Il giardino


di Miriam Gaudio

Tutte quelle giornate trascorse nel giardino sembravano interminabili.
Stare ore e ore davanti a quello spettacolo seduta sullerbetta fresca e piena di rugiada mi faceva riflettere, riflettere su tutto: lo studio e il gioco, le parole e il silenzio, il pianto e la gioia.
Stavo seduta per ammirare la bellezza di un giardino immenso, colmo dei colori vivaci e allegri dei fiori.
Stavo immobile ad annusare quel profumo dolcissimo e delicato come il petalo della rosa più bella, stavo ferma anche per non fare rumore e non sovrastare il melodioso canto dei Fringuelli, e dei grilli che regnavano sul terreno.
Tutto dun tratto la luce del tramonto colorato delle sfumature più calde si faceva sempre più forte, come se una stella fosse più luminosa del sole.
Quella stella si faceva sempre più vicina e ancora più vicina, finche mi resi conto che non era una stella ma una persona vestita di luce, tanto che non si riusciva a guardarla… ad un certo punto quella persona incominciò a parlare e capii che parlava proprio a me.
Io ero sbigottita, nessuna persona al mondo poteva essere fisicamente cos’… tutti tranne Dio.
Infatti era proprio Lui, era venuto a prendermi per portarmi in un giardino ancora più grande e ancora più bello. Da quel momento tutto diventò diverso e capii che la morte era, ed è ancora il mistero più grande che non si può conoscere.

Miriam Gaudio