Questioni bioetiche sulle cellule staminali

5. QUESTIONI BIOETICHE CIRCA LA RICERCA SULLE STAMINALI

Tra i temi più discussi dalla bioetica, negli ultimi dieci anni circa, si trova quello sulla ricerca sulle cellule staminali. Ci sono controversie non solo per quanto riguarda l’uso degli embrioni e delle staminali embrionali, ma anche per quanto riguarda l’uso delle staminali fetali e di quelle adulte.

 

Staminali embrionali

Il punto su cui si registra il disaccordo più radicale è quello della liceità del prelievo di cellule da embrioni umani. La questione cruciale è questa: è moralmente lecito distruggere un embrione umano seppur a scopo benefico? Secondo il bioeticista Demetrio Neri ci sono due modi di affrontare questo problema:

  1. Secondo alcuni la risposta alla domanda precedente dipende da un’altra domanda: che cos’è l’embrione umano? La questione, definita ontologica è oggetto di un acceso dibattito nel quale si possono ritrovare due diverse posizioni:

    1. Lembrione umano è persona fin dal momento della formazione dello zigote, ogni intervento che abbia come risultato la distruzione dell’embrione è da considerarsi un omicidio.

    2. Lembrione acquisisce lo status di persona non dal momento della fecondazione, ma successivamente, in un momento successivo variamente individuato (5°-6° giorno, 14° giorno, ecc). La ricerca sugli embrioni è consentita con adeguati limiti.

  2. Secondo altri il problema dell’uso di embrioni prescinde dal suo status, dato che non è possibile determinare in modo univoco quando un embrione diventa persona. All’interno di questa corrente di pensiero le opinioni sono variegate: c’è chi sostiene la liceità della sperimentazione su embrioni adducendo i grandi benefici che se ne possono trarre; c’è chi è contrario alla sperimentazione perché crede che, a lungo andare, il valore della vita umana ne risulterebbe danneggiato.

Lo scontro tra i favorevoli e i contrari alla sperimentazione su embrioni non si riduce a uno scontro tra etiche laiche e religiose, anzi, esistono posizioni religiose a favore, e posizioni laiche contrarie. Secondo un rapporto della NBAC (la commissione americana per la bioetica), che ha intervistato alcuni rappresentanti e studiosi di diverse religioni, emergono le seguenti posizioni:

  • Secondo la religione ebraica la ricerca sugli embrioni è lecita, e anzi moralmente auspicabile in quanto può potenzialmente fare del bene, anche secondo la religione islamica la ricerca è lecita. Per queste religioni l’embrione acquista lo status di persona solo dopo un periodo di gestazione.

  • Secondo la Chiesa ortodossa occidentale la ricerca sugli embrioni è illecita in quanto essi sono vita. Tuttavia è permessa la ricerca su linee cellulari già create perché altrimenti morirebbero inutilmente.

  • La posizione della chiesa protestante è molto variegata e cambia a seconda delle singole confessioni.

  • La Chiesa cattolica è contraria sia alla ricerca sugli embrioni sia a quella sui feti abortiti. Le motivazioni sono quelle dell’etica della sacralità della vita esposte in precedenza. 

Attualmente ci sono una gran quantità di embrioni congelati, conservati nell’azoto liquido, (crioconservazione) che sono stati creati per le tecniche della fecondazione assistita, ora in attesa di essere impiantati in utero. Il loro numero è molto elevato ed è impossibile che tutti questi embrioni trovino una madre disposta ad adottarli”. Inoltre le pratiche di fecondazione assistita continuano e, nella maggior parte dei casi, vengono creati nuovi embrioni (anche se in modo molto più controllato). Molti ricercatori chiedono di avere accesso agli embrioni crioconservati, che altrimenti sono destinati a deperire sempre più e ad essere eliminati. La risposta però dipende dal dibattito etico sull’embrione che ho esposto in precedenza, però è molto importante. Infatti secondo il ricercatore Angelo Vescovi, gli embrioni congelati, che ammonterebbero a circa 300 000, basterebbero per creare un numero sufficiente di linee cellulari per sostenere la ricerca nei prossimi 100 anni e per, in un futuro, creare tessuti compatibili con tutti gli uomini.

 

Staminali adulte

Per quanto riguarda le staminali adulte non ci sono discussioni etiche riguardo alla liceità della ricerca. Nessuno mette in discussione la legittimità della ricerca su staminali provenienti dai tessuti di persone già sviluppate, vive o morte che siano. Ci sono invece alcune discussioni riguardanti la quantità di fondi da destinare a questa ricerca, nei confronti delle altre. Ad esempio, la Chiesa cattolica vorrebbe che si destinassero tutte le risorse alla ricerca sulle staminali adulte, sostenendo lequivalenza scientifica con quelle embrionali o fetali, sulle quali non è morale fare ricerca.

 

Staminali fetali

Un altro campo di ricerca discusso è quello sulle staminali provenienti da feti abortiti. Se i feti sono abortiti spontaneamente, non ci sono problemi etici, in quanto si lavora su cadaveri morti per cause naturali. Spesso però i feti abortiti spontaneamente sono malformati o presentano problemi genetici. Il dibattito è circa la legittimità dello studio su feti provenienti da aborto procurato. Questo problema è quindi legato alla liceità dell’aborto, che in molti paesi è legalizzato. Secondo la Chiesa cattolica non è possibile studiare le staminali fetali provenienti da questi feti perché ciò significherebbe incentivare l’aborto e rendersi complici. Chi è opposto a questa posizione sostiene che non è possibile sapere quanto influisca sulle donne la possibilità di donare il feto abortito alla ricerca, e aggiunge che, seguendo questo principio ci sarebbero molte altre azioni considerate lecite da riconsiderare.

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