Il dibattito bioetico e le leggi sulla ricerca nel mondo

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5.2. IL DIBATTITO BIOETICO E LE LEGGI SULLA RICERCA NEL MONDO

La bioetica è nata negli Stati Uniti nel 1971, con la definizione dell’oncologo Potter, e con il Kennedy Institute, come già ricordato nell’introduzione. Da quel momento sono nate in varie parti del mondo commissioni per la Bioetica e istituti di ricerca. Nel 1988 negli Stati Uniti nasce la National Bioethics Advisory Commision (NBAC), per volere del NIH (l’ente sanitario americano) che ha il compito di studiare i problemi della bioetica. Questa commissione è stata più volte interpellata dai presidenti americani, prima di prendere decisioni nel campo. Nel 1999 il presidente Clinton ha permesso l’uso di fondi pubblici per la ricerca sugli embrioni. Nel 2001 però, il nuovo presidente Bush ha cambiato la legge, consentendo l’uso di risorse pubbliche per la ricerca su embrioni, solo su un ristretto numero di linee cellulari già derivate e catalogate dal NIH, vietando quindi la ricerca su embrioni creati dopo quella catalogazione.

Con la nascita di nuovi campi di ricerca biomedica è nato un grande dibattito bioetico anche in Europa. In Spagna, dove c’è una legge sulla procreazione assistita sin dal 1988, le coppie possono decidere se donare alla ricerca gli embrioni sovrannumerati. La ricerca sugli embrioni è legale in Finlandia, Olanda, Danimarca e Svezia mentre non lo è in Irlanda, Austria e Germania.

In Inghilterra, dove nel 1978 è nato il primo essere umano concepito in provetta, nel 1982 il governo istituì una commissione di studio sulla bioetica che due anni dopo stilò un rapporto nel quale veniva considerata lecita la ricerca sugli embrioni. Nel 1990 il governo approvò una legge che legalizzava la ricerca. Nel 2000 il governò ha istituito un’ulteriore commissione (Commissione Donaldson) per esaminare il tema della clonazione terapeutica. Il responso fu positivo anche questa volta e il governo approvò una legge che legittimava anche questo tipo di ricerca.

In ambito europeo nel 1997 è stata stilata la Convenzione europea sui diritti dell’uomo e la biomedicina firmata da 21 dei 40 stati membri, tra i quali l’Italia. La convenzione consente la ricerca sugli embrioni in vitro con adeguata regolamentazione e vieta la creazione di embrioni per fini esclusivamente scientifici. Questa però lascia libertà ai singoli stati.

All’interno dell’UE, la commissione europea nell’ultimo “programma-quadro” (una specie di finanziaria dell’UE) ha destinato alcuni fondi alla ricerca sugli embrioni. Questo però è stato un punto oggetto di moratorie e solo recentemente alcuni fondi si sono resi accessibili. 

Nel resto del mondo la ricerca sugli embrioni è consentita in Giappone, in Corea del sud, in Cina, nello stato di Israele in Argentina e in Australia.

Torna all’indice della tesina La scoperta delle cellule staminali: Aspetti scientifici e filosofici di Cristiano Parisi

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