IL DOPOGUERRA IN ITALIA E L’AVVENTO DEL FASCISMO

IL DOPOGUERRA IN ITALIA E L’AVVENTO DEL FASCISMO
I PROBLEMI DEL DOPOGUERRA
Difficoltà economiche » tratti tipici della crisi post-bellica
» sviluppo abnorme di alcuni settori industriali
» conseguenti problemi di riconversione
» sconvolgimento dei flussi commerciali
» deficit gravissimo del bilancio statale
» inflazione in crescita
Fermento sociale
» classe operaia » infiammata dal mito della rivoluzione russa reclamava » miglioramenti economici
                                                                                                                      » maggior potere in fabbrica
                          » manifestava tendenze rivoluzionarie
» contadini » tornavano dal fronte con un’accresciuta consapevolezza dei loro diritti, insofferenti dei vecchi
                      equilibri sociali, decisi di ottenere l’attuazione delle promesse fatte loro in guerra
» ceti medi » molto coinvolti nell’esperienza bellica e nelle conseguenze economiche, tendono a organizzarsi
                      e mobilitarsi più di prima per difendere i loro interessi e i loro ideali patriottici
NB: erano problemi comuni a tutti gli Stati usciti dal conflitto, ma essi si presentavano più acuti in Italia
        » in Italia le strutture economiche erano meno avanzate, le istituzioni meno profondamente radicate
» classe dirigente liberale » sempre più contestata e isolata » perde l’egemonia indiscussa
                                          » non è in grado di gestire i fenomeni di mobilitazione di massa
» risultarono invece favorite quelle forze (socialiste e cattoliche) che non erano compromesse con le
   responsabilità della guerra e che, inquadrando larghe masse, potevano interpretare meglio le nuove
   dimensioni assunte dalla politica » paradossale perché furono i liberali a vincere la guerra
Gennaio 1919 » i cattolici danno vita al Partito popolare italiano (Ppi)» grande novità
» Luigi Sturzo » fondatore e primo segretario
» programma » impostazione democratica che si dichiara aconfessionale pur ispirandosi al cattolicesimo
» la nascita del partito è permessa dal nuovo atteggiamento assunto dal papa dopo la guerra
Situazione del Partito socialista italiano (Psi)
» c’è una crescita impetuosa di iscritti
» nel partito, schiacciante era la prevalenza della corrente di sinistra (massimalista) su quella riformista
» l’ala riformista conservava però forti posizioni in parlamento e nelle organizzazioni economiche
» leader dei massimalisti = Giacinto Menotti Serrati (direttore dell’ «Avanti!»)
                                         » propone come obiettivo immediato l’instaurazione della repubblica socialista
                                            fondata sulla dittatura del proletariato » ammiratore della rivoluzione bolscevica
» differenza con bolscevichi: più che preparare la rivoluzione, aspettavano, ritenendola comunque inevitabile
» estrema sinistra » contro i massimalisti, si formarono gruppi di estrema sinistra (soprattutto giovani)
                             » si battono per un più coerente e pratico impegno rivoluzionario sul modello bolscevico
» il Partito socialista era schierato su posizioni apertamente rivoluzionarie » conseguenza della
   radicalizzazione = isolare movimento operaio riducendone i margini di azione politica
                              » si precludono ogni possibilità di collaborazione con le forze democratico-borghesi
                              » ferirono il patriottismo della piccola borghesia nel rifiuto di ogni logica “nazionale”
Mussolini e i Fasci di combattimento
» 23 marzo 1919 » Benito Mussolini fonda il movimento dei Fasci di combattimento
                            » ai suoi esordi raccoglie scarse ed eterogenee adesioni
» caratteristiche » politicamente, il nuovo movimento si schiera a sinistra
                          » chiede riforme sociali
                          » si dichiara favorevole alla repubblica
                          » ostenta un acceso nazionalismo
                          » feroce avversione nei confronti dei socialisti
                          » stile politico aggressivo e violento, teso verso l’azione diretta, insofferente dell’ideologa
» questo spiega che i fascisti furono protagonisti del primo grave episodio di guerra civile dell’Italia
   postbellica » 15 aprile ’19: incendio della sede dell’Avanti! » segno di un clima di violenza
La questione adriatica
» l’Italia era uscita dalla guerra nettamente rinforzata » aveva raggiunti i sospirati “confini naturali”
                                                                                      » vide scomparire dalle frontiere il nemico austriaco
» la dissoluzione dell’Austria-Ungheria poneva però problemi non previsto al tempo del patto di Londra
1.      la Dalmazia » secondo il patto di Londra doveva essere annessa all’Italia
                           » ora però, essendo abitata in prevalenza da slavi, è rivendicata dal nuovo Stato jugoslavo
2.      la città di Fiume » con i patto di Londra si decise di lasciarla all’Impero austriaco
                                  » però, essendo abitata in prevalenza da italiani, è rivendicata dall’Italia alla
                                    conferenza di Versailles » Orlando chiede l’annessione di Fiume in base al principio
                                    di nazionalità » richiesta che gli venne però negata dagli alleati
La “vittoria mutilata”
» per il fallimento Orlando si dimette » nuovo ministero presieduto da Francesco Saverio Nitti, democratico
» trova una situazione deteriorata » l’opinione pubblica borghese era ostile verso gli ex alleati e verso la
                                                         classe dirigente ritenuta incapace di tutelare gli interessi nazionali
» d’Annunzio, al comando di un gruppo di volontari, occupa la città di Fiume » settembre 1919
» la città allora era posta sotto il controllo internazionale
» occuparono la città e ne proclamarono l’annessioni all’Italia » istituì una reggenza provvisoria
IL «BIENNIO ROSSO» IN ITALIA (1919-1920)
NB: è un biennio rivendicativo, non rivoluzionario, perché avevano punti precisi da richiedere al governo
        senza l’intento di sovvertire l’ordine politico presente al momento
        » solo in questo clima estremamente teso si capisce come mai Mussolini ottiene così tanti consensi
Scioperi e agitazioni » prima rivendicazione = carovita
» insieme alla questione adriatica e all’impresa fiumana, si attraversò una fase di agitazioni sociali
» con l’inflazione cala precipitosamente la capacità d’acquisto
» erano legate all’aumento dei prezzi al consumo che nel biennio postbellico crebbero del 30% all’anno
Seconda rivendicazione = gli operai chiedono di alzare gli stipendi per sopperire all’inflazione
» l’aumento del costo della vita determinò una continua ricorsa fra salari e prezzi
» conseguenza = ondata di scioperi nelle industrie e anche nei servizi pubblici (anche se – sindacalizzati)
Le lotte agrarie » non meno intense e lotte dei lavoratori agricoli (soprattutto nella Padania)
» zona interessata = Centro-nord, dove dominavano la mezzadria e la piccola proprietà
» i braccianti sono da sempre stati oggetto di sfruttamento dato che il loro non è un lavoro che richiede
   istruzione o educazione particolare » decidono di riunirsi in cooperative (o leghe)
» leghe rosse (socialiste) » miravano alla socializzazione della terra, alla fine della proprietà privata
» leghe bianche (cattoliche) » si battono per sviluppare la piccola proprietà contadina e la fine del latifondo
» perché si legano in cooperative » se il padrone assume il bracciante singolo ha un potere arbitrario che può
   usare su di lui, con grande facilità di sfruttamento, se deve assumere in blocchi, le leghe hanno più potere
» mezzo di lotta = occupazione di terre incolte e latifondi che coltivano per il loro sostentamento, anche se
                              non è di loro proprietà, da parte di contadini poveri e di ex combattenti
Caratteristica delle agitazioni sociali nel primo biennio postbellico = frammentazione delle lotte
» mancanza di un collegamento reciproco: numerose, contemporanee e piccole, ma senza coordinamento
Elezioni del novembre 1919 » prime elezioni politiche del dopoguerra
» furono le prime tenute col nuovo metodo della rappresentanza proporzionale (il n° dei seggi in Parlamento
   è proporzionale al n° di voti presi) » favorisce le forze capillari che raccolgono voti a livello  nazionale
» viene applicato i scrutinio di lista » metodo che prevede il confronto fra liste di partito anziché fra candidati
» liberal-democratici » si erano presentati divisi alle elezioni » persero la maggioranza assoluta » disastro
» socialisti » si affermano come primo partito » ma non hanno la maggioranza assoluta
» popolari » seguono a ruota i socialisti
» i socialisti rifiutano ogni coalizione coi gruppi “borghesi”
» l’unica maggioranza possibile è quella basata sull’accordo fra popolari e liberal-democratici
» su questa precaria coalizione si fondano gli ultimi governi dell’era liberale
Il ritorno di Giolitti
» il ministero Nitti è indebolito dall’esito delle elezioni » si dimette nel 1920
» viene chiamato ancora Giovanni Giolitti (ormai ottantenne) a costituire il nuovo governo
» rientra in scena con un programma molto avanzato e radicale
1.      propone la nominatività dei titoli azionari = obbligo di intestare le azioni a nome del possessore, permettendone così la tassazione
2.      tassa sui sovraprofitti = imposta straordinaria sui “sovraprofitti” realizzati dall’industria bellica
» reazione preoccupata dei conservatori a questo programma passa in secondo piano
» Giolitti capisce che in questa situazione di estrema tensione bisogna venire incontro alle
   rivendicazioni, altrimenti il clima sarebbe esploso prima o poi (da rivendicazione a rivoluzione)
3.      trattato d Rapallo (firmato nel novembre 1920) » politica estera
» è un negoziato diretto con la Jugoslavia » l’Italia conservò Trieste, Istria, Gorizia
                                                                   » la Jugoslavia ebbe la Dalmazia, a parte la città di Zara
                                                                   » Fiume viene dichiarata città libera (ma dal ’24 italiana)
» reazioni » fu accolto con generale favore dall’opinione pubblica e dalle forze politiche
                 » D’Annunzio annunciò la resistenza ad oltranza a Fiume, ma decise di abbandonare la
                    patria quando la città fu attaccata dalle truppe regolari nel Natale nel 1920
Limiti del progetto giolittiano
1.      non riesce a placare l’opposizione socialista
» perché 1 » nonostante le proteste socialiste il governo aveva liberalizzato il prezzo del pane
                  » veniva tenuto artificialmente basso (a spese dell’erario) per tenere a bada le rivendicazioni
                     popolari » aveva così avviato il risanamento del bilancio statale
» perché 2 » non riesce a rendere operanti i progetti di tassazione dei titoli azionari e dei profitti di guerra
2.      il modo di fare politica era cambiato: non più nel Parlamento (come all’inizio del ‘900), non più con accordi tra notabili, ma nelle piazze, con la necessità di fare i conti con le masse
» fallì il suo disegno politico = ridimensionare le spinte rivoluzionarie del movimento operaio
   riprendendo l’esperimento già tentato in passato » esso non si poteva più ripetere
» cerca di riproporre il grande accordo ma che era già fallito per l’eterogeneità delle fazioni
» i liberali non avevano più quella solida maggioranza dei primi decenni de secolo
Vertenza metallurgica che vede contrapposti i nuclei di punta del mondo imprenditoriale
1.      industriali del settore metalmeccanico » ingranditi con la produzione bellica
2.      Fiom (Federazione italiana operai metallurgici) = sindacato aderente alla Cgl
» le industrie metal meccaniche sono le prime ad arricchirsi in guerra, le prime a licenziare in crisi
» aveva visto anche svilupparsi l’esperimento rivoluzionario dei consigli di fabbrica = organismi eletti
   direttamente dai lavoratori e che vedevano in essi uno strumento di democrazia operaia, una sorta di
   corrispettivo italiano del soviet russo
» fu il sindacato a dare inizio alla vertenza: presenta una serie di richieste economiche e normative
» gli industriali opposero un netto rifiuto
» la Fiom ordina ai suoi aderenti di occupare le fabbriche » issarono le bandiere rosse sui tetti delle officine,
   organizzarono servizi armati di vigilanza (non fanno entrare/uscire), cercarono di proseguire il lavoro
» Cgl » vuole solo il miglioramento della condizione degli operai
   Sindacati » non vogliono la rivoluzione politica » su questa volontà si basa la mediazione di Giolitti
» il movimento non era in grado di uscire dalle fabbriche e riallacciarsi ad altre lotte sociali in corso
» prevalse la linea della Cgl » impostazione dello scontro sul piano economico
                                             »obiettivo = controllo sindacale della aziende
                                         » esito favorito dall’iniziativa mediatrice di Giolitti, che si manteneva neutrale
» Giolitti fa accettare agli industriali (pur riluttanti) le richieste economiche della Fiom e l’affidamento ad
   una commissione paritetica dell’incarico di elaborare un progetto per il controllo sindacale
» delusione operaia » sul piano sindacale gli operai uscivano vincitori, ma sul piano politico la sensazione
   dominante era di delusione rispetto alle attese maturate nei giorni eroici dell’occupazione
» rivalsa borghese » gli industriali erano irritati dall’aver dovuto concedere qualcosa a dei sottomessi
Gennaio 1921 » congresso del partito a Livorno
                        » una minoranza di sinistra abbandona il Psi e fonda il Partito comunista d’Italia
» le polemiche scatenate dalla vertenza metallurgica si intrecciarono con quelle precedenti provocate dal II
   congresso del Comintern (si fissarono le condizioni per l’ammissione all’Internazionale comunista)
» una condizione posta era quella di espellere tutti i riformisti » ma i massimalisti italiani si rifiutano,
   pensando che in questo modo il partito avrebbe perso molti dirigenti sindacali
» al congresso allora i riformisti non vengono espulsi, ma si allontanano loro
» il nuovo partito nasce con una base molto ristretta e con un programma rigorosamente leninista
IL FASCISMO
L’uomo nuovo fascista è il frutto più notevole maturato dalla crisi della cultura borghese tradizionale
1.      modello ideale nell’uomo cartesiano e nel mondo retto dalla Ragione
» uomo sicuro che il suo destino è buono, in un mondo completamente abbracciabile e misurabile
2.      ottimismo e positivismo: scienza e progresso (che è irreversibile) porteranno l’uomo alla felicità eliminando le disuguaglianze e raggiungendo un benessere paragonabile al paradiso terreno
» fiducia nella bontà della natura umana e nel progresso
3.      razionalismo: la ragione umana è capace di misurare e sottomettere al suo potere tutto il mondo
» identità hegeliana tra realtà e ragione era stata il fondamento della cultura borghese
» certezza nella razionalità degli eventi
4.      convinzione che esiste una Verità oggettiva, dogmatica, determinata e definita, che è quella scientifica
» l’uomo può conoscerla e possederla grazie alla ragione
5.      storicismo (Hegel e Marx): concezione del mondo fondata sulla fede nella Storia come sviluppo dello Spirito o della Materia secondo un processo razionale e dialettico, volto alla realizzazione del bene sulla terra (concezione assolutamente positiva)
» certezza nel determinismo delle leggi storiche
Tutto questo complesso di idee, di miti, di sentimenti, di identità viene infranto dall’esperienza della Grande Guerra, di cui ha svelato l’illusorietà radicale
» la guerra aveva lacerato l’illusione delle credenze ottimistiche che teneva nascosta la vera natura dell’uomo
» non è più possibile credere in un mondo umano rivolto a un progresso infinito, nella razionalità del senso
   della storia, nei vantaggi dell’industrializzazione e delle conquiste scientifiche, nello sviluppo della tecnica
» i giovani considerano la cultura borghese tradizionale come
1.      origine e condizione per un impoverimento spirituale
2.      una deformazione della vita nell’ideale dell’utilitarismo
3.      un freno alla personalità umana, il cui nucleo più autentico era al di là della soglia razionale
Tutti i movimenti artistici e politici del primo Novecento sono caratterizzati da uno spirito di rivolta contro la società borghese » mirava all’instaurazione di un nuovo ordine fondato su una trasmutazione di valori:
1.      diffidenza verso la bontà naturale dell’uomo, considerato come un misto di bene e male
2.      bisogno di “umanizzare” il capitalismo e il mondo economico
» raggiungibile col richiamo a valori superiori, spirituali, da affermare contro i limiti produttivistici
   dell’efficienza e il culto della macchina
» nella rivolta contro il mondo moderno c’è la scoperta della natura umana
3.      affermazione dell’irrazionalismo
» esaltazione dell’istinto e del sentimento come le sorgenti più autentiche della personalità
4.      negazione di un qualsiasi disegno storico, provvidenziale o oggettivo
» concezione di storia come movimento senza progresso né direzione
» storia come ciclo eterno di un’umanità immutabile
5.      disprezzo della rigidità dottrinaria, disprezzo del moralismo
6.      dottrina della mobilità, culto dell’azione, filosofia della vita trionfante dopo il processo di distruzione della ragione ad opera della ragione medesima
» per questa caratteristica molti fascisti accostarono bolscevismo e fascismo, che erano considerati da
   loro le due nuove rivoluzioni dell’Europa contemporanea
» fascismo e bolscevismo » diversi nella dottrina
                                          » analoghi nei metodi e nei risultati politici
» Camillo Pellizzi, uno degli ideologi del fascismo: «l’Italia del nostro sogno non è uno Stato che è;
   è uno Stato che si fa […] questo farsi deve essere il processo di affermazione di un’aristocrazia»
7.      il fascismo è un partito-milizia
» la struttura militare non è solo una giustapposizione ma è il cuore del fascismo
» nasce come movimento ed è proprio questa faccia del fascismo da cui ne deriva l’ideologia
» quando diventa partito rimane un aspetto movimentista: i partiti non avevano squadre d’azione
» all’inizio le squadre d’azione rispondono solo agli ordini dei capi locali, i ras; poi, dopo le prime
   tensioni per la leadership, rispondono tutti a Mussolini » le camice nere sono un organo del partito
» l’anima movimentista rimane comunque per sempre imbrigliata nell’anima del partito
» Mussolini sguinzaglia i suoi seguaci che parlano la lingua del manganello e dell’olio di ricino, quando
   più gli fa comodo, per il resto del tempo mostra la benevola faccia pulita da presentare in parlamento
8.      ideologia del capo
» stima infinita e cieca nel duce Mussolini, che viene discolpato anche delle sue colpe
» quando fa un errore si accusato degli ipotetici consiglieri incapaci o traditori
» i bambini la mattina, appena arrivati in classe facevano la preghiera al re e il saluto al duce
9.      disprezzo dell’utilitarismo
10.  avversione all’industrialismo e all’urbanesimo, anticapitalismo ideologico
11.  immagine della vita come lotta e manifestazione della volontà di potenza
12.  relativismo morale??
13.  religiosità pagana e naturalistica
14.  spirito cameratesco
15.  culto dell’individuo superiore
16.  fascino ipnotico delle grandi masse organizzate
17.  patriottismo, nazionalismo europeista
18.  tendenze razziste (di tipo biologico o di tipo spiritualista o di tipo eugenetico = miglioramento della razza nell’eliminazione di esseri umani deboli quindi inutili)
19.  elemento essenziale che completa con i precedenti i caratteri generali dell’ideologia fascista = affermazione del primato dell’azione politica » politica come valore assoluto fine a se stesso
» cioè il totalitarismo = subordinazione dei valori attinenti alla sfera nel privato (famiglia, religione,
   cultura, morale, affetti…) al valore pubblico per eccellenza, cioè la politica
» la politica è un orizzonte totalizzante che invade anche la vita privata » non c’è più distinzione
» per l’ideologia fascista conta anche come ti comporti nel privato (uomo nuovo fascista); per questo
   nascono i “dopo lavoro”: tentativo di estendere la mano dello stato anche nel tempo libero
» nucleo dell’ideologia fascista è la concezione di Stato come attuazione della volontà di potenza di una
   minoranza attivista rivolta alla realizzazione del suo mito
» per questo il fascismo fu la più completa razionalizzazione dello Stato totalitario, concepito come società organizzata e subordinata a un’aristocrazia politica
20.  il fascismo fu soprattutto l’ideologia dello Stato di cui affermava la realtà insopprimibile e totalitaria
» in questo è l’antitesi dell’ideologia comunista, che è ideologia della società (prevedeva l’attuazione di
   una comunità di individui liberi ed uguali fra loro, quindi non subordinati gli uni agli altri)
21.  mentalità antidemocratica
» il fascismo però non fu un’ideologia di massa, anche se comprese l’importanza delle masse nella
   società » negò loro il diritto di esprimere un’idea politica e di autogovernarsi secondo l’uguaglianza
» vennero negati nel periodo del fascismo tutti i principi della rivoluzione francese
Il Fascismo non è una semplice reazione al capitalismo agrario, ai sindacati
» c’è un presupposto ideologico che si va a definire con il tempo, un humus che si esprime in ritualità e
   determinati miti che vanno a definire l’anima del fascismo (forza, cameratismo, giovanilismo, alcuni
   simboli come le camicie nere, il mito dell’autorità, squadre d’azione…)
» nasce come anticapitalismo, ma Mussolini, per mantenere il potere, gli fa assumere facce diverse
» non esiste un libro del fascismo (come invece per il comunismo e socialismo) ma câ