Schemi di studio sulla poesia cortese dalla sicilia alla toscana: poeti siculo-toscani

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Per la scuola siciliana abbiamo visto due testi del caposcuola, Jacopo da Lentini.
C’è anche una tendenza nella scuola che si polarizza anche nel punto di vista non letterariamente studiato di un rimatore i cui legami con la scuola sono stati a lungo discussi che appartiene all’ambito siciliano Cielo d’Alcamo che scrisse Rosa fresca aulentissima. Egli:
ci porta in un altro ambito che sembra poesia popolaresca, parodia di certe tematiche della poesia cortese
→ rappresenta una opposta polarizzazione anche per quanto riguarda lingua e scelte lessicali che sono molto più connotati da tratti più siciliani.
Dopo la metà del secolo XIII:
Nuovo momento della poesia cortese in Italia:
  • Scuola siciliana operante soprattutto nel tempo in cui è imperatore Federico II
  • Esso morì nel 1250 però la potenza aveva se non ha più lo splendore di Federico II ha ancora a propria durata con figlio di Federico che è Manfredi quindi c’è anche secondo tempo
  • Manfredi muore precocemente in una battaglia nel 1266 di Benevento che vede la sconfitta dei ghibellini, degli imperatori di Svevia quindi tutto versante di Bellino e vittoria dei guelfi con vittoria dei soldati di Carlo d’Angiò alleato con il papa
  • Non si spegne del tutto scrittura di poeti che rimangono vivi a lungo (come Protonotaro che vive fino a 1301) ma manca fulcro unitario della scuola
  • Il testimone passa per queste ragioni dall’ambito siciliano della scuola allo spazio geografico della Toscana ma anche Emilia e Bologna si è soliti usare l’etichetta di poeti siculo-toscani che hanno rapporti con i modi di scrittura dei poeti della scuola siciliana che appartengono al l’ambito toscano ricevono in eredità modi di scrittura della scuola siciliana
questa etichetta è imprecisa: definiamoli, dove la poesia è di carattere amoroso, poeti cortesi toscani
  • Comunque la poesia non rimane confinata all’ambito dell’amore ma entriamo in campo anche i riferimenti alla vita municipale
  • Rapporti dati sia dalla trasmissione dei tesi che non possiamo cogliere direttamente: abbiamo tre grandi canzonieri toscaneggiati. Trasmissione in forma scritta, ci sono stati anche tramiti diretti, scambi di persone che hanno anche dato origine a un contatto, eredità diretta. Esempio uno dei figli di Federico II re Enzo catturato nel 1249 nella battaglia di Fossalta prigioniero a Bologna. A sua volta lui è un rimatore tra i siciliani. Federico II come capo deighibellini al tempo che condusse guerra in Toscana sposto la sua corte, era una corte mobile. Quindi viene seguito da personaggi influenti nell’ambito dell’amministrazione e giurisdizione che erano gli stessi poeti.
  • Tre nomi di poeti che sono contemporanei anche se uno dei tre luogo muore prima che è Guinizzelli
    1. Bonaggiunta Orbicciani: il più anziano presumibilmente non abbiamo date certe per quanto riguarda nascita; nel 1290 doveva essere già morto
    2. Guittone d’Arezzo: abbiamo date più precise (1235-1294)
    3. Guido Guinizzelli: le sue notizie sono meno sicure; sembra essere stato un giudice bolognese (ci sono omonimi) morto 1276 la sua voce diretta come scrittore
Ancora nelle loro opere è viva l’eredità della scuola siciliana ma presenta anche rapporti autonomi

 

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