Io son venuto al punto de la rota.Parafrasi interlineare e commento delle rime petrose di Dante – di Carlo Zacco

Io son venuto al punto de la rota


100 –
Io son venuto
 


L’inverno.

Descrizione iperrealistica dell’inverno inteso come condizione esistenziale e
ontologica del poeta. L’ambientazione introduce un interrogativo: se già in
inverno l’amore domina il poeta tanto da distruggere le sue forze vitali, che
avverrà in primavera, stagione propizia all’amore? la prima parte
dell’interrogativo occupa tutte le cinque stanze, la seconda il congedo.

La
nuova poetica
.
La visione stilnovistica dell’amore è superata sia sul piano esistenziale che
della poetica. È ripreso l’aspetto doloroso degli effetti dell’amore tipici di
Cavalcanti, ma con effetti espressionistici e tragici più che malinconici ed
estenuati.

 


1.


Io son venuto


al punto


de la rota


che


l’orizzonte,


quando il sol


si corca,


 


Io sono arrivato


al momento


della rivoluzione
celeste


in cui


l’orizzonte,


quando il sole


tramonta,

 


ci partorisce


il geminato
cielo,


e la stella
d’amor


ci sta remota


per lo raggio


fa sorgere per
noi


il cielo con i
Gemelli,

[la costellazione de]


e la stella
d’amore 

[:Venere]


è nascosta (alla
vista)


a causa del
raggio

 


lucente


che la ‘nforca sì
di traverso


che le si fa
velo;


e quel pianeta


che conforta


luminoso


[del sole]


che la colpisce
lateralmente


in modo tale che
la nasconde;


e quel pianeta


[:Saturno]


che accompagna

 


il gelo


si mostra a noi


tutto per lo
grand’arco


nel qual ciascun
di sette


fa poca ombra:


 


il gelo


[:sogg]


si mostra a noi


per tutto il
grande arco


[del Tropico del Cancro]


nel quale
ciascuno dei sette


[pianeti]


fa poca ombra:


 

 


e però non


un sol penser
d’amore,


ond’io son carco,


disgombra


la mente mia,


 


ma non per questo


un solo pensiero
d’amore,


di cui io sono
carico,


lascia libera


la mia mente,


 

 


ch’è più dura


che petra


in tener forte
imagine di petra.


 


che è più dura


che


[la]

pietra


nel conservare
crudele immagine di pietra.


 

 


Struttura della
stanza
:
1. Perifrasi
astronomica;
2. allusione ad
una passione violenta rappresentata dalla parola-chiave petra,
senhal
se non nome proprio dell’amata, secondo i modi del tropar
clus.

 

Il senso della
strofa è questo:
ora è inverno, ma
nonostante ciò in me l’amore non diminuisce.
 

L’orizzonte..cielo:

se la
costellazione dei Gemelli, nella quale è nato Dante, sorge nel momento
in cui il sole tramonta, vuol dire che il sole si trova nella
costellazione del Capricorno, antipoda a quella dei Gemelli, cioè è
inverno.
 

La stella
d’amor..velo:

Venere, è in
congiunzione superiore con il Sole. Il pianeta è definito stella secondo
la concezione astronomica del tempo, secondo la quale non ci era
distinzione tra stella e pianeta: i pianeti erano sette compresi Sole e
Luna.
 

Quel
pianeta..ombra:

cioè il pianeta
Saturno si trova in Cancro. Sole in Capricorno e in congiunzione con
Venere sono fenomeni verificatisi nel Dicembre 1296.

 


2.


Levasi


de la rena
d’Etiopia


lo vento peregrin


che l’aere turba,


per la spera


 


 


Si muove


dal deserto
dell’Etiopia


[:dall’Africa]


il vento
straniero


[:l’Austro]


che perturba
l’atmosfera


[:che porta le perturbazioni]


a causa della
sfera


 

 


del sol


ch’ora la scalda;


e passa il mare,


onde conduce


copia di nebbia
tal, che,


 


 


del sole


che ora la
scalda;


e attraversa il
mare,


per cui porta


tale abbondanza
di nebbia che,


 


 

 


s’altro non la
sturba,


chiude tutto e
salda


questo emisperio;


e poi si solve,


 


 


se

[un]
altro

[vento]
non la
disperde, 

[:quello boreale]


circonda e
avvolge per intero


il nostro
emisfero;


e poi si scioglie,


 


 

 


e cade


in bianca falda


di fredda neve


ed in noiosa
pioggia,


onde l’aere
s’attrista tutto


e precipita


in bianchi
fiocchi


di fredda neve


e in pioggia
fastidiosa,


per cui l’aria si
incupisce del tutto

 


e piagne:


e Amor,


che ritira in
alto


sue ragne


pel vento che
poggia,


non m’abbandona,


ed è triste:


ma Amore


che tira in alto


le sue insidie


per il vento che
sale,


non mi abbandona,

 


sì è bella donna


questa crudel


che m’è data per
donna.


tanto è


[una]

bella
donna


questa crudele


che mi è
assegnata come signora.

È rappresentato
in termini di tragico inaridimento vitale lo scenario invernale del
maltempo, sulla base delle teorie meteorologiche dell’epoca.

 


3.


Ogne augel


che l’ caldo
segue


fuggito è


del paese
d’Europa,


che non perde


 


Ogni uccello


che cerca il
caldo


è fuggito


dall’Europa,


che non perde

[:non
resta priva]

 


unquemai

le sette stelle gelide;

e li altri

han posto triegue

a le lor voci


per non sonarle


mai

le sette gelide stelle

[dell’orsa maggiore]

e gli altri
uccelli
[quelli che non migrano]

hanno messo fine

alle loro voci

[non cantano],


per non farle
risuonare

 


infino al tempo
verde,


se ciò


non fosse


per cagion


di guai;


e tutti li
animali


fino alla
primavera,


se ciò

[:il cantare]


non avvenga


con lo scopo


di lamentarsi;

[:cantano solo per
dolore, non per amore]


e tutti gli
animali

 


che son


gai di lor
natura,


son d’amor
disciolti


però che


‘l freddo


che sono


per loro natura
portati all’amore,


sono liberi
dall’amore


a causa del fatto
che


il freddo

 


ammorta


lor spirito:


e ‘l mio


più d’amor porta;


ché li dolzi
pensier


non mi son tolti


spegne


il loro spirito:


e il mio


[spirito]


contiene più
amore;


poiché i pensieri
d’amore


non mi sono tolti

 


né mi son dati


per volta di
tempo,


ma li mi dà


donna


c’ha picciol
tempo.


 


né mi sono dati


a causa del
mutare delle stagioni,


ma me li dà


una donna


che ha giovane
età.


 

 

Che non perde..unquemai:
la
presenza nel cielo della costellazione dell’Orsa Maggiore, durante la
notte caratterizza nei paesi europei la stagione invernale. Le stelle
sono definite gelide con ipallage: gelidi sono l’Europa e
l’inverno, non le stelle.

 


4.


Le fronde che la
vertù d’Ariete


trasse fuor


per adornare il
mondo


passato hanno


 


Le foglie che la
potenza positiva dell’Ariete


[:della primavera]


fece spuntare


per adornare il
mondo


hanno superato

 


lor termine,


e morta è l’erba;


a noi s’asconde


ramo di foglia
verde


se non se in
lauro,


il loro termine,


[vitale: sono morte]


e l’erba è morta;


si nasconde a noi



[qualsiasi]

ramo con foglie
verdi


tranne
nell’alloro,

 


in pino


o in abete


o in alcun


che serba


sua verdura


e la stagion


tanto è

forte


nel pino


o nell’abete


o in quei casi


[di piante]
che conservano


la loro
vegetazione

[:i sempreverdi]


e la stagione

[invernale]


è a tal punto
rigida

 


ed acerba,


c’ha morti


li fioretti per
le piagge,


li quai


non poten
tollerar


la brina:


e aspra,


che ha ucciso


i fiorellini nei
cmapi,


i quali


non potevano
sopportare


la brina;

 


e però non


Amor la mi tragge


di cor


la crudele spina;


per ch’io


son fermo


ma non per questo


Amore mi toglie


dal cuore


la sua spina
crudele;


e perciò io


sono convinto

 


di portarla


sempre


ch’io sarò in
vita,


s’io vivesse
sempre.


di portarla


finché


non sarò in vita,



[anche]

se io vivessi per
sempre.


• Ariete
:
con riferimento alla costellazione dell’Ariete, e in specie
all’equinozio di primavera, momento, secondo Dante, particolarmente
positivo, coincidente con la creazione del mondo (If I, 37-40)

 


5.


Le vene versan


le fummifere
acque


per li vapor’ che


la terra


ha


nel ventre,


 


Le fonti versano


le acque fumanti


a causa dei
vapori che


la terra


contiene


nell’interno, 

 


che


li tira


suso in alto


d’abisso;


onde


al bel giorno


mi piacque


cammino


la quale


[terra]


li trae


[:i vapori]


su in alto


dal profondo;


per cui


nella bella
stagione


mi piacque


una strada

 


che ora è fatto


rivo,


e sarà


mentre


che durerà


del verno il
grande assalto;


che ora è
diventata


un torrente,


e resterà


[tale]


finché


durerà


la grande
aggressione dell’inverno;

 


la terra


fa un suol


che par di
smalto,


e l’acqua morta


si converte


in vetro


 


la terra


diventa un suolo


che pare di
pietra,


e l’acqua
stagnante


si trasforma


in ghiaccio


 

 


per la freddura


che la serra


di fuor,


e non però


io son tornato a
retro


un passo


per il freddo


che la stringe


dall’esterno,


ma non per questo


io sono tornato
indietro


un passo


         [di]    [solo]


de la mia guerra
angosciata


né vo’ tornar;


ché


se ‘l martiro è
dolce,


la morte


 


dalla mia
condizione 


[:l’amore]


né voglio tornare


[indietro]


perché,


se la sofferenza
è dolce

[:piacevole],


la morte


 


                                  
 
                                    


de’ passare ogni
altro dolce.


 


deve superare
ogni altra dolcezza.


 


Versan..in alto:
con
riferimento alle teorie fisiche abbracciate da Dante per spiegare
l’affioramento dell’acqua dalla terra contro il principio generale che
porta l’acqua a sottostarvi, convergendo verso il centro della terra.
L’abbondanza di sorgenti e di acque durante l’inverno rende
impraticabile un sentiero meta di passeggiate estive del poeta.

Se ‘l martito..dolce:
il
tormento determinato dalla passione è al tempo stesso un piacere
irrinunciabile, così che l’idea stessa della morte, minacciata
dall’eccesso di sofferenza, risulta attraente , rappresentando la
possibilità massima, oltre che di dolore, anche di dolcezza.

 


C.


Canzon,


or che sarà di me


ne l’altro dolce


tempo novello,


quando


 


Canzone,


che mai sarà di
me


nella diversa,
mite,


stagione del
rinnovamento

[:la
primavera]


quando

 


amore


piove in terra


da tutti li
cieli,


quando per questi
geli


amore


è solo in me,


l’amore


scende sulla
terra


da tutti i cieli,


se in mezzo a
questi geli invernali


l’amore


è solamente in
me,

 


e non altrove?


Saranne


quello ch’è


d’un uom


di marmo,


se in pargoletta


e non altrove?


Ne sarà

[:di
me]


quello che
avviene


in un uomo


di marmo,


se in una
fanciulla

 


fia


un marmo


per core.


 


vi sarà


una pietra


al posto del
cuore.


 

 


Seconda parte
della domanda.

Nel congedo si svolge sinteticamente la seconda parte del ragionamento
che sottostà a tutta la poesia: se nell’inverno il poeta, unico, è già
travolto dall’amore, che ne sarà di lui in primavera quando l’amore
pervade ogni cosa?

Pietrificazione
.
Si annuncia un destino di pietrificazione se la donna da lui amata
confermerà di avere un cuore di pietra, cioè di non avere pietà. Con il
riferimento al marmo si conclude il circolo di crudeltà iniziato nella
prima stanza con il rif. alla pietra.