Il natale di Poirot

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Agatha Christie

Relazione di narrativa di Andrea Osorio Arce

Titolo: Il Natale di Poirot, edizione Mondatori e non è all’interno di una raccolta testi.

Autore: Agatha Christie è nata il 15 settembre del 1890, fu nota per i suoi romanzi gialli, ma anche per alcuni romanzi rosa. I suoi personaggi più celebri sono il belga Hercule Poirot e Miss Marpel, che sono famosi in tutto il mondo.
Agatha Christie scrisse “il Natale di Poirot” nel 1939. Curò il suo romanzo creando un’atmosfera intrigante attraverso personaggi ed ambienti: con una descrizione accurata, un senso di suspense e un’ambientazione realistica.

Riassunto: A Natale, il signor Lee vedendosi ormai vecchio e stanco, molto vicino alla morte decide di rivedere i suoi figli e scrive ad ognuno di loro una lettera invitandoli a passare il Natale insieme. Tutti i suoi figli accettano e per la vigilia di Natale si trovano tutti a casa Lee accompagnati dalle proprie moglie, ma quel giorno, dopo pranzo, quando il signor Lee era già andato a dormire i famigliari scoprono che è stato ucciso e non si sa chi possa essere stato.
Per risolvere il caso vengono chiamati il sovrintendente Sugden e il capo della polizia, ma con quest’ultimo arriva anche Poirot che in pochi giorni riesce a risolvere il caso; solo alla fine viene rivelato il colpevole e scopriamo che è proprio Sugden, un figlio illegittimo del signor Lee, del quale fino a quel giorno tutti ignoravano l’esistenza.

Personaggi: I personaggi principali sono:
Hercule Poirot, celebre investigatore, geniale solutore di incredibili enigmi, aveva la testa ad uovo e i suoi baffi erano spettacolari.
Simeon Lee, la vittima del giallo, era un vecchio molto ricco, ma insignificanti secondo la sua famiglia. Aveva il naso aquilino e fiero, gli occhi nerissimi, ma era un uomo ancora pieno di vita. Tutti quelli che lo conoscevano dicevano che nella sua vita era stato un uomo molto cattivo, ma spesso lo definivano generoso.
Alfred Lee, primogenito dei Lee, era un uomo massiccio, di mezza età, aveva un volto gentile e miti occhi castani. Era l’unico figlio rimasto con il padre al quale il signor Lee lasciò metà del suo patrimonio.
Lydia Lee, moglie di Alfred Lee, un tipo energico e asciutto. Volto non bello ma elegante la sua voce era secondo il signor Poirot deliziosa.
David Lee, aveva i capelli biondi, un volto giovanile, era molto affezionato alla madre e dopo la sua morte se ne andò di casa.
Hilda Lee, moglie di David Lee, era una donna piuttosto grassa, non bella, ma con una certa attrattiva magnetica, secondo Poirot era una donna molto forte e determinata.
George Lee, membro del Parlamento, era piuttosto grasso anche lui, aveva pallidi occhi azzurri, sporgenti e sospettosi e non amava spendere soldi.
Maude Lee, moglie di Geoge Lee, era bionda e molto snella, il suo volto era molto liscio e in certi momenti riusciva ad edere inespressiv.
Harry Lee, un uomo grande e grosso, naso e mascella decisi e con un portamento arrogante ma forte.
Tressilianera maggiordomo da 40 anni di casa Lee.
Horbury era cameriere personale del signor Lee.
Il colonnello Johnson era il capo della polizia.
Il sovrintendente Sugden era un uomo alto e robusto e dall’incidere deciso, ma era un figlio illegittimo del signor Lee, l’assassino del romanzo.
Pilar Estravados, finta nipote del signor Lee, aveva i capelli neri, carnagione un po’ scura, occhi profondi e scuri, era molto bella ed esotica.
Stephen Farr era uno dei figli illegittimi del signor Lee, arrivava dal Sud Africa, aveva una carnagione scura, si è fatto passare per uno del figli del miglior amico del signor Lee.

Spazio: La vicenda si svolge dentro la villa del signor Lee. In genere i personaggi si trovano quasi sempre in un luogo chiuso, questo luogo acquista un ruolo fondamentale della vicenda perché è proprio in quella casa che accade assassinio. Il romanzo diventa più misterioso grazie anche alla descrizione della casa, un luogo buio, freddo, misterioso e molto grande. I figli del signor Lee descrivono la casa come un luogo in cui non c’è più vita.

Tempo: I fatti narrati secondo me accadono nel 800. La vicenda si svolge precisamente dal 22 al 28 dicembre quindi si volge in otto giorni che sono anche le parti in cui è diviso il libro.
Nel romanzo prevalgono tempi lenti con molte pause e riflessione che creano un senso di suspense. Le scene scorrono con la stessa velocità con cui stiamo leggendo. Nel libro c’è una corrispondenza tra la fabula e l’intreccio, ci sono alcuni ricordi, ma non ci sono flashback.

Stile: Il linguaggio adottato dall’autore è formale, non ci sono elementi dialettali, ma a volte ci sono delle espressioni in francese e in spagnolo. Il registro è colloquiale e quasi tutti i personaggi si esprimono nello stesso modo.

Tecniche narrative: Nel romanzo prevale un discorso diretto, non è presente un discorso indiretto libero e non ci sono monologhi interiori o flusso di coscienza.

Narratore: il narratore è esterno e onnisciente, conosce tutti i fatti e quello che accade nella casa, narra tutti gli avvenimenti in terza persona.

Tematiche: Gli argomenti su cui fa riflettere il testo e su cui si sofferma anche Poirot è sull’ipocrisia che ci può essere in famiglia.

Commento: Il libro mi è piaciuto, mi sono anche divertita a leggerlo. Il giallo mi piace molto perché il non sapere chi è il colpevole ti invoglia ad arrivare alla fine, la parte che mi è piaciuta di più è stata quando Poirot rivela tutti i segreti per poi arrivare a rivelare l’identità del colpevole.

Andrea Osorio Arce 1^D

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