Il complicato “Caso Campania” – di alcuni docenti

Pubblicità

Sharing is caring!

Pubblicità
Con il D.D.G. del 13 Luglio 2011, pubblicato sulla G.U. IV Serie Speciale
del 15 Luglio 2011, è stato bandito il Concorso per Dirigente scolastico, con
la previsione di
 224 posti in Campania.

La prova di preselezione è stata
gestita dal FORMEZ a livello nazionale, mentre scritti e orali sono stati di
competenza di ogni Ufficio Scolastico Regionale.

Per poter partecipare, molti
docenti non in possesso del titolo di studio o degli anni di ruolo richiesti,
hanno ricorso al T.A.R. Lazio. Per gli anni di ruolo, i ricorrenti hanno
ottenuto l’accoglimento della domanda di sospensione cautelare (in base alla
decisione della Corte di Giustizia Europea che ha statuito sul divieto
della differenziazione dei servizi di ruolo con i servizi non di ruolo – Corte
Giustizia Unione Europea II Sez. dell’8 Settembre 2011 emessa nel procedimento
C-177/10). Per quanto riguarda il titolo di studio, la situazione è più
complicata, ma il T.A.R. Lazio ha ammesso ugualmente con riserva i ricorrenti.

Hanno partecipato alla
preselezione, il 12 Ottobre 2011, circa 5.539 concorrenti (su 6.891 domande
inviate); hanno superato la prova, conseguendo un punteggio maggiore di 80/100,
1.484 concorrenti, secondo l’elenco pubblicato dal FORMEZ il 20 Ottobre 2011,
riportante l’esito della lettura ottica delle schede compilate dai candidati.

L’U.S.R., il giorno 10
Novembre 2011, ha pubblicato un primo elenco dei candidati ammessi alle prove
scritte, integralmente annullato e sostituito, poi, da un secondo elenco il 25 Novembre
2011, allegato al Decreto Prot. n.15667.

In data 12 Dicembre 2011,
l’U.S.R. ha pubblicato un altro elenco contenente i nominativi dei concorrenti
abbinati alla rispettiva sede di svolgimento degli scritti.

Il giorno 13 Dicembre 2011,
il T.A.R. Campania ha, a sorpresa, emesso un’Ordinanza per i ricorsi che hanno
impugnato la mancata ammissione alle prove orali, permettendo a 336 concorrenti
non idonei di ritornare in gara, il giorno prima delle prove.

Il T.A.R. Campania ha,
successivamente, dichiarato “
la propria incompetenza territoriale
per essere territorialmente competente il TAR Lazio”,
il giorno 11 Gennaio 2012.

Le prove scritte si sono
svolte i giorni 14 e 15 Dicembre 2011, con l’anomala presenza di 1820 candidati,
distribuiti in sette sedi scolastiche, senza che siano mai state pubblicate
dall’U.S.R. composizione e dislocazione nelle varie sedi dei Comitati di
vigilanza.

All’ingresso delle sedi, a
partire dalle ore 08,00 del 14 Dicembre 2011, sono state effettuate le
operazioni di identificazione dei candidati, secondo le istruzioni dell’U.S.R.,
nota Prot. n. AOODRCA 15688 del 25 Novembre 2011. I concorrenti non presenti
nell’elenco ma in possesso dell’Ordinanza, sono stati ammessi con riserva allo
svolgimento della prova. Nelle varie sedi, questi “riservisti” hanno trovato sistemazioni
diverse: in un’aula a parte, oppure inseriti in aule con gli altri concorrenti,
poichè ogni Scuola sede delle prove ha seguito una propria linea di condotta.

Le correzioni sono state effettuate dalla Commissione
base, nominata il 6 Ottobre 2011, e da ulteriori tre Sottocommissioni, nominate
il 3 Gennaio 2012 e caratterizzate dalle dimissioni di due componenti e successive
sostituzioni con Decreto U.S.R. del 5 Gennaio 2012 (ove si parla della seconda
Sottocommissione, mentre, in realtà, i Commissari dimissionari appartenevano
alla prima), da una terza rinuncia all’assunzione dell’incarico e successiva
sostituzione con Decreto U.S.R. del 29 Febbraio 2012, Prot. n. A00DRCA 1663 –
data e numero di protocollo apposti a penna – pubblicato sul sito web dell’U.S.R.
in data 8 Marzo 2012.

Nel Decreto di nomina delle Sottocommissioni del 3
Gennaio 2012, si apprende che anche un quarto Commissario, membro supplente
della Commissione base, ha “rassegnato le dimissioni per sopravvenuti motivi”
il 20 Dicembre 2011 e viene effettuata un’altra nomina.

Pare che le operazioni di correzione siano iniziate
nel Febbraio 2012; l’U.s.r. ha pubblicato due comunicazioni sullo stato di
avanzamento dei lavori, in data 5 Aprile 2012, ove si apprende che sono stati
corretti 700 dei 3640 elaborati (e, contestualmente, vengono pubblicati i
criteri di valutazione delle due prove scritte) e un’altra in data 18 Giugno
2013, ove si legge che gli elaborati corretti sono 1600.

Il 30 Ottobre 2012 è stato finalmente pubblicato l’elenco
dei 959 ammessi all’orale: vi figurano anche 119 concorrenti con la riserva: si
tratta di 16 candidati che avevano ricorso al T.A.R. Lazio per accedere alla
prova di preselezione, in quanto non in possesso del titolo di studio o degli
anni di ruolo richiesti dal Bando di Concorso e, una volta superata la prova,
sono stati ammessi agli scritti con riserva e di ben 103 concorrenti che,
invece, non avevano superato la preselezione e avevano ricorso al T.A.R.
Campania, incompetente territorialmente, ottenendo il giorno prima delle prove,
l’ammissione con riserva agli scritti – caso unico in Italia.

Nessun candidato ha ricevuto la comunicazione di esclusione dalla fase successiva del Concorso, non
vi è mai stata alcuna comunicazione ufficiale.

Su suggerimento di molti concorrenti non ammessi,
l’U.S.R. ha deciso di comunicare ad ogni candidato non idoneo, tramite posta
elettronica, i voti conseguiti; purtroppo, solo una parte dei concorrenti non
ammessi agli orali ha ricevuto l’e-mail, gli altri hanno potuto sapere i propri
voti solo al momento dell’accesso agli atti.

         Con
l’Avviso Prot. n. AOODRCA  Reg. Uff.
11068  del 26 Novembre 2012, l’U.S.R. ha
fornito “Indicazioni e notifica ai richiedenti/interessati” per l’accesso agli
atti, specificando che ogni interessato  avrebbe
dovuto attendere la e-mail di convocazione.

         Le
e-mail sono state inviate gli ultimi giorni di Novembre 2012 e le convocazioni
sono iniziate i primi giorni di Dicembre,
presso
l’Istituto “Tito Livio” di Napoli, sede delle correzioni e dei successivi
orali.

Ad ogni candidato non ammesso sono stati  consegnati, esclusivamente, copia dei propri
elaborati, i
criteri di valutazione elaborati
dalla commissione esaminatrice, le schede di valutazione redatte dalla commissione,
il
verbale di correzione e la copia
fotostatica della bustina e del cartoncino identificativo
, nonostante le istanze di accesso fossero state estremamente dettagliate. Per fare questo, l’U.S.R. si è appellato all’art. 3, comma 2 del D.M. 10/01/1996, n. 60, “Regolamento recante norme
per l’esclusione dell’esercizio del diritto di accesso ai documenti
amministrativi ai sensi dell’art. 24, comma 4 della L. 07/08/1990, n. 241”: “Fino a quando il procedimento non sia
concluso, l’accesso è limitato ai soli atti che riguardino direttamente il
richiedente, con esclusione degli atti relativi ad altri concorrenti”.

Dopo la nota vicenda concorsuale lombarda, è stata logica, da parte dei
concorrenti non ammessi,
la richiesta
di vedere la bustina originale: è stata mostrata sempre una bustina di colore
azzurro. Nel corso delle prove scritte, invece, le buste utilizzate avevano un
colore diverso da sede a sede: gialle, bianche, azzurre: si è appurato questo a
seguito dei numerosissimi confronti  tra
i candidati campani,durante l’estate 2012, appunto in seguito alla questione
delle buste lombarde.

Il 21 Dicembre 2012, l’U.S.R. ha pubblicato, allegato all’avviso Prot.
AOODRCA 12402,
il calendario di
convocazione per le prove orali
.

Il Segretario della prima Sottocommissione si è
dimesso sabato 29 Dicembre 2012 e l’U.S.R. ha emanato un ulteriore Decreto di
nomina in sostituzione.

Le prove orali hanno avuto
inizio il 7 Gennaio 2013.

A seguito dei ricorsi presentati, il T.A.R. Campania, il 6 Febbraio 2013,
ha emanato l’Ordinanza cautelare di sospensione dell’ ”ulteriore
espletamento della procedura concorsuale”: “
Considerato che, ad un sommario esame, sono ravvisabili le condizioni
di cui all’art. 55 cod. proc. amm., in quanto appaiono sussistere i profili di
incompatibilità ex art. 35, comma 3, del d.lgs. n. 165/2001, denunciati con
riguardo alle posizioni di alcuni componenti della commissione giudicatrice;… Ritenuto,
infine, che:

– una volta integrato il contraddittorio nei termini
indicati, la controversia potrà essere definita nel merito;

– ai fini del decidere in tale sede, occorre acquisire
i verbali della commissione giudicatrice, relativi alle operazioni di
elaborazione delle tracce ed all’espletamento delle prove scritte;…
accoglie la suindicata domanda cautelare”.

L’Udienza per la
decisione della controversia nella sede di merito è stata fissata il 3 Luglio
2013.

L’U.S.R. e i concorrenti
ammessi agli orali sono ricorsi al Consiglio di Stato, il quale il 14 Maggio
2013, ha respinto, rimettendo la decisione al T.A.R.

La Sentenza dell’Udienza nel
merito del T.A.R. Campania del 3 Luglio 2013, è stata pubblicata il 24 Luglio
2013: rigetto dei ricorsi.

Di seguito, alcuni dei numerosi elementi presenti nei ricorsi:

Il Prof. Mario Capunzo, Presidente di Commissione, è Preside della Facoltà di Scienze della
Formazione dell’Università degli Studi di Salerno, titolare della Cattedra di
Igiene e di Igiene Applicata, Presidente e membro del Comitato Scientifico
della S.I.T.I. – Società Italiana di Igiene.

Pare ci sia coincidenza di date e orari riguardo la
sua presenza durante le correzioni: in quattro casi, date e orari sui verbali
coinciderebbero con quelli di due Sedute di Laurea e con quelli di due sessioni
dell’esame di Igiene, all’Università.

Avrebbe, inoltre, partecipato a un Convegno
regionale a Napoli e ad un Congresso nazionale in Sardegna, risultando, in
entrambi i casi, presente contemporaneamente alla correzione delle prove
scritte.

Come ha risposto nel merito il T.A.R.:

“Riguardo la contemporanea presenza
in luoghi differenti, il Collegio ritiene che l’onere probatorio non sia stato
assolto da parte ricorrente”.

         La
D.s. Giuseppina Buonaiuto, Commissario
membro della 3a
Sottocommissione
, è Referente per l’Istruzione Tecnico Professionale della
F.L.C.- C.G.I.L.,
rappresentante della
F.L.C. regionale, Struttura di comparto Dirigenti Scolastici  F.L.C.- C.G.I.L.  della Campania. È stata
nominata, con D.D.G. del 21 Marzo 2012, membro dell’ ”Osservatorio
Regionale di monitoraggio per la formazione e l’aggiornamento del personale
della scuola”, composto “da cinque rappresentati dell’U.S.R. Campania e da
cinque rappresentanti delle O.O.S.S. regionali, in possesso di adeguate
competenze professionali in materia di formazione e aggiornamento”.

La prof.ssa Buonaiuto è stata nominata in quanto “Componente F.L.C.- C.G.I.L.”,
secondo quanto è scritto sul Decreto di nomina. (Tra i rappresentanti
dell’U.S.R. nominati, due docenti risulterebbero essere concorrenti ammessi poi
all’orale del Concorso).

Tra i candidati partecipanti alle prove scritte, ci sono cinque docenti
appartenenti alla Scuola diretta dalla D.s. Buonaiuto: si tratta di docenti che
hanno ricoperto i ruoli di Vicario, primo Collaboratore e Funzione Strumentale.

Nei Ricorsi e nelle Memorie aggiuntive sono stati illustrate in maniera
dettagliata l’incompatibilità della Commissaria, la sua
appartenenza
alla Struttura di Comparto dei Dirigenti scolastici F.L.C. – C.G.I.L. – secondo
il cui Statuto, la Prof.ssa Buonaiuto è da considerare a tutti gli effetti Dirigente
sindacale – e la natura dei rapporti esistenti tra Dirigente scolastico e  primo Collaboratore.

Come ha risposto nel merito il T.A.R. riguardo l’appartenenza
all’organizzazione sindacale:

“La D.s. Buonaiuto non può essere qualificata come
“designata dalle confederazioni ed organizzazioni sindacali” poiché non risulta
che l’individuazione dei Commissari sia stata effettuata dai sindacati o che i
medesimi siano stati scelti in ragione dell’appartenenza ad una associazione
sindacale, ma sono stati nominati con decreti dirigenziali dell’Ufficio
Scolastico Regionale per la Campania del 6 ottobre 2001 e del 3 gennaio 2012 in
ragione della relativa qualificazione professionale. Il ruolo ricoperto dalla
D.s. Buonaiuto nella FLC – CGIL, Referente per l’istruzione tecnico –
professionale nella predetta Federazione e componente dell’Osservatorio
Regionale di Monitoraggio per la Formazione e l’Aggiornamento del Personale
della Scuola, non integra la qualità di “rappresentante sindacale” ai sensi
dell’art. 35 D.Lgs. 165/2001.

Tale conclusione si impone alla luce delle risultanze
istruttorie: difatti, la FLC – CGIL Campania ha formalmente attestato che “…la
dirigente scolastica prof.ssa Giuseppina Buonaiuto non è rappresentante o
designata sindacale della scrivente O.S. In particolare, la predetta
professoressa non è esponente sindacale della Flc Cgil dotata di poteri di
rappresentanza esterna e non è delegata ad assumere autonomamente decisioni a
nome dell’organizzazione. Quanto sopra attualmente e nei recenti decorsi anni”.
In altri termini, non risulta documentato che – all’epoca della nomina nella
commissione esaminatrice – la prof.ssa Buonaiuto fosse titolare di cariche
sindacali attributive del potere di concorrere alle scelte dell’organizzazione
sindacale e di assumere decisioni autonomamente rilevanti in nome e per conto
del sindacato medesimo ed in favore dei propri iscritti, ad esempio, nella
contrattazione collettiva di categoria”.

Come ha risposto nel merito il T.A.R. riguardo al rapporto di
collaborazione con i docenti dell’Istituto dove svolge il ruolo di D.s.:

“I rapporti tra Dirigente e questi docenti non
ricadono nella relazione datoriale. Il rapporto di lavoro non intercorre
affatto tra il dirigente scolastico ed il candidato titolare di incarico, ma
tra l’amministrazione pubblica e quest’ultimo, in ragione della connotazione di
immedesimazione organica tipica anche del rapporto di lavoro dirigenziale. Ma a
ben vedere, difetterebbe rispetto alla fattispecie astratta anche la natura di
persona fisica del datore di lavoro, così come intesa nell’accezione della
norma processualcivilistica, essendosi in presenza di un’amministrazione
pubblica e, quindi, di una persona giuridica”.

La Prof.ssa
Alessandra Monda, Dirigente Tecnico, Commissario
membro della 2a Sottocommissione,  è stata docente presso l’Università degli
Studi di Salerno per il  Master
II livello per la
dirigenza “M.U.N.D.I.S.”, A.A. 2009/10,
promosso
da una rete nazionale composta da Fondazione Conferenza dei Rettori delle
Università Italiane (C.R.U.I.), Associazione Nazionale dei Dirigenti e delle
Alte Professionalità della Scuola (A.N.P.) e alcuni tra i principali Atenei
italiani.

Sul sito web ufficiale della
Fondazione C.R.U.I., si legge che “
MUNDIS è un master universitario di
secondo livello, progettato a livello nazionale da una rete composta da
Fondazione CRUI, ANP e Università, e gestito localmente dalle singole
Università aderenti. Il master Mundis
è un titolo spendibile per il prossimo concorso per Dirigenti Scolastici, il
Regolamento per il reclutamento dei dirigenti scolastici emanato dal CdM
il 27 giugno 2008
prevede l’attribuzione di un
punteggio maggiore a chi ha frequentato un Master di secondo livello incentrato
su materie inerenti al ruolo del dirigente scolastico”.

Dal “Focus Master M.U.N.D.I.S.” del 23 Ottobre – 5
Novembre 2009 , pubblicato da   “Il Sole 24
ore”,  a pag. 3 è scritto che “Il Master
Mundis costituisce titolo preferenziale per la partecipazione ai concorsi per
la dirigenza nelle scuole”.

Tra i candidati ammessi
all’orale del Concorso, ci sono nove corsisti del Master tenuto nell’ A.A. 2009/10 presso l’Università di Salerno.

La prof.ssa Monda ha,
inoltre, svolto attività formative dirette dall’U.S.R. Campania, in stretta
collaborazione con vari funzionari dell’U.S.R., partecipanti al Concorso e
ammessi poi all’orale. Ha, inoltre, svolto attività formative per vari Enti di
formazione e Università.

Dalle Memorie depositate
dall’U.S.R., si apprende che, in data 10 Gennaio 2012, è stato notificato un
esposto anonimo nel quale si afferma che, “in seguito a varie segnalazioni
pervenute”, risulterebbe che la prof.ssa Monda abbia “svolto attività di
relatore e di formatore nei corsi di formazione alle prove del concorso a
preside”.

Come ha risposto nel merito il T.A.R.:

«Il Master MUNDIS non costituisce uno specifico corso
di preparazione al concorso per dirigenti scolastici…

Con nota depositata… la dott.ssa Monda ha dichiarato
“di non aver svolto alcuna attività di relatore e di formatore nei corsi di
formazione alle prove del concorso a preside”. »

La
D.s. Anna Sellitto è Commissario
membro della 1a
Sottocommissione
; cinque docenti, tra Collaboratori e Funzioni Strumentali
della sua Scuola, sono stati ammessi all’orale
.

Pare, inoltre, ci
sia coincidenza di date e orari riguardo la sua presenza durante le correzioni:
date e orari sui verbali coinciderebbero con quelli della Premiazione al
Concorso artistico – letterario “Sorgente educativa” – terza edizione: “C’era
una volta…”.

Il
Concorso artistico – letterario è un’iniziativa promossa dal Provveditorato
Regionale Amministrazione Penitenziaria Campania, dal Centro per la Giustizia
Minorile Campania, dal Garante Regionale per i diritti dei detenuti, dalla
Scuola Militare “Nunziatella” di Napoli, dall’U.N.I.C.E.F. Comitato Regionale
per la Campania e dall’U.S.R. Campania. È, inoltre, un evento programmato dal
BURC – Relazione del Garante 2011/12 – Atti del Consiglio Regionale e, infine,
è un evento formativo (2 crediti) accreditato dal C.R.O.A.S.  per l’anno 2012, per l’Ordine degli
Assistenti sociali della Campania.

La cerimonia di
Premiazione è avvenuta nell’Istituto diretto dalla prof.ssa Sellitto, nello
stesso giorno e nello stesso orario di una sessione di correzioni, come si
evince dai verbali.

Come ha risposto nel merito il T.A.R. riguardo al rapporto di
collaborazione con i docenti dell’Istituto dove svolge il ruolo di D.s.:

“I rapporti tra Dirigente e questi docenti non
ricadono nella relazione datoriale. Il rapporto di lavoro non intercorre
affatto tra il dirigente scolastico ed il candidato titolare di incarico, ma
tra l’amministrazione pubblica e quest’ultimo, in ragione della connotazione di
immedesimazione organica tipica anche del rapporto di lavoro dirigenziale. Ma a
ben vedere, difetterebbe rispetto alla fattispecie astratta anche la natura di
persona fisica del datore di lavoro, così come intesa nell’accezione della
norma processualcivilistica, essendosi in presenza di un’amministrazione
pubblica e, quindi, di una persona giuridica”.

Come ha risposto nel merito il T.A.R. riguardo la presunta “ubiquità”:

“Riguardo la contemporanea presenza in luoghi
differenti, il Collegio ritiene che l’onere probatorio non sia stato assolto da
parte ricorrente”.

Il Prof. Angelo Francesco
Marcucci, membro supplente Commissione
base
(nominata il 6 Ottobre 2011), ha rassegnato le dimissioni il 20
Dicembre 2011, dopo l’effettuazione delle prove scritte, “per sopravvenuti
motivi” ed è stato sostituito con D.D.G. del 3 Gennaio 2012.

Il Prof. Marcucci è Dirigente
Tecnico e Dirigente dell’Ufficio Scolastico Territoriale di Benevento, curatore
di un testo per la preparazione al Concorso e marito della Prof.ssa Rosalia Manasseri, concorrente ammessa con
riserva agli scritti e ammessa all’orale.

Come ha risposto nel merito il T.A.R.:

“La situazione di incompatibilità del componente della
commissione esaminatrice nell’esercizio delle sue funzioni non è da ritenersi
assimilabile quella del supplente che, come il Marcucci, giammai abbia svolto
attività in seno all’organo collegiale, mai giovatosi, in quanto collegio
perfetto, né, quindi, potenzialmente ‘contaminato’, del suo apporto
partecipativo. La circostanza di non aver mai espletato le funzioni di
supplente ha precluso in radice la possibilità di inquinare dell’operato della
commissione esaminatrice, così lasciandone integra l’oggettiva legittimità”.

La Prof.ssa Rosalia
Manasseri è una concorrente che ha
partecipato alle prove scritte con
riserva
, in quanto è una dei trecento candidati che non hanno superato la
preselezione e che, tuttavia, hanno ugualmente continuato il percorso.

Il percorso della Prof.ssa
Manasseri risulta alquanto articolato: a differenza degli altri ammessi con
riserva, ha ricorso al T.A.R. Lazio contro il mancato superamento della
preselezione; il T.A.R. Lazio ha rigettato il ricorso.

Successivamente, i trecento
concorrenti non ammessi agli scritti hanno ricorso al T.A.R. Campania. Il T.A.R.
Campania, a sorpresa, con Ordinanza del 13 Dicembre 2011, ha ammesso con
riserva i 300 alle prove scritte.

Anche la prof.ssa Manasseri
si è rivolta al TAR Campania, effettuando un secondo ricorso. L’Ordinanza
riguardante quest’ultimo ricorso presentato dalla prof.ssa Manasseri, di
accoglimento, è stata emessa il giorno 14 Dicembre 2011, giorno stesso della
Camera di Consiglio (calendarizzata a partire dalle ore 10,00). La prof.ssa
Manasseri si è, quindi, introdotta nella sede della prova, il giorno 14 Dicembre
2011, pur non essendo presente nell’elenco dei candidati e senza aver potuto
esibire alcuna Ordinanza del T.A.R. mentre, secondo le istruzioni dell’U.S.R.
del 25 Novembre 2011, Prot. n. AOODRCA 15688, le operazioni di identificazione
presso le scuole sedi delle prove dovevano avere inizio  alle ore 08,00.

La prof.ssa Manasseri è
moglie del Dirigente U.S.T. di Benevento, membro supplente della Commissione.

A questi elementi, il T.A.R.
non ha dato alcuna risposta.

La Dott.ssa Rita Facchiano, Segretario della Commissione base, è membro del Collegio dei Revisori Contabili
U.I.L. nella provincia di Benevento, Revisore dei conti e eletta nel Marzo
2012, a Benevento, per la U.I.L. Pubblica Amministrazione – Rappresentanza
Sindacale Aziendale.

Lavora presso l’U.S.T. di
Benevento, diretto dal Dott. Marcucci, membro supplente della Commissione base e
marito di una concorrente ammessa con riserva all’orale.

La Dott.ssa Facchiano ha,
come gli altri Segretari delle Sottocommissioni, partecipato all’elaborazione e
alla deliberazione dei criteri di valutazione delle prove scritte: vi sono le
firme dei quattro Segretari in calce al verbale (firmato da tutti i componenti
delle Commissioni), manca, invece, la firma del verbalizzante, non si capisce
quale sia tra i quattro Segretari.

I Segretari, benché soggetti estranei,
hanno assunto, quindi, un potere decisionale nell’ambito del collegio.

La Dott.ssa Facchiano si è
dimessa il 29 Dicembre 2012, sabato.

Come ha risposto nel merito il T.A.R.:

“Non è contestabile che si tratti di “rappresentante
sindacale” ai sensi dell’art. 35 del Testo Unico sul pubblico impiego, visto
che è stata eletta nelle R.S.U. della UIL per l’anno 2012 ai sensi dell’art.
42, quarto comma, del D.Lgs. 165/2001. Inoltre, la dott.ssa Facchiano non è
componente in senso stretto della commissione, ossia soggetto avente funzione
decisionale e, quindi, di giudizio e di valutazione degli elaborati dei
candidati ammessi alle prove orali. I segretari assumono un ruolo di assistenza
e supporto alle attività della commissione esaminatrice. Ne consegue che, in
ogni caso, l’eventuale assunzione di funzioni di rappresentanza sindacale da
parte della dott.ssa Facchiano non avrebbe alcuna valenza invalidante delle
operazioni concorsuali”.

Il D.s. Paolo Allocca, Commissario membro della 2a
Sottocommissione
è
rappresentante sindacale con
funzione di Segretario Provinciale di Napoli per S.I.S.M.- C.I.S.L.

Come ha risposto nel merito il T.A.R.:

“Il Collegio ritiene che tale
circostanza si rivela del tutto priva di idoneo riscontro probatorio”.

La D.s. Maria Chiara Conti, Commissario membro della Commissione base è stata eletta, alle
Elezioni amministrative del 2013, Consigliere comunale nel Comune di Forio
d’Ischia.

A questo elemento, il T.A.R.
non ha dato alcuna risposta.

Alcuni ricorsi hanno impugnato
la trasparenza delle bustine che
contenevano il cartoncino con gli estremi del candidato, per la conseguente
perdita dell’anonimato degli elaborati.

C’è, però, un dato non
inserito nei ricorsi: all’accesso agli atti, a tutti sono state consegnate
copie fotostatiche in bianco e nero delle bustine che contenevano il cartoncino
con gli estremi del candidato. Alla richiesta di vedere la busta originale, è
stata mostrata sempre una bustina di colore azzurro.

Nel corso delle prove
scritte, invece, le buste utilizzate hanno avuto un colore diverso da sede a
sede: gialle, bianche, azzurre – si è, appunto, di questo discusso a lungo, tra
i candidati campani, nell’estate 2012, in conseguenza della vicenda delle buste
lombarde .

In una lettera apparsa su “La
Tecnica della Scuola” del
20 Luglio 2012, un concorrente campano, a proposito del “caso
buste” scoppiato in Lombardia, ha specificato che il colore delle buste usate
da lui, in Campania, era “tra il beige e il marrone”. Pare, quindi, che le
buste originali dei candidati non ammessi all’orale, buste di vari colori,
siano state sostituite con bustine azzurre al momento dell’accesso agli atti.

Si ipotizza che le buste
siano state comprate una prima volta in Campania e usate nel corso delle prove
scritte; ai candidati non ammessi all’orale sono, successivamente, state
mostrate buste palesemente diverse, di colore azzurro, comprate, stavolta, pare
in Emilia Romagna.

Come ha risposto nel merito il T.A.R.:

“Il Collegio ha agevolmente
accertato che lo spessore ed il grado di opacità del materiale utilizzato per
tali contenitori non consentivano assolutamente di leggerne o in qualche modo
di scorgerne il contenuto”.
I tempi di correzione degli elaborati sono risultati esigui.

Le correzioni sono state effettuate dalla
Commissione base, nominata il 6 Ottobre 2011, e da ulteriori tre
Sottocommissioni, nominate il 3 Gennaio 2012.

Si pensa che le operazioni
di correzione siano iniziate nel Febbraio 2012; l’U.S.R. ha pubblicato soltanto
due comunicazioni sullo stato di avanzamento dei lavori: in data 5 Aprile 2012,
ove si apprende che sono stati corretti 700 dei 3640 elaborati e in data 18
Giugno 2012, ove si legge che ne sono stati corretti 1600.

Da calcoli effettuati in
base agli orari riportati su un cospicuo numero di verbali, raccolti dopo l’accesso
agli atti, si evincono i tempi dedicati a un singolo elaborato del tipo: un
minuto; un minuto e ventotto secondi, un minuto e cinquantatre secondi, due
minuti e venti secondi, due minuti e quarantacinque secondi, quattro minuti e
ventotto secondi.

Significativa è l’Ordinanza
cautelare del Consiglio di Stato, sezione IV, del 10 Luglio 2001, n. 3862,
secondo cui “la brevità delle operazioni effettuate dalla Commissione
giudicatrice nella correzione delle prove scritte non può di per sé da sola
costituire un sufficiente motivo per invalidarle, salvo il caso limite in cui
il tempo dedicato agli elaborati risulti così breve da non consentire la
materiale lettura degli elaborati”.

Per la sola lettura di un
elaborato occorrono mediamente, in base a comune regola di esperienza, da due a
tre minuti per facciata, dipendente dalla fluidità o meno degli argomenti
trattati e dalla scrittura più o meno chiara del candidato. Il numero di
facciate degli elaborati corretti, nella fattispecie concorsuale, varia da un
minimo di quattro a un massimo di tredici. Ne consegue che per la mera lettura
di un elaborato, considerando la situazione più favorevole alla commissione, è
di otto minuti (quattro facciate per due minuti), senza considerare la lettura
della minuta, che deve comunque essere effettuata.

La griglia di valutazione
predisposta dalla Commissione imponeva a quest’ultima di dover valutare l’elaborato
sotto sei distinti profili, con una modalità operativa logica che richiede un
impegno temporale (cronometrato mediante una simulazione reale di tutte le
operazioni) di poco più di sei minuti, dedicato
alla cognizione ed espressione del giudizio, consistente in:

1.       
Discussione
collegiale, dopo la lettura della prova, con riferimento ai criteri individuati
nella griglia di valutazione

2.       
Compilazione
della griglia di valutazione con individuazione dei “livelli dei descrittori” e
determinazione del voto in base alla media risultante dalla somma dei punteggi
di ogni livello di descrittori assegnati da ogni Commissario

3.       
Formulazione
del giudizio analitico – descrittivo conclusivo e trascrizione sulla griglia

4.       
Trascrizione
del voto assegnato sull’elaborato

5.       
Apposizione
della firma su tutti i fogli utilizzati (compresi quella per la minuta) da
parte dei singoli commissari

6.       
Raccolta della
documentazione relativa all’elaborato ed inserimento nella busta

Accanto
a questo tempo, occorre considerare quello occorrente per le operazioni
connesse con la correzione di ciascun elaborato, cronometrato (anche questo
mediante simulazione) in circa tre minuti
(calcolato su un numero medio di fogli per elaborato pari a quattro):

1.       
apertura del
plico

2.       
apertura della
busta contenente la prova

3.       
apposizione del
numero identificativo su busta contenente il cartoncino con i dati del
candidato e fogli elaborati (tutti, compresi quelli utilizzati per la minuta)

Il tempo, quindi, complessivamente occorrente per le
operazioni preliminari alla correzione e per la cognizione ed espressione del
giudizio, corrisponde a circa nove minuti.

A questo, occorre aggiungere il tempo, comune a
tutti gli elaborati corretti nella medesima seduta, impiegato per:

1.       
prelevare il
faldone dall’armadio

2.       
estrarre i
plichi da correggere tra quelli contenuti nel faldone

3.       
redigere il
verbale con indicazione dei candidati ammessi e non ammessi

4.       
apporre le
firme sul verbale da parte dei commissari

5.       
inserire le
buste nei plichi

6.    riporre
il faldone nell’armadio

In tutte le simulazioni
effettuate, non sono stati
considerati tempi morti discussioni, pause – mediamente un tempo da tre
a cinque minuti per ciascun Commissario.

Secondo queste
considerazioni, i calcoli elementari effettuati hanno condotto ai seguenti
risultati: in una seduta di correzione, i Commissari hanno impiegato un minuto
e quaranta secondi per la lettura di sedici elaborati. In un altro caso, due
minuti e quarantacinque secondi per la lettura di sei elaborati; in un altro
ancora, quattro minuti e cinquantacinque secondi per la lettura di quattordici
elaborati. E poi: sei minuti e cinquantacinque secondi per la lettura di
ventidue elaborati, otto minuti e 0 secondi per la lettura di dodici
elaborati,  dodici minuti e dieci secondi
per la lettura di ventotto elaborati, tredici minuti e venticinque secondi per
la lettura di diciotto elaborati, sedici minuti e quaranta secondi per la
lettura di sedici elaborati.

Questi risultati
condurrebbero alla conclusione che il tempo a disposizione dei Commissari sia
stato talmente esiguo da non consentire la materiale lettura degli  elaborati. Sono sorti, di conseguenza, dubbi sul fatto che la lettura delle
prove scritte sia stata materialmente fatta, o fatta in modo da non suscitare
perplessità sul giudizio espresso.

Come ha risposto nel merito il T.A.R.:

“Costituisce ormai ius receptum che
nelle procedure concorsuali non siano sindacabili in sede di legittimità i
tempi dedicati dalla commissione esaminatrice alla valutazione delle prove
d’esame. Ciò, innanzitutto, poiché i calcoli sui tempi “medi“ di correzione di
ciascun elaborato effettuati sulla base degli orari di inizio e conclusione
della seduta risultano scarsamente significativi, laddove siano stati
effettuati in base ad un computo meramente presuntivo, derivante dalla
suddivisione della durata di ciascuna seduta per il numero, degli elaborati
esaminati; in secondo luogo, di norma, non è possibile stabilire quali
concorrenti abbiano fruito di maggiore o minore considerazione e se, quindi, il
vizio dedotto infici in concreto il giudizio contestato”.

Dal verbale del giorno 15 Dicembre 2011, giorno dello svolgimento della
seconda prova scritta, si legge che la Commissione base, dopo l’elaborazione e
l’invio alle altre sedi della traccia, ”decide di elaborare, così come deciso
dal bando, i criteri di valutazione delle prove, corredati
da circostanziati indicatori – descrittori tali da rendere oggettiva e
comprensibile la capacità discrezionale della commissione d’esame. Ciascun
giudizio sarà corredato da principi di congruità della motivazione tali da
rendere accessibile e comprensibile l’iter logico adottato. In sostanza si
determineranno per ciascuna prova criteri – indicatori – descrittori valutativi
stringenti e dettagliati”.

La commissione ha, in quella data, elaborato i criteri valutativi e la
griglia di correzione – valutazione sia per la prima che per la seconda prova.

Anche nel verbale della seduta del 20 Gennaio 2012, si legge che sono stati
elaborati i criteri di valutazione e le griglie dalla Commissione base e dalle
tre Sottocommissioni.

Il verbale è firmato su tutte le pagine da dodici membri delle Commissioni,
manca la tredicesima firma e non è indicato chi sia il verbalizzante.

Questi, indicatori, descrittori e livelli dei
descrittori elaborati per la prima prova:


Questo, il testo della prima traccia:
“Dalla scuola delle conoscenze alla scuola delle competenze. Il candidato, alla luce del dibattito attuale e delle
diverse posizioni riportate dalla letteratura, delinei una idea di scuola
dell’infanzia e/o di una dei due cicli dell’istruzione sul piano, ordinamentale,
pedagogico-metodologico-didattico. Analizzi
e descriva altresì le competenze del dirigente scolastico in relazione alla
definizione e alla predisposizione di un piano dell’offerta  formativa adeguato ai bisogni degli alunni e
del territorio, anche tenendo conto delle problematiche dell’integrazione e
dell’inclusione.”

Di seguito, indicatori, descrittori e livelli dei
descrittori relativi alla seconda prova:


Pubblicità
shares
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: