G. Caillebotte

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Nel cuore dell’impressionismo

di Laura Alberico

Les raboteurs de parquet

Meno famoso degli altri pittori impressionisti Caillebotte (1848-1894) rivela uno stile che, in parte, si distacca dalle tecniche della corrente pittorica di cui egli stesso fa parte. Basta guardare i dipinti degli interni in cui il colore viene  del tutto sostituito al contrasto quasi tagliente tra luce ed ombra, effetti che riescono a rendere l’immagine simile a una pellicola fotografica. La  produzione artistica del primo periodo ci propone uno scorcio della vita dell’epoca con la divisione profonda tra la classe borghese  ( Strada di Parigi- Il ponte dell’Europa- Uomo alla finestra- Donna alla finestra) e operaia (I piallatori di parquet- Operai). Il realismo pittorico si evidenzia soprattutto nella sua opera più famosa Les raboteurs de parquet” del 1875 che fu rifiutato all’esposizione del salone dell’arte forse perché mettere in mostra il lavoro operaio era considerato poco artistico” e contrario alle idee della classe sociale dominante. Rimane comunque la sua opera più rappresentativa e conosciuta per la sua  immediatezza espressiva che evidenzia il movimento mettendo in risalto lo sforzo muscolare degli operai. La componente virile nelle opere di Caillebotte fece pensare a una sua tendenza omosessuale ma di questo non abbiamo conferme. E certo comunque che l’artista preferiva trascorrere il suo tempo dedicandosi all’orticoltura, alla filatelia o alle regate  senza avere l’urgenza di vendere le sue opere perché benestante. Organizzò diverse mostre per  i pittori impressionisti dell’epoca e lui stesso realizzò, nel suo secondo periodo artistico, opere con una evidente connotazione pittorica en plein air in cui le linee di colore non uniformi si amalgamano con efficace realismo in  scene campestri e scorci di paesaggi urbani ( Trouville –  Tetti sotto la neve) .Nel centenario della sua morte, nel 1994. venne realizzata l’esposizione delle sue opere con un titolo significativo:” G.Caillebotte impressionista urbano”, a ricordare come l’artista con i suoi dipinti abbia mostrato usi e costumi dell’epoca mettendo a confronto le diverse realtà della vita quotidiana in  una società che rivela  i suoi aspetti più veri e rappresentativi. E.Zola commenta con queste parole il talento dell’artista nelle Lettres de Paris”del 1876 :Una pittura chiara come il vetro, borghese nella sua elevata ricercatezza. La fotografia della realtà, quando non è sostenuta dall’impronta originale del talento artistico è una cosa pietosa”.

Laura Alberico

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