La  Bohème di Giacomo Puccini

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Introduzione: VERSO IL NOVECENTO

Negli ultimi decenni dell’ottocento, artisti e letterati si trovano a vivere in una società travolta dal progresso tecnico-scientifico, l’uomo sembra capace di dominare le forze della natura e di costruire, con la sua intelligenza, un mondo nuovo. Mentre si sta spegnendo l’epoca del Romanticismo, nuove correnti artistiche , contestando i valori tradizionali, cercano la natura intima dell’uomo e delle cose in un rapporto più diretto con la realtà. Nasce così la corrente del Verismo.

Nell’ambito musicale il Verismo è inaugurato dall’opera Cavalleria rusticana , tratta da una novella di Giovanni Verga. Il termine Verismo indica  che l’attenzione si è spostata sulla vita di tutti i giorni e sui problemi delle persone comuni, eroi e semidei non esistono più, esiste solo l’uomo con la sua fragilità. Molti musicisti si cimentarono nell’opera verista, ognuno con espressioni diverse e originali tra cui Giacomo Puccini con il suo capolavoro rappresentato dalla Boheme.

 

GIACOMO  PUCCINI

Giacomo Puccini

 

(Lucca 1858 – Bruxelles 1924) nacque da una modesta famiglia di musicisti. Si appassionò al Melodramma dopo aver assistito all’Aida di Verdi, e, grazie a una borsa di studio, riuscì a iscriversi al Conservatorio di Milano per studiare composizione. Gli inizi furono difficili, il successo vero  gli arrivò con la rappresentazione dell’Opera Manon Lescaut. Venne poi la Bohème diretta da Toscanini, il successo mondiale di quest’Opera rafforzò la fama di Puccini e mandò in seguito in scena la Tosca , e Madame Butterfly altri trionfi. L’ultima Opera di Puccini fu Turandot, che purtroppo rimase incompiuta a causa della sua improvvisa morte.

 

 

Giacomo Puccini automobilista

 

La  Bohème

La boheme è un’opera lirica in quattro atti di Giacomo Puccini.

Ispirato al romanzo di Henry Murger, il libretto ebbe una vita abbastanza laboriosa, per la difficoltà di adattare le situazioni e i personaggi del testo originario ai rigidi schemi di un’opera musicale.

L’orchestrazione procedette invece senza problemi e fu completata nel dicembre 1895.

Meno di due mesi dopo, La bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino, diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini, con buon successo di pubblico, mentre la critica ufficiale, dimostratasi all’inizio piuttosto ostile, dovette presto ricredersi.

Trama

L’esistenza gaia e spensierata di un gruppo di giovani artisti costituisce lo sfondo dei diversi episodi in cui si snoda la vicenda dell’opera, ambientata   nella Parigi del 1830.

  • Primo quadro: In soffitta

  • Secondo quadro: Al Quartiere Latino

  • Terzo quadro: La barriera d’Enfer

  • Quarto quadro: In soffitta

 

Quadro I –  In soffitta, Rodolfo, incontra per caso Mimì, una Grisette che abita in una soffitta attigua, s’innamora della fanciulla e la convince a unirsi a lui e festeggiare con gli amici la vigilia di Natale al quartiere Latino.

Quadro II – Appare anche Musetta, antica fiamma del pittore Marcello, che aveva abbandonato per correre dietro a nuove avventure; Quest’ultimo cede ancora al fascino della ragazza  ed entrambi si aggregano agli altri amici.

Quadro III – La vita in comune si rivela ben presto impossibile: le scene di gelosia fra Marcello e Musetta sono continue, come pure i litigi e le incomprensioni fra Rodolfo e Mimì,, accusata di leggerezza e infedeltà. Per di più Mimì è gravemente malata, e la vita in soffitta potrebbe aggravare ancor di più la sua salute, ai due non resta che separarsi, nel rimpianto delle ore felici passate insieme.

Quadro IV – Mimì, ormai prossima alla fine, è accompagnata da Musette in quella soffitta che vide il suo primo incontro con Rodolfo. Qui, ricordando con tenerezza i giorni del loro amore, Mimì si spegne dolcemente vicino a Rodolfo.

di Arianna Antonielli

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