GUITTONE D’AREZZO – Tuttor ch’eo dirò “Gioi”: analisi e commento

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Tuttor ch’eo dirò “Gioi” di Guittone d’Arezzo

Tuttor chʼeo dirò gioi, gioiva cosa,
intenderete che di voi favello,
che gioia sete di beltá gioiosa
e gioia di piacer gioioso e bello:            4
e gioia in cui gioioso avenir posa,
gioi d’adornezze e gioi di cor asnello;
gioia in cui viso è gioi tant’amorosa
ched è gioiosa gioi mirare in ello.          8
Gioi di volere e gioi di pensamento
e gioi di dire e gioi di far gioioso
e gioi d’onni gioioso movimento.          11
Per ch’eo, gioiosa gioi, sí disioso
di voi mi trovo, che mai gioi non sento
se ’n vostra gioi il meo cor non riposo.      14
  • Metrica:
Sonetto
Struttura molto ampia sirma
5 stanze ogni a chiusa in sé, seguite da congedo
  • Aspetti stilistico-linguistici
Artificiosità
  • Metrica
  • Espressivaquesto testo è un tour de force espressivo che corrisponde ad un gusto di scrittura artificiosa: qui diventa trionfale in questa celebrazione di questa gioia amorosa  gusto stilistico retorico
  • Lessicale
 la retorica molto artificiosa è qui messa a servizio del tema che vuol e trattare
 ricerca di un diverso linguaggio poetico che tiene presente sempre modalità espressive che Guittone aveva
     adottato in ambito lirico vuole dare carica morale: c’è diverso modo di porsi.
Ricerca voluta della difficoltà → se volessimo adottare un’ottica “alla Cavalcanti” dovremmo dire che questa difficoltà appartiene più all’ambito retorico, certamente nonin termini di sottigliezza filosofica
→ sottigliezza filosofica: il testo è connotato sia nella scrittura che nell’espressione in modo piano, ma è
     concettualmente complesso → questa sarà caratteristica del Guinizzelli. Con unito e scambio di componimenti anche diversamente interpretati per cui Guittone convinto che Guinizzelli nell aver esaltato figura della donna avrebbe adottato immagini naturalistiche di paragone analogico che non sono appropriate definendo modo di scrittura un laido errore (vergognoso)
Citato Guinizzelli perché Guittone è stato a Bologna come frate, contatto con ambiente bolognese.. Guittone si propone come caposcuola in ambito sia morale etico religioso sia da pdv poetico e ci sono dei poeti che lo riconoscono come caposcuola anche ambito fiorentino o che sono comunque vicini a Guittone come un poeta che si avvale di una retorica artificiosa che è Monteandrea di Firenze. Ruolo non accolto pacificamente. Respinto in Totò da Dante anche all’altezza della commedia perché di Guittone di parla nella commedia sia nel 24 sia 26 dove Guinizzelli parla di Guittone relegandolo ad un ruolo per cui ebbe fama usurpata.
L’elemento che più colpisce è la continua replicatio del termine “gioia” in forme diverse o identiche
 gusto della figura etimologica: come gioiosa gioia (perfetta replicatio tra verso 8 e verso 12)
 annominatio = accostamento di parole con suoni simili e significato diverso
 presenza anaforica in larga misura a inizio verso ma in certi versi sia all’inizio prima parte verso e centro della
     stessa parola gioi
 l’unico verso dove non c’è parola “gioia” è il secondo: esprime il rapporto diretto tra proprie parole e donna
Progressione calcolata porta a intensità lessicale e crea catena fonica che vuole mettere in evidenza da piano tematico ed espressivo
Forma espressiva diversa da Giacomo da Lentini: da pdv sintattico non sono strofe autonome ma c’è un legame, un collegamento sintattico fra quartine e fra terzine → espansione del trionfo che travaloca la ripartitura metrica
Alto tasso di artificiosità retorica abilmente orchestrata non complessità sintattica
Stile difficile di Guittone: non vuole essere inteso direttamente lettore deve fare lavoro di interpretazione
Uso frequentissimo rima al mezzo e delle rime particolari che possono essere rime equivoche o rime etimologiche rime ricche ecc.
  • Situazione enunciativa
Poesia liricaamorosa
  • Situazione rappresentata
Esaltazione del sentimento amoroso giocato su sentimento della gioia amorosa fino a conclusione dove non è esente a qualche tendenza troppo sentenziosa, con perch’eo: modalità ragionativa.
  • Prima due quartine: sottolinea bellezza del corpo senza che vi sia determinazione
 caratteristica del Guittone amoroso condannata dal Guittone frate: in linea di massima (qui solo
     accennato, ma in altri suoi componimenti è più esplicito) è più forte rispetto al consueto la carica
      erotica che trasfonde dai suoi versi
 cor asnello: vuol dire “corpo” oltre che “cuore” nella lingua provenzale
  • Prima terzina: introduce il volere, pensamento, il dire il fare, ambito spirituale della donna
 cor non riposa: riprende l’espressione agostiniana “il nostro cuore è inquieto finché, o Dio, non riposa in
     te” → il “cor” che riprende il linguaggio tipico teologico e amoroso non è solo di Guittone, ma qui c’è
     una vera e propria equivocatio che rimanda ad una chiave erotica
 tendenza ad una ricerca concettuale oscura o enigmatica ma complicate dal pdv espressivo
 conclusione ragionativa ma anche interrompe intensificazione lessicale
Cosa = creatura gioiosa
Piacere = provenzalismo ha significato di avvenenza
Avvenire = gallicismo avvenenza non futuro
Anafora che apre versi ripresa stessa parola doppia anafora
Movimento = istante, francesismo
Posa su tessuto concettuale: denuncia amore come follia e non sapienza, denuncia del fin amor come amore folle dunque da rifiutare
rovescia fondamento dell’amore cortese e condannarlo e autocorrezione rispetto a propria voce come cantore amoroso. Adesso che non sono più cantore amoroso vediamo se so far poesia visto che si dice che poesia è scrivere d’amore
Verso 10 citazione scuola poetica siciliana
Donque: valenza ragionativa che ha però qualche durezza
Soglio: nella lingua antica significato di imperfetto non di presente
Trovare: termine tecnico creazione poetica
Uomo saggio per antonomasia = poeta: riferimento probabilmente a un poeta provenzale Bernart che identifica l’essere trovatori con il cantare d’amore Se davvero il poeta dice che solo pensiero amoroso fa di lui un poeta questo è disgiunto da verità
È dissimile da colui che è il fattore di ogni valore e al contrario assomiglia al contrario cioè al diavolo
Rifiuto amore come nobilitante dell’animo: Capellano probitas morum nobiltà di costumi
Voce del poeta sarà un altra e deve dimostrare che sua voce deve valere a cantare ben altro che follia amorosa.
Seconda strofa ampia metafora della navigazione già classica. Il nocchiere è colui che guida nave
Lode vera: quella rivolta a dio.
Promente = prode
Senato = uomo assennato
Riccor = ricchezza e nobiltà d’animo
Contrapposizione tra modo di espressione poetica e tematica che appartiene all’ambito opposto della follia d’amore
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