I CELTI

Intorno agli anni 3000 a.c. dalle regioni dell’Asia (Mar Caspio) si sono mosse molte tribù di contadini e pescatori.

Essi penetrarono nei territori dell’Europa centro orientale.

Percorrendo i corsi dei fiumi principali (Danubio, Radano, Masella, Reno, Senna) arrivarono a conquistare il cuore dell’Europa e da li si espansero verso i quattro punti cardinali. Queste tribù si stanziarono nella Francia, nel Belgio, nella Germania, nella Spagna, nell’Ungheria, nella Repubblica Cieca, nella Slovacchia, nella Bulgaria, nella Serbia, nell’Inghilterra, nellIrlanda e perfino nella Turchia.

Naturalmente queste popolazioni arrivarono anche in Italia, occupando la zona del fiume Po tra le Alpi e gli Appennini lungo la costa adriatica.

Queste tribù presero il nome di CELTI” (nome dato dai Greci) GALLI” (nome dato dai Romani) o GALATI” (nome dati dagli Asiatici).

Le tribù celtiche erano conosciute come le tribù della CULTURA DEI CAMPI DIURNE”. Infatti questa usanza funeraria, insieme all’arte e alla religione è l’elemento che le accomuna. Tutti i Celti custodivano le urne cinerarie riunendole in grandi cimiteri (campi).

Essi condividevano un unico stile artistico caratterizzato da disegni curvilinei, da spirali ritorti e da teste o corpi di animali mitologici. I pezzi d’arte ritrovati sono quasi tutti ornamenti personali come girocolli, braccialetti e orecchini. La gioielleria Celtica, molto famosa, riguardava anche i guerrieri e i nobili, che indossavano i tipici TORQUE, collane di metallo prezioso con un significato importantissimo, quasi quanto un talismano.

Anche la produzione delle armi è rivestita, intarsiata con oro, ambra e avorio.

Gli artigiani celtici impararono la ruota da vasaio dai popoli mediterranei e le loro ceramiche sono decorate dalle tipiche spirali ricurve.

I Celti erano dei bravi urbanisti perché costruivano insediamenti dotati di fortificazione, che comprendevano una zona elevata circondata da bastioni (alte mura); queste diventarono vere e proprie città fortificate chiamate APPIDA da Cesare.

All’interno di questa struttura cerano case circolari con tetti di paglia, munite di focolare centrale e un foro nel tetto per l’uscita del fumo.

I Celti non costruirono mai una nazione vera e propria perché la loro società era tribale, cioè basata sull’amministrazione della singola tribù: al suo interno cerano i nobili e le famiglie dominanti (a cui appartenevano i monili doro); i cavalieri e i guerrieri ( personaggi molto rispettati nella società Celtica perché erano considerati eroi e premiati profumatamente); gli agricoltori ; gli artigiani e gli schiavi. Sopra a tutti comandava il RE.

Una classe sociale particolare era quella dei DRUIDI.

Questi erano i sacerdoti che mediavano tra l’uomo e la divinità.

I druidi celebravano i sacrifici, stabilivano il calendario e mantenevano il segreto sulle loro conoscenze basate sulla magia e dicevano di avere misteriosi poteri di animali. Essi, inoltre, erano i giudici in caso di discussioni; dichiaravano la sentenza e davano la punizione. I druidi erano comandati da un ARCIDRUIDO. A questa classe appartenevano i BARDI, cioè poeti-cantastorie che raccontavano cantando gli avvenimenti della società celtica.

Per questi sacerdoti i boschi, i laghi e i fiumi erano luoghi divini e tra le piante del bosco la quercia era sacra perché vi si raccoglieva il vischio.

La religione dei celti era fondata sull’immortalità dell’anima, sulla venerazione della quercia e del vischio e sull’amore per ogni forma di vita. Gli DEI si chiamavano TUATHA: il padre di tutti gli dei era DAGDA, uno gnomo molto potente.

di Matteo