INETTO

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Dal latino in (privativo) + aptus, vuol dire quindi “non atto”, cioè “non adatto” a fare, a vivere: è un individuo tipico della fase decadente, in quanto rappresenta chi, nella classe della borghesia, sente di non stare al passo con le richieste sempre più pressanti della società (e della sua classe di appartenenza), sente la propria inadeguatezza, con maggiore o minore coscienza di quanto sia disumana e alienante la condizione dell’uomo contemporaneo.

 

ITALIANO

·        Inetto è anzitutto Alfonso Nitti, protagonista di Una vita  di Italo Svevo,  costituzionalmente inetto, incapace di rapportarsi con gli altri, con la banca, con la famiglia Maller e con casa Lanicci, tanto è vero che il primo titolo di questo romanzo era appunto Un inetto. Nella produzione seguente l’inetto sveviano diventa “vecchio” anzitempo perché incapace di affrontare la vita (e l’amore) in modo attivo (Emilio Brentani in Senilità), e addirittura Zeno Cosini (si noti il nome, che è tipicamente di un inetto) scopre che tutto il mondo è malato e che la propria inettitudine non è poi così marcata, dato che riesce persino ad avere una moglie che si dimostra più sana ed una vita più fortunata di chi inetto non era (Guido Speier) e una amante che lascia senza che la moglie abbia anche solo il sospetto di questa relazione.

·        Inetti sono anche i protagonisti dei romanzi di Federigo Tozzi, in particolare Pietro in Con gli occhi chiusi (inetto in amore) e Remigio in Il podere (incapace di gestire la proprietà lasciatagli in eredità dal padre)

·        Nel V capitolo de Il fu Mattia Pascal il protagonista si autodefinisce “inetto” e tale sarà effettivamente, in quanto incapace di costruirsi una nuova identità ed un nuovo nome.

·        Il professore protagonista de La casa in colina è inetto ad agire (ed è una controfigura dello stesso Pavese)

 

FRANCESE

I personaggi dei romanzi di Sartre e di Camus (si pensi a Lo straniero) sono esistenzialmente inetti

 

TEDESCO

·        Inetto è L’uomo senza qualità di Musil

·        Inetto è Franz Kafka, che ben descrive nella Lettera al padre la propria inferiorità rispetto al genitore, in quanto lui non sarà mai capace (e probabilmente non vorrà) non solo di condurre una attività economica come quella del padre, ma neanche sarà capace di formare e guidare responsabilmente una famiglia, per debolezza fisica e scelta esistenziale. In quanto i suoi personaggi sono in parte autobiografici, essi riflettono l’inettitudine dell’autore.

·        Emblematica la lotta all’interno della famiglia Buddenbrook di Thomas Mann, tra chi vuole subordinare tutto alla carriera, e chi ha altre mire (arte, poesia, ecc…), dialettica che ricompare anche in Tonio Kröger. Il piccolo Signor Friedemann è poi un altro tipo, quasi iperbolico, di inetto.

 

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