Fuorvianti attacchi alla scuola non-statale – di CdO, AGESC, FISM, FAES, A.N.I.N.S.E.I.

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A quanto pare la campagna di disinformazione strumentale messa in atto da certa stampa, che ha voluto
ancora una volta porre in cattiva luce la scuola non statale, mettendo in relazione il taglio ai fondi per
l’Università con il ripristino di quelli per la scuola paritaria, ha sortito il suo effetto perverso.
E, questo, nonostante le ripetute rassicurazioni e smentite del Ministro Profumo, accompagnate da un
ironico comunicato stampa dello stesso MIUR, che ha voluto giustamente ridicolizzare un certo modo tutto
ideologico e superficiale di fare informazione da parte dei mass-media nostrani.
A farne le spese, di nuovo, sono le scuole paritarie: già pesantemente in crisi per la mancanza di una
effettiva parità economica e per i gravissimi ritardi nei pagamenti delle poche risorse ad esse destinate,
rischiano una chiusura di massa che non potrà non avere pesanti ripercussioni sui conti pubblici del nostro
Paese.
Senza contare, poi, il gravissimo danno educativo, culturale e sociale che tale situazione rappresenta, in un
paese –ormai una “mosca bianca”- che, come ha dichiarato il dirigente dell’USR Lombardia, continua a
stare “incredibilmente aggrappato a un pregiudizio novecentesco di statalismo che non ci allinea all’Europa
quando si parla di scuola”.
Non staremo a ripetere cifre e conteggi – incredibilmente ignorati – che dimostrano quanto sia pericolosa
questa scelta per le casse dello Stato. Confidiamo nell’impegno del Ministro Profumo, che in modo del tutto
apprezzabile ha mostrato di capire qual è la posta in gioco e si è impegnato a ripristinare i fondi per le
scuole paritarie quanto prima.
Auspichiamo che il ripristino giunga alla riconferma e al consolidamento –almeno per un triennio- del fondo
storico di 530 milioni di euro all’anno, cifra che è certamente non corrispondente ad una effettiva parità
economica, ma almeno sufficiente per scongiurare nell’immediato il crollo generalizzato del sistema delle
scuole non statali.
Continuare a vivere e operare: questo è ciò che le scuole paritarie chiedono, certe della bontà e utilità del
servizio pubblico che esse offrono a tutto il paese, e in particolare alle tante famiglie che le scelgono anche
a costo di ingenti sacrifici economici.
La libertà di scelta educativa e la tutela delle famiglie e dei loro diritti, sono fattori di libertà e civiltà che il
nostro paese non può ignorare né sottovalutare, nemmeno di fronte alla gravità di emergenze economiche
come quella attuale. Per questo ci attendiamo decisioni ragionevoli e tempestive.
CdO, AGESC, FISM, FAES, A.N.I.N.S.E.I.

Roma, 6 luglio 2012

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