Il giovane Holden

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Jerome D. Salinger

LUOGHI

I luoghi dove si svolgono le vicende sono diversi. Inizialmente nelle stanze dellistituto Pencey, per poi trasferirsi in un albergo a New York. Holden passerà gran parte del suo tempo in locali e per le strade della città, dove era solito sfogarsi e riflettere a lungo su ciò che gli accadeva.

Significativo il fatto che alla fine della sua permanenza, egli abbia deciso di ritornare a casa dei suoi genitori, come se avesse capito che il calore famigliare, per un adolescente in cerca di verità, sia un costante punto di riferimento.

TEMPO

Le vicende si svolgono nell’arco di cinque giorni, da sabato pomeriggio, quando apprende del suo allontanamento da Pencey, a mercoledì.

I tempi sono abbastanza recenti, dato che sono presenti elementi, come la metropolitana, tipici della nostra epoca.

TECNICHE NARRATIVE

Tutta la storia è vista tramite gli occhi di Holden, così come le impressioni e i sentimenti. Tutto il libro, quindi, è espresso in prima persona.

Segnali che farebbero presupporre ad un’autobiografia, ma né nell’introduzione né in altre parti del libro è specificato.

COMMENTO

Penso sinceramente che questo sia uno dei libri più belli che abbia letto, sia per argomenti trattati sia per il modo in cui sono stati espressi. Il linguaggio usato da Salinger, infatti, è simile a quello usato da noi giovani (vattelapesca” però non lavevo mai sentito dire) , ma pur sempre accessibile anche agli adulti.

Analizzando meglio il libro posso avanzare un’ipotesi. Seconde me quella usata dall’autore è una grandallegoria. Il viaggio a New York del ragazzo, si potrebbe accomunare al viaggio dogni adolescente nel mondo degli adulti. Infatti , pensiamo agli effetti che ha per Holden; lo stordisce inizialmente, ma poi gradualmente lo stupisce e lo meraviglia. Inoltre egli viene a contatto con diversi generi di persone, con le quali si abituerà col tempo a capirle e poi a prevenirle. Una società che, però, alla fine lo stancherà e preferirà tornare dalla sua famiglia.

Un Holden ,quindi, che agendo e pensando come la maggior parte degli adolescenti( tipico anche il fatto di parlare con le persone per poi pensare tuttaltra cosa; caratteristica che, però, ho riscontrato anche negli adulti) potrebbe rappresentare in fondo tutti noi giovani.

Lorenzo Bisoffi

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