Gli Eburoni attaccano le truppe di Titurio e Cotta


riduzione dal capitolo 34 del libro quinto del De Bello Gallico” di Cesare

ultima parte

I nostri riponevano ogni speranza di salvezza nel proprio valore, e ogni volta che una coorte muoveva all’assalto, in quel settore cadeva un gran numero di nemici.
Appena se ne accorge, Ambiorige passa voce di scagliare dardi da lontano, senza avvicinarsi, cedendo là dove i Romani avessero sferrato l’attacco: grazie alle loro armi leggere e all’esercizio quotidiano avrebbero potuto fare ciò senza alcun danno.
Comunque, pur travagliati da tante difficoltà e nonostante le gravi perdite, tuttavia i nostri resistevano e, trascorsa già gran parte del giorno, quando si era combattuto dall’alba ed erano ormai le due di pomeriggio, Lucio Cotta cadde combattendo con gran parte dei soldati. Gli altri si rifugiano nell’accampamento e a fatica sostennero l’assedio fino a notte; di notte tutti insieme, persa la speranza di salvezza, si uccisero.