GIACOMO DA LENTINI – Amor è uno desio che vien da core: analisi e commento

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Sonetto: Amor è uno desio che vien da core

  • Metrica:

Sonetto:

  • Costituito da due quartine seguite da due terzine
  • Tutti versi endecasillabi (14 in tutto)
  • Componimento che richiede una concentrazione in un numero di versi inferiore di molto rispetto a quello della canzone
  • È stato studiato come in relazione al sonetto l’io lirico assuma una rilevante centralità e come il sonetto anche per la sua stessa misura divenga componimento adatto sul piano riflessivo ragionativo e anche forma metrica utilizzata per le tenzoni tra poeti nella struttura del sonetto quello che può cambiare è dato dalla struttura delle rime.
  • Nella struttura delle rime più antica come poeti siciliani le rime delle quartine si presentano come alternate (ABAB) e si ripetono con stesso schema e le stesse rime nella seconda quartina

→ in questo caso abbiamo ripresa della rima oree anche stessa parola core all’apertura delle terzine: in

     genere non è così (qui C è uguale ad A)

  • Situazione rappresentata

Tenzone: questo è un sonetto di risposta su che cosa sia l’amore, la genesi dell’amore in cui si sottolinea, secondo dottrina di Andrea Cappellano, l’importanza degli occhi, della visione e di quella che Cappellano individuava come immoderata cogitatio è un sonetto di risposta che generalmente viene fatta per le rime, quando si risponde si riprende una o più rime del componimento a cui dà risposta

in questo caso è una tenzone a tre:

  1. La inizia un poeta della scuola siciliana non siciliano Iacopo Mostacci: si ritiene che fosse diventato poi il falconiere di Federico II → non un compito secondario alla corte di un grande imperatore per l’importanza anche sotto profilo dei costumi nobiliari che aveva la caccia col falco (lo stesso imperatore scrive trattato su addestramento con falconi)

questione: vuole sapere che cosa sia amore: alcuni dicono che ha una dimensione ontologica, ma

     secondo Iacopo è invece una qualità, il sentimento dell’amore, l’amorosita

  1. Pier delle Vigne: amore è un ente, ha uno statuto ontologico lo personifica con la maiuscola: Amore

è il più grande magister dell’ars dictandi della scuola di Capua della sfera epistemolografica

lo ricordiamo nella selva dei suicidi in Dante

→ come poeta della scuola non è autore di molti componimenti

  1. Giacomo da Lentini: non è un ente, ma è un desiderio

riprende la rima in ore del sonetto di Iacopo Mostacci

 mentre dal secondo che è la risposta di Pier Delle Vigne .  Del sonetto di Pier è la rima in ente

Questa questione viene discussa più volte la troviamo anche nella Vita nova di Dante: spiega che anche se amore è da lui fatto agire come se fosse una persona amore non è sostanza ma come dice utilizzando linguaggio aristotelico è “accidente in sostanza”, cioè qualità

questione su cosa sia amore e come ci si innamori e argomenti di discussione tra poeti

Quando c’è parentesi quadra non è espunzione ma integrazione perché edizione testi duecenteschi

  • Amor: subito introdotto all’inizio del componimento
  • Tema della visio della donna amata: l’amore da lontano, l’innamoramento per fama è famoso nell’ambito provenzale (Joafru Videl) → per Giacomo da Lentini non è quello il vero amore che stringe con furore ma quel l’amore che lega con la passione ha origine dalla vista degli occhi dipende dalla visio.
  • Questa vista penetra nel cuore che dà alimento: solo amore generato dalla vista che nel l’immaginazione del cuore porta a intensità forte di passione e sentimento questo è vero amore per lui. Elemento messo a fuoco nella fenomenologia attraverso gli occhi lo vedremo in più poeti
  • Vuole accoglie in sé questa immagine e pensa intensamente in relazione a quell’immagine
  • Regna per vive è gallicismo 

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