Il modello benedettino per le scuole – di Rosario Mazzeo

Può
la Regola benedettina essere modello
utile per condurre la scuola fuori da quella pericolosa palude che alcuni hanno
già definito “anarchia organizzata” o “struttura demotivante”? L’esperienza del
santo di Norcia, patrono d’Europa, può indicare una via anche alla scuola di
oggi, cos’ come la suggerisce, secondo certi autori, alle aziende che stanno
ripensando la loro organizzazione alla luce della Regola benedettina? 
Sono
domande queste che contengono qualcosa di temerario, figuriamoci le risposte.
Non è facile, infatti, mettere a confronto organizzazioni i cui fini,
humus e orizzonte sono cos’ differenti
e, per certi diversi, lontani non solo nel tempo. 

Luigi
Gaudio ci prova riprendendo una sua tesi di Master in Dirigenza Scolastica
presso l’Università degli Studi di Bergamo. Non gli interessa, però,
giustapporre due realtà che non possono essere sovrapposte: una comunità
religiosa e una scuola. Lo afferma a chiare lettere: le due “società” nascono e
si sviluppano con scopi e caratteristiche differenti.
Gaudio
cerca di verificare la possibilità di un apporto significativo del modello
benedettino all’organizzazione delle scuole, oggi. Lo fa procedendo in forma di
gioco: “Io ti elenco una serie di elementi che caratterizzano la Regola benedettina, e poi ti chiedo: ‘È
vero o no che questi elementi potrebbero dare idee nuove, linfa vitale alla
nostra scuola?'”.
Rosario Mazzeo
dalla prefazione a “A cha scuola giochiamo? ” di Luigi Gaudio