Il fanciullo teledipendente – di Federico Re

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Tema – Federico Re 2 G
La scoperta, seguita ad apposite indagini statistiche del fanciullo teledipendente, è oggetto di sempre più preoccupate considerazioni di sociologi e pedagogisti, che vedono nella presenza invadente del mezzo televisivo la causa di precoci distorsioni educative.

Sicuramente dagli anni 80 in poi la televisione ha sempre avuto un ruolo centrale nella casa delle famiglie, almeno in quelle dei paesi occidentali. Fino a qualche anno fa era uno strumento di intrattenimento senza pari, che attirava milioni di persone a guardarla.
Tuttavia  queste persone non sono certo diventate tutte teledipendenti. Se si parla nello specifico di bambini si potrà constatare con facilità che la maggior parte di essi, pur essendo giornalmente a contatto con un apparecchio televisivo, non è teledipendente ma al contrario preferisce giocare con i coetanei o fare comunque attività all’aperto.
Secondo me tutte le persone possono essere soggette a teledipendenza,  ma esistono degli individui predisposti  che possono diventare dipendenti  molto più facilmente degli altri. Ovviamente non intendo dire che nella mente di alcuni bambini ci sia un’imperfezione per la quale essi davanti a una  tv rimangano impiantati e diventino degli zombie. Ritengo però che la teledipendenza, per quanto grave, sia solo un sintomo di  un problema ancora più ampio.
Ho provato a ragionare  su questo problema e sinceramente non credo che la televisione, per quanto divertente e stimolante per un bambino,  abbia di per sè la capacità di farlo diventare completamente assuefatto ad essa e apatico.
Le ragioni che possono portare un bambino a essere teledipendente sono molteplici. Spesso si crede che la vita di un bambino sia composta esclusivamente di giochi  e divertimenti. Questo è dovuto a due fattori: al fatto che i “piccoli”  mostrino spesso una espressione disinvolta e divertita  e che   i “grandi”  dimentichino quasi del tutto la loro infanzia ricordando solamente i momenti più allegri. L’infanzia è un periodo assolutamente critico nello sviluppo di un essere umano, è il primo momento in cui dobbiamo entrare in contatto con soggetti esterni alla famiglia e addirittura imparare a stringere rapporti con loro.
Per non parlare del fatto  che per i bambini il rapporto con i genitori è estremamente importante e il minimo errore di questi potrebbe influenzare la personalità del fanciullo irrimediabilmente.
Con queste premesse è facile capire perché i bambini sono più facilmente soggetti a teledipendenza. Un bambino debole non riuscirà mai a socializzare con un suo coetaneo data che a quell’età , quando la ragione umana non si è ancora del tutto sviluppata, vige l’istinto animale, il disprezzo verso i deboli e l’ammirazione verso i forti.
Un bambino è anche più fragile di un adulto, non dimentichiamolo, e la sua reazione potrebbe essere molto drastica come appunto quella di evitare di socializzare e quindi chiudersi in casa cercando di intrattenersi con quello che ha a disposizione.
Questo è soltanto una delle tante ipotesi del perché un bambino voglia fuggire dalla sua realtà e andare a vivere una che non gli appartiene, di certo non c’è bisogno di un trauma infantile per diventare dipendenti  ma qualunque sia il problema la dipendenza verso la televisione di certo non aiuterà a risolverlo ma anzi lo peggiorerà (che il problema sia del genitore o del bambino). Essere dipendenti da qualcosa per definizione non è un fatto positivo.
Qualora mi venisse richiesto se ritengo la televisione  uno strumento inutile e/o dannoso  risponderei sicuramente di no. Anche se oggi possiamo usufruire di Internet, la tv resta pur sempre un mezzo di informazione e intrattenimento più o meno valido. Infatti come spesso dico e ripeto è l’uso che si fa di un determinato oggetto che ne fa la differenza.
Sono sicuro  che se un bambino  stesse davanti alla tv senza la supervisione di un adulto per più di quattro ore potrebbe imbattersi in contenuti non adatti a lui, ma tutt’altra situazione si presenterebbe se guardasse dei programmi adatti ai  bambini per un’oretta. Nel primo caso la tv potrebbe risultare dannosa all’educazione del  bambino, nel secondo la tv non  farebbe altro che regalare un po’ di divertimento al piccolo.
Uscire da una dipendenza qualunque essa sia non è mai facile, perché molto spesso è il sintomo di un problema molto più grande e radicato. Se un bambino è teledipendente sarebbe inutile contare sui genitori dato che probabilmente il problema è dovuto alla loro trascuratezza per il figlio. Inutile anche cercare di far socializzare il figlio dato che, o non ne era capace prima della dipendenza o non lo è più dopo di essa .
Dunque  prevenire è meglio che curare,  non bisognerebbe mettere il proprio bambino davanti a una tv per farlo stare quieto e bisognerebbe invece ascoltare e cercare di capire le sue richieste e non bollarle automaticamente come capriccio infantile, ritenendo che in quanto bambino esse siano trascurabili.
Mi rendo conto che ho divagato un po’ troppo, ma non ritenevo necessario spiegare gli effetti dannosi della teledipendenza (che spero tutti conoscano) ed ho invece voluto approfondire il tema di quella legata alla fanciullezza e ai suoi problemi. Voglio aggiungere che mi sembra inutile far cercare di uscire il bambino dal circolo della dipendenza, se prima non si sono capiti i problemi (di qualunque natura essi siano: sociali, economici, educativi, ecc…) che stanno dietro alla dipendenza stessa.

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