Il topolino Ermenegildo – fiaba di don Savino

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C’era una volta un topolino che si chiamava Ermenegildo e viveva in una bella tana nel bosco assieme alla sua mamma e al suo papà.
Un giorno però Ermenegildo cominciò a sentirsi stanco delle solite cose e si disse:
“Uffa, che barba, sempre le stesse cose! Sempre formaggio, sempre scappare dai “gatti, sempre questa vita da topolini.
Decise allora di uscire dalla sua tana a vedere il mondo.
Quando la mamma era occupata a preparare la pasta con il formaggio e il papà stava cercando di disattivare le trappole, Ermenegildo colse l’occasione al volo e, attraverso un buchino piccino piccino, scappò fuori.
Si trovò in un grande prato con delle cose alte fino al cielo piene di piccole cose verdi, il topolino non sapeva che erano alberi, ma gli piacevano molto, poi vide degli animali che volavano nel cielo e altri ancora che giravano indaffarati attorno ai fiori e disse: “ Che bello!”.
A un certo punto qualcosa cadde dal cielo e gli bagnò la punta del masino, era fredda e gelata, poi ancora sulla codina, poi sul piedino, il topolino non capiva, ma che cos’era questa strana cosa bianca? Era la neve!
Ermenegildo contento per le nuove scoperte, ma anche un po’ stanco e soprattutto infreddolito, decise di tornare a casa, ma, povero topino, non riusciva più a trovare la strada perché la neve aveva coperto tutto….Cominciò a piangere e a chiamare la mamma, niente da fare si era proprio perso!
Ma, tra una lacrima e l’altra, intravide dietro agli alberi una porta di legno e decise di andare a vedere. Spinse un po’ timoroso la porta e… che meraviglia una bella stanza asciutta e calda con un bel camino scoppiettante!
Mentre il topolino si stava riscaldando e riposando vicino al caminetto, vide arrivare un omone grande grande e si spaventò un pochino, ma l’uomo disse: “Non avere paura piccolo topino, io sono un boscaiolo, sono amico di tutti gli animali del bosco e li proteggo.” Gli portò poi tantissime cose buone da mangiare e gli preparò un morbido lettino.
Il mattino dopo il boscaiolo disse al topolino: “Allora Ermenegildo sei contento di stare qui con me?” e il topolino rispose: “Beh, sì, però…” “Che c’è che non va, a me puoi dirlo” disse il boscaiolo, “Ecco vedi, io sono ancora un topino piccino e sempre in pericolo, invece se fossi un bel cagnone grande, forse. . .” disse Ermenegildo.
“Ah sì? Allora, se proprio vuoi ti posso trasformare in un cane grande e forte. Esci fuori, conta fino a tre e vedrai!” disse il boscaiolo. Il topolino ubbidì e in men che non si dica si trovò ad essere un cagnolone fortissimo. Tutto contento andò a fare un giro per il bosco, ma ad un certo punto trovò sulla sua strada un animale più forte di lui che lo guardava e ringhiava: era un lupo; Ermenegildo ebbe paura e scappò dal boscaiolo.
Che paura” gli disse, “ho incontrato un lupo grossissimo e affamato, cattivissimo! Ti prego, ti prego. trasformami in un lupo, così si che sarò veramente felice!”
“E va bene” disse il buon boscaiolo. “Esci dalla porta, conta fino a tre e ti trasformerai in un lupo feroce”. Il topino uscì e: “Un, due, tre …Ecco fatto! Oh! Adesso sì che posso girare tranquillo per il bosco!”
Riprese a passeggiare tutto contento fino a che ad un certo punto vide venire verso di lui un animale ancora più grosso e con dei denti affilatissimi: era una tigre!
Ermenegildo non ci pensò su due volte e corse subito dal suo amico boscaiolo:
“Aiuto, aiuto boscaiolo, c’è una tigre enorme che mi segue e mi vuole mangiare!”
“Ho capito” disse il boscaiolo “in cosa vuoi che ti trasformi ora?”
“Dimmelo tu amico mio, qual è l’animale più forte di tutti?”
“È il leone, il re della foresta. Ti trasformerò subito, esci dalla porta conta fino a tre. . ..”
“Sì, sì ho capito, vado!”
Emenegildo era diventato veramente un leone maestoso con una bella criniera che scuoteva da una parte all’altra per darsi importanza e tutti gli animali lo rispettavano e temevano.
Ermenegildo tutto felice tornò alla casa del boscaiolo per raccontargli tutto, aprì la porta entrò e vide vicino al camino un piccolo micino che sonnecchiava, si spaventò e corse dal boscaiolo.
“Ma Ermenegildo, è solo un gattino e tu sei un grande leone!” gli disse il boscaiolo.
“È vero, boscaiolo, ma, vedi, il mio cuore è ancora quello di un topolino…”
“Vedo amico mio che hai imparato la lezione” disse il boscaiolo, “non serve a nulla cercare di essere diversi da ciò che siamo, perché il tuo cuore è ciò che di più bello Dio ti ha dato. Non cercare di essere diverso da quello che sei, ma cerca sempre più di essere te stesso: scopri cioè la cosa più bella e originale che Dio ha fatto; che sei TU.
  
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