INTEGRAZIONE ARTISTA

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-SOCIETÀ

 

Da sempre vi è stata una difficoltà di integrazione dell’artista nella società

 

GRECO

Sembra che il caso più eclatante per la Grecia non sia però quello di un artista, ma quello di un filosofo, Socrate, tanto da costargli una condanna a morte per empietà, da parte dei democratici moderati, che, dopo la cacciata dei trenta tiranni, intendevano restaurare ad Atene un regime basato sul rispetto del potere costituito.

 

LATINO

·        Cremuzio Cordo, sotto Tiberio, per ordine del prefetto del pretorio Seiano, fu perseguitato e poi costretto al suicidio nel 25 d.C. per le sue idee libertarie e contrarie al principato.

·        Furono esiliati Cicerone a Brindisi, Ovidio a Tomi e Seneca (per ordine di Claudio) in Corsica, dove quest’ultimo restò fino al 49 d.C. Dopo gli anni della partecipazione al potere, come precettore di Nerone, Seneca tornò ad avere un rapporto conflittuale con l’imperatore, tanto che si tolse la vita, seguendo alla lettera gli insegnamenti stoici, dopo il fallimento della congiura di Pisone (65 d.C.)

·        Ancora più radicale fu il conflitto tra Lucano e Nerone, perché inconciliabile era la concezione del potere di un nostalgico repubblicano, quale Lucano, con quella di un imperatore che si atteggiava a monarca orientale, alla maniera della dinastia lagide egiziana (Nerone).

 

ITALIANO

·        Dante è in esilio quando scrive la Divina Commedia ed la sua profonda delusione per come si muovono i potenti dell’epoca (l’imperatore distratto e lontano dal giardino dell’impero, il papa e gli angioni avidi ingerenti nella politica dell’Italia) si esprime con tutta la sua profondità nel VI canto del Paradiso.

·        I due alter-ego di Foscolo, l’Ortis e il Didimo Chierico, che per altri aspetti tanto si differenziano (infatti quanto il primo è passionale, il secondo è cinico) nel disprezzo per la società che non li capisce e prosegue per una strada spesso difforme dagli ideali della patria e della libertà secondo Foscolo, sono senz’altro in sintonia l’uno con l’altro.

·        Leopardi ne La ginestra definisce il suo tempo “secol superbo e sciocco”, per l’irrazionale spiritualismo; ma aveva già avuto occasione nelle operette morali, ed anche nella poesia La sera del dì di festa di lamentare uno iato fra le proprie aspirazioni e quelle della sua età (leggi anche il Discorso sulla poesia romantica)

·        Pascoli è sempre stato un isolato, ed ha solo sopportato, ma perfino cercato questa solitudine. Nella poesia Nebbia chiede che la nebbia, appunto, gli veli la visione del tempo presente e lo nasconda ad occhi indiscreti, nel chiuso della casa di Castelvecchio, “nido” in cui trovare protezione e conforto.

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