima posizione della ragione dunque si chiama Mendicanza: quindi la preghiera appartiene all’orizzonte naturale dell’uomo.
E così accade un Avvenimento: una cosa che non hai messo in conto, come quando apri (questo dipende da te) la finestra al mattino e vedi l’alba (questo non dipende da te).
“Guardate i gigli, come crescono: non filano, non tessono: eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria vestiva come uno di loro”.
E questo fino alla rivelazione esplicita: Io e il Padre siamo una cosa sola. Chi vede me, vede il Padre.
Ora se il Mistero coincide con quell’Uomo allora la verità è quell’Uomo – Gesù di Nazareth – perché nessuno può fare queste cose se non DIO.
Ecco allora qual è la direzione nuova che dobbiamo prendere se siamo ragionevoli: dobbiamo abbandonare la direzione che ci porta al nulla, al vuoto, alla disperazione, perché ciascuno di noi è fatto per la felicità e non per la tristezza; per l’infinito e non per ciò che è limitato; per l’eterno e non per il momento.
“Tutto, Signore, tranne l’Eterno, al mondo è vano”. Anzi sappiate che “chi mi segue avrà il centuplo quaggiù e la vita eterna”.
Allora seguiamolo! Ma seguiamo anche loro: i Primi, gli Apostoli che non possono non ripetere quello che dice Lui , questo è il cristiano: il testimone di quello che LUI dice di sé.
Questa Testimonianza è tanto più convincente quanto più mi documento per un cambiamento umano che corrisponde alle mie esigenze umane di bontà – bellezza – giustizia – verità. Tant’è vero che mi fa venir voglia di essere come lui: così umano che mi scappa di dirgli: “Ma tu come fai ad essere così?”
Quindi, se la fede è un metodo di conoscenza anche attraverso un testimone, quanto più sarà umanamente persuasivo, tanto più sarà vero ciò di cui è testimone.
Come la Samaritana. Molti di più credettero per la sua parola, e dicevano alla donna: “Non è più per la tua parola che noi crediamo; ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo”.
La Fede per noi è riconoscere che Cristo è Dio ed è veramente presente qui e ora: questo ce l’ha detto Lui e lo ha ripetuto una catena di testimoni umanamente convincenti, una catena che non si è mai spezzata in 2000 anni e di cui l’ultimo anello siamo noi!
La Fede è un metodo di conoscenza della ragione per via indiretta; cioè attraverso un testimone.
La Fede suppone la ragione per essere Fede perché è con la ragione che riconosciamo che vale la pena di seguire Cristo.
La Fede cristiana allora è Riconoscere la presenza di Dio in Cristo, e questa è la cosa più certa di questo mondo.
Ma perché non aderiamo, anche se è così ragionevole? Perché c’è una divisione tra la volontà e la ragione? Perché l’uomo porta in sé la ferita del peccato originale.
Gli Apostoli hanno superato questa divisione, infatti…
Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga a Cafarnao. Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero: «Questo linguaggio è duro; chi può intenderlo? Gesù, conoscendo dentro di sé che i suoi discepoli proprio di questo mormoravano, disse loro: “Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? E’ lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che vi ho dette sono spirito e vita. Ma vi sono alcuni tra voi che non credono”. Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E continuò: per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre mio”. Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: “Forse anche voi volete andarvene?” Gli rispose Simon Pietro: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Rispose Gesù: “Non ho forse scelto io voi, i Dodici? Eppure uno di voi è un diavolo!” Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota: questi infatti stava per tradirlo, uno dei Dodici.
E dopo aver cantato l’inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. Allora Gesù disse loro: «Voi tutti vi scandalizzerete per causa mia in questa notte».
«Percuoterò il pastore e saranno disperse le pecore del gregge, ma dopo la mia resurrezione, vi precederò in Galilea. E Pietro gli disse: “Anche se tutti si scandalizzassero di te, io non mi  scandalizzerò mai”. Gli disse Gesù: “In verità, ti dico: questa notte stessa, prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”. E Pietro gli rispose: “Anche se dovessi morire con te, non ti rinnegherò”. Lo stesso dissero tutti gli altri discepoli».
Ma a volte la paura rimane … Ci vuole la Grazia di Cristo.
Ma come si ottiene questa Grazia cioè lo Spirito di Cristo.
Cristo dove è? Cristo era presente là dove la gente viveva.
Così è lo Spirito di Cristo che devo chiedere insieme dalla presenza di Cristo là dove Cristo è presente a me.
Se è presente nella Comunità a cui mi fa appartenere, questo Spirito io lo ottengo facendo qualche cosa nella Comunità dove sono. Implicandomi in qualche modo.
Gesù ha detto: Vieni e Seguimi e cioè fa qualcosa con me; agisci con me. Lo Spirito di Cristo ti viene dato là dove Cristo è presente, cioè là dove tu lo incontri.
Insomma la Verità è un fuoco, non un tranquillante o una soddisfazione.
“Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, non la pace, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”.
“La Fede” è l’obbedienza di cuore a quella forma d’insegnamento alla quale siamo stati consegnati, la “forma di insegnamento” è una persona in azione e Dio non ci fa mai mancare nella Comunità “persone in azione” che vivono in amicizia con Cristo. Allora nasce l’amicizia: la vera amicizia. il vero amico è Colui, seguendo il quale Cristo diventa più amico.
Insomma la Fede nasce da un “Incontro”.
Ma per poter dire veramente mi fido occorre una convivenza.
La folla ha gridato: “Ammazzalo”. I discepoli no. Perché? Dipende dalla convivenza.
Certo, gli Apostoli hanno tradito, sono stati deboli, incoerenti, ma hanno guardato in faccia Cristo e si sono lasciati guardare.
Se uno guarda in faccia una persona a cui vuol bene, tutto in lui si rimette a posto. La sorgente della morale è: guardare uniti nel bene, e non osservare delle leggi.
Dobbiamo dire a Dio: Io ti riconosco e ti amo. E se sono incoerente, se lo fossi ancora di più, io ti dico ugualmente ti amo. Cioè riconosco in Te l’oggetto supremo della simpatia del mio essere.
Tu mi sei fedele, io sono debolissimo, ma tu sei fedele e allora io sono capace di tutto.
Perché “il mio merito è la tua misericordia”
«Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti amo”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”. Gli disse di nuovo: “Simone di Giovanni, mi ami?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti amo”. Gli disse: “Pasci le mie pecorelle”. Gli disse per la terza volta: “Simone di Giovanni, mi ami?”. Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse:”Signore, tu si tutto; tu sai che ti amo”. Gli rispose Gesù: “Pasci le mie pecorelle. In verità, in verità ti dico: quando eri più giovane ti cingevi la veste da solo, e andavi dove volevi; ma quando sarai vecchio tenderai le tue mani, e un altro ti cingerà la veste e ti porterà dove tu non vuoi”. Questo gli disse per indicare con quale morte egli avrebbe glorificato Dio. E detto questo aggiunse: Seguimi».
È da questa fiducia che nasce il banchetto più grande della storia della casa: la festa per il Figliol Prodigo. E tanto più grande è l’infedeltà, tanto più grande è il perdono e tanto più cl’amorosa è la festa. L’esito della fiducia è sempre una festa, una festa grande che travolge tutto, cioè vuol far partecipare tutti a questa festa.
Il Figliol Prodigo ha avuto fiducia nel Padre: da qui è nata la festa e la festa travolge tutto.
Allora credere in Gesù è conveniente, avere fede in Gesù ci si guadagna. Avere fiducia in Lui è più bello, ci spalanca in positivo ci fa rinascere, ci fa ritrovare noi stessi.
Dunque, preghiamo così: aumenta la nostra Fede! Aumenta in me la certezza della Tua Presenza, fa che io sia più certo che Tu sei presente perché solo così la mia vita cambia. Per questo la preghiera non solo è domanda, ma anche memoriacioè ci ricorda che Lui è qui, ora, vicino a me, con me, per me (eucarestia).
Ora capiamo perché Gesù disse: “Se avrete fede quanto un granellino di senape, potete dire a queste montagne spostateci ed esse lo faranno”.

Con la fede si può sopportare tutto perché nulla è impossibile a Dio. Ma senza la Fede, cioè senza la Presenza vicina di Cristo, cosa sarei?