Fame chimica: un film da criticare

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità

Siamo in democrazia e ciascuno può esprimere anche giudizi negativi su un film invece elogiato dalla solita critica cinematografica impegnata. “Fame chimica” è un film nel suo fondo profondamente disonesto e adesso vi spiego perché, sempre a mio parere, un parere come è logico discutibile, ma fondato su elementi certi.

il lavoro

So benissimo che il nostro è un paese in cui la povertà è in aumento, so che c’è una generazione di giovani che fa fatica a trovare un posto di lavoro, una generazione mille-euro. Ma da questo a volermi far credere che a Milano, la città delle mille aziende di servizi, e dei tanti ospedali che organizzano scuole per infermieri cui quasi nessun italiano si iscrive, non ci siano altre possibilità per un giovane! Non ci credo.

Le discoteche e la droga

Ho provato una certa amarezza nel vedere  il modo in cui i giovani si divertono, sballandosi nelle discoteche con tutti i tipi di droga, e devo riconoscere che questo il film risulta essere un documento attendibile, anche se non tutti gli adolescenti sono così, dal momento che ne incontro tanti, con il mio mestiere di insegnante, che dimostrano di essere diversi dal cliché del giovane sballato e strafottente.

L’antiproibizionismo militante

Manuel, che potete vedere in questa locandina del film mentre si sta fumando qualcosa, alla fine del film viene arrestato (scusate se vi tolgo la suspense, ma lo scopo di questo scritto è un altro), dopo che la polizia gli ha trovato addosso una partita di cocaina che aveva intenzione di smerciare, per farsi un viaggio con Maia, la ragazza contesa con Claudio, l’altro protagonista del film. Il problema è che chi ha fatto il film mi vorrebbe convincere che questo arresto è sbagliato, presentandomi Manuel che prima salva Claudio da un regolamento di conti, poi non spara al poliziotto quando ne avrebbe l’occasione e infine  coinvolgendomi con il pianto finale di Claudio. Sotto sotto lo so cosa c’è: in modo disonesto questo film vorrebbe dimostrare che è sbagliato incarcerare, anche se è proprio grazie alla gente come Manuel, che è anche ladro oltretutto di motorini e di auto, che circolano non solo l’hashish, ma anche ecstasy e cocaina tra i giovani. Sotto sotto c’è l’assurdo progetto di rendere lecito tutto, facendo sì che siano immuni dalla legge non solo i semplici consumatori, ma gli spacciatori, e già adesso è così, poiché 20 spinelli uno non li consuma tutti da solo, eppure se vieni trovato con 20 spinelli in tasca (per essere più precisi 500 mg di principio attivo) non sei perseguibile.

Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: