Il passaggio dei Galli in Italia

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riduzione dal libro V (quinto) capitolo 34 delle “Historiae ab Urba condita” di Livio – tratta dal libro “Littera litterae volume 1A – Versione n. 9 pag. 285 – Angelo Diotti – casa edit. Bruno Mondadori”

Testo latino

De transitu in Italiam Gallorum haec accepimus. Dum Priscus Tarquinius Romae regnabat, Celtarum penes Bituriges summa imperii fuit. Ambigatus eorum rex fuit, virtute fortunaque cum sua, tum publica praepollens, quod in imperio eius Gallia frugum hominumque fertilis fuit itaque regnum incolarum multitudine praegravabatur. Rex igitur, quod exonerare gravi turba regnum cupiebat, Bellovesum ac Segovesum sororis filios, impigros iuvenes, missurum se esse in novas sedes ostendit. Tum Segoueso sortibus dati Hercynei saltus; Belloveso in Italiam viam di dabant. Is Bituriges, Arvernos, Senones, Haeduos, Ambarros, Carnutes, Aulercos excivit. Ingentibus peditum equitumque copiis in Tricastinos venit. Alpes inde oppositae erant. […] Cum illi per Taurinos saltusque Alpes transcendissent, acie Tuscos haud procul Ticino flumine fuderunt. Locum ubi consederant agrum Insubrium appellari audierant,  cognominem Insubribus pago Haeduorum, ibi condidere urbem, Mediolanium appellaverunt.

Traduzione ad uso didattico (ogni altro uso non è consentito)

Riguardo al passaggio dei Galli in Italia abbiamo raccolto queste notizie. Mentre Tarquinio Prisco regnava a Roma, ci fu il massimo del potere dei Celti presso i Biturigi. Ambigato fu il loro re, che eccelleva per il coraggio e per la fortuna, sia sua personale sia pubblica (del suo popolo), poiché durante il suo comando la Gallia fu ricca di risorse e di uomini, e così il regno era oppresso dalla moltitudine di abitanti. Pertanto il re, poiché desiderava liberare il regno dalla gran massa, decise che avrebbe mandato nelle colonie i figli della sorella, Belloveso e Segoveso, giovani operosi. Allora i monti tedeschi furono dati in sorte a Segoveso; gli dei aprivano a Belloveso la via verso l’Italia. Egli chiamò i Biturigi, gli Arverni, i Senoni, gli Edui, gli Ambarri, i Carnuti, e gli Aulirci. Giunse a Tricastino con un gran numero di fanti e di cavalieri. Le Alpi si trovavano davanti a quel luogo. Dopo che erano passati attraverso il territorio dei Taurini e i passi alpini, sbaragliarono in battaglia i Tusci non lontano dal fiume Ticino. Avevano udito che il luogo dove si erano insediati era chiamato territorio degli Insubri, nome identico a quello degli Insubri nel cantone degli Edui: lì fondarono una città, e la chiamarono Milano.

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