Il testo secondo De Beaugrande e Dressler

del Prof. Manzoni Luca, basato su una lezione della prof.ssa Scilla Palla della Università degli Studi di Firenze

  Il testo è l’unità fondamentale dell’attività comunicativa umana, la manifestazione linguistica di un messaggio inviato da un emittente a uno o più destinatari affinché questi possa comprenderlo  da un punto di vista morfologico ( = forma esteriore delle parole ), sintattico ( = funzionamento logico delle parole) e semantico ( = significato delle parole): la correttezza di un testo dipende dalla compresenza di questi tre livelli testuali; se manca uno dei tre, il testo perde di correttezza

            La testualità non è dunque una caratteristica intrinseca di un insieme di enunciati: è attribuita a un oggetto linguistico da un essere senziente che lo sottopone a scrutinio e valutazione di natura morfologica,  sintattica e semantica ( = significato del testo)

( ex.  Idee verdi dormono furiosamente” = è un testo ?? > problem solving in classe ).

       La nozione di testualità ha affascinato i linguisti, dando vita a numerosi modelli teorici. Nello specifico, secondo il noto modello di Robert-Alen de Beaugrande e Wolfgang Ulrich Dressler, il testo è unoccorrenza comunicativa che soddisfa sette criteri, in parte inerenti al testo, in parte incentrati sugli utenti o sulla situazione comunicativa.

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