Il brigante

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di Giuseppe Berto

 

1 Osservazioni sulle scelte stilistico-espressive, sulle funzioni e sui registri

In questo romanzo Giuseppe Berto si serve delle numerose riflessioni di Nino, affinché il lettore comprenda,in ogni istante della lettura,le idee, i sentimenti,ecc…che condizionano le azioni del giovane. Questo romanzo ap-partiene indubbiamente al cenere “neorealista”,di cui presenta alcune delle caratteristiche importanti; l’intera vicenda è ricalcata su un episodio realmente accaduto, per questo il romanzo possiede un’intensa veridicità, la scrupolosa ricostruzione degli eventi e dell’ambientazione, l’eccezionale nettezza dei tipi umani descritti crea un’atmosfera realistica. La caratteristica principale del neorealismo (corrente letteraria prevalente all’epoca della scrittura, e che ha influenzato, anche se non in modo prescrittivo l’autore) è quindi quella di mirare a ritrarre ambienti, personaggi e situazioni in modo diretto e immediato e di collocare il tutto in un ambiente sociale, caratterizzato da gravi problemi irrisolti. Dal punto di vista stilistico-espressivo, il romanzo,è scritto,in una lingua semplice ed essenziale, costituita da un lessico comune, sempre all’altezza delle reali possibilità espressive dei personaggi, ed organizzata in periodi brevi e lineari. Il registro linguistico usato dall’autore quindi medio, e talvolta compaiono dialettismi e forme in disuso, anche nella sintassi (Es.: “…E anche le olive si erano venute maturando…”). Nella narrazione prevalgono la funzione emotiva e quella informativa.

 

2 Rapporto tra fabula e intreccio

Nel romanzo gli avvenimenti sono narrati in ordine cronologico e quindi esiste un parallelismo tra fabula e intreccio. Questo parallelismo, però, viene alterato da brevi flash-back.

 

3 Schematizzazione della vicenda

Il romanzo inizia con l’arrivo a Santo Stefano di Aprigliano, un piccolo paesino della Sila calabrese, del soldato Michele Rende (protagonista del romanzo) per una breve licenza in seguito alla morte del padre. Il suo atteggiamento superbo ed orgoglioso fa nascere in Nino,un ragazzo del paese, la curiosità e l’interesse, mentre tra la gente si diffonde la diffidenza, anche per il modo in cui saluta la zia, la vedova Accursi; infatti mostra indifferenza. Successivamente, Michele Rende si serve di Nino per svolgere alcune faccende personali, e Nino, attratto da questo suo nuovo amico, esaudiva qualunque cosa gli chiedesse. Però, una mattina, viene trovato in paese un ricco commerciante.

 

La morte di Alessandro

Alessandro, è un ricco commerciante, ucciso da ignoti, ma la colpa dell’omicidio viene data a Michele Rende, il quale nutriva odio nei confronti dell’ucciso. Quindi Michele viene arrestato, processato e condannato a tredici anni di carcere. Però, in verità, Michele è innocente perché la sera del delitto si trovava in compagnia di una ragazza, ma costei, per difendere la propria reputazione, nega di averlo incontrato. Qualche mese dopo, quando lo stesso Nino l’ha ormai dimenticato, mentre ci si prepara alla guerra e la Calabria è percorsa dagli eserciti, il giovane ricompare nuovamente. Egli è riuscito ad evadere in seguito ad un bombardamento e si vuole vendicare di Giulia Ricadi, colei che l’ha tradito. Una notte, Michele si presenta in casa di Nino. Riesce con minacce e sotterfugi ad avere dal padre del ragazzo il fucile e poi, in attesa della partenza, si corica nella stalla. Il giorno dopo lascia la casa dei Savaglio ed abbandona nella stalla il fucile. Ciò è accaduto grazie a Miliella, la sorella di Nino, che è riuscita a convincerlo di abbandonare la sua atroce vendetta. La guerra passa lentamente insieme agli anni, la vita del paese di Nino ha ripreso il solito ritmo, quando un giorno ricompare Michele Rende. Egli ha combattuto tra i partigiani al nord, e il Comando gli ha rilasciato dei documenti che descrivevano le sue imprese militari a favore della patria e per questo gli viene concesso un condono. Michele diviene quindi un uomo libero. Si mostra, agli occhi dei paesani, in modo diverso, lavora nei campi duramente e in attesa del raccolto si unisce ai poveri ed ai diseredati aiutandoli con parole confortanti e cercando di renderli consapevoli della loro situazione assai grave a causa dei grandi proprietari. Michele riesce, dopo numerosi tentativi, a portare i contadini e i nullatenenti all’occupazione di terre incolte. La sera dell’occupazione Michele viene arrestato con la scusa di dover ancora scontare la pena di omicidio, non essendo stato ritenuto valido il suo condono militare. I contadini ormai senza una guida sicura si disperdono. La notte stessa dell’arresto Michele riesce a fuggire dal carcere. Da questo momento diviene “un brigante” e viene costretto a comportarsi come un fuorilegge. Ricercato dalla polizia si ritira sui monti della Sila, vive una vita ricca di amarezze e sofferenze. Sulla montagna viene raggiunto da Miliella che sente doveroso restare accanto all’uomo che ama e da cui aspetta un figlio, anche se lascia un dolore incolmabile nella sua famiglia. La famiglia di Nino, in seguito a questa unione, è emarginata dalla gente del paese. Tutto ciò influenza notevolmente gli umori dei coniugi Savaglio che così si trovano in un profondo silenzio. Nel frattempo segretamente Miliella e Michele si sposano in una vecchia chiesa. I due sposi si accingono ad emigrare in un luogo dove possano vivere tranquillamente e allevare degnamente il loro figlio, ma purtroppo un compagno tradisce Michele, e nel tentativo di ucciderlo, uccide Miliella. Michele, divenuto cieco dalla rabbia e dal dolore, inizia a compiere la sua vendetta in modo atroce e sanguinoso. Dopo aver commesso cinque omicidi, sapendo che non poteva vivere in un mondo cosa ingiusto, si fa uccidere dai carabinieri dopo aver ucciso anche l’assassino diMiliella

 

4 Prevalenza di sequenze narrative, descrittive o riflessive:

nel romanzo prevalgono le sequenze riflessive e narrative, ma vi sono anche quelle descrittive;

Es. di sequenza descrittiva: “…il vento aveva cominciato a soffiare da levante portando nuvole scure che non finivano mai, e l’aria che si infiltrava nella nostra valle era gelata e carica di pioggia.”

Es. di sequenza narrativa::”…ripartì quasi subito, e dopo poco la si scorse che aveva già fatto la grande curva del ponte e tagliava il pendio dell’altro versante della valle.”

Es. di sequenza riflessiva::”…mi stavo chiedendo se ero contento che fosse tornato.”

 

5-individuazione di temi o motivi presenti nelle macrosequenze:

I temi principali che ci vuole trasmettere l’autore sono:

1) La guerra: un fenomeno che semina rovine, disperde gli uomini. E’ una forma di violenza molto dura e incomprensibile che diffonde morte ed orrore.

2) Il delitto: assume nel romanzo la forma di vendetta. Fenomeno ancora prese-nte nell’Italia meridionale talvolta detta appunto faida.

3) Il dolore: quello della famiglia Savaglio quando Miliella abbandona i genitori per unirsi a Michele. Il dolore avvolge nuovamente questa famiglia quando i compaesani giudicano

4) L’amore: quello che lega Nino a Miliella, quello tra Michele e MIliella

 

6-Processi dinamici nella vicenda:

Inizialmente la situazione dei Savaglio è positiva, infatti si può affermare che questi siano benestanti per quel tempo. L’arrivo di Michele genera la rottura dell’equilibrio iniziale, e il peggioramento avviene subito dopo con l’arresto di quest’ultimo. Questo fatto coinvolge tutta la famiglia in modo indelebile. Quando Michele abbandona il paese per la guerra si prospetta un miglioramento della situazione, che si fa sempre imponente al ritorno di questo, perche appare cambiato notevolmente, e l’accusa pare cancellata per sempre. La vicenda avrà però un definitivo peggioramento, che continuerà sino alla fine del romanzo, conclusosi con l’uccisione dello stesso Michele da parte dei carabinieri.

 

7 caratterizzazione psicologica, sociale,culturale del protagonista e suo rapporto con l’autore:

Psicologica: Determinato(quando compie le sue vendette), Preoccupato (per quello che gli serba il futuro e quello di Miliella

Sociale; Michele Rende non è assolutamente benestante, a differenza della famiglia Savaglio.

Culturale: si può intuire che Michele non sia molto colto. Nel romanzo, per esempio, si dice che abbia letto alcuni libri sui quali ha riflettuto e che lo hanno aiutato a meditare sulla condizione dei poveri e dei diseredati di quegli anni.

Ideologica: L’unica informazione che attingiamo dal testo è che appartiene al gruppo dei briganti. Tuttavia era stato partigiano e in quel periodo aveva assimilato le teorie marxiste

Rrapporto con l’autore: Si possono notare alcuna legami tra la vita del personaggio e quella di Giuseppe Berto. Entrambi hanno combattuto una guerra in Africa e una guerra con i partigiani. Entrambi, inoltre, preferiscono una vita appartata.

 

9-Osservazioni sulla dimensione spaziale:

La vicenda si svolge sia in spazi chiusi che in spazi aperti. Questi ultimi prevalgono un poco sui primi. Gli spazi aperti, nella maggior parte dei casi, fungono da spazi-proiezione; infatti proprio in questi luoghi si svolgono le vicende più atroci, che sono frequenti in una società arretrata, povera ed incapace di reagire.

 

10 Osservazioni sulla dimensione temporale:

Tempo storico: anni quaranta (intorno al periodo dell’ultimo conflitto mondiale).

Tempo della scrittura: 1951

Arco di tempo della narrazione: alcuni anni.

Alla fine di molti capitoli, ci sono anticipazioni degli avvenimenti dei capitoli successivi, creando così una attesa carica di angoscia.

 

11 Individuazione del narratore, del punto di vista,delle tecniche rappresentative delle parole o dei pensieri dei personaggi

Il narratore è interno di primo grado a focalizzazione interna (io narrante). Per quanto riguarda le tecniche di rappresentazione delle parole sono presenti sia il discorso diretto, sia il discordo indiretto.

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