La casa del giovane di Pavia


Relazione sull’uscita didattica di Gianluca Sorteni

Dall’esperienza che ho vissuto durante la visita alla Casa del Giovane, ho capito molte cose sulla vita; cioè che c’è sempre una speranza anche se difficile da raggiungere.
Infatti quei ragazzi che sono tuttora nella Casa Del Giovane sono in un programma di reinserimento nella società. Lì insegnano vari mestieri per tornare a vivere normalmente e cercare di disintossicarli dai vari vizi”  tipo alcool, droga e fumo.
Sono stato molto colpito dalla loro forza di volontà, di cui ci hanno parlato nell’incontro, e dal reagire alle difficoltà; ci hanno anche detto che bisogna essere uniti in una comunità (lo dice proprio la parola), trovare un  gruppo con il quale sorreggersi nei momenti difficili, se no la strada per la risalita diventa ancora più scoscesa e più ripida.
Durante la nostra visita alla Casa Del Giovane abbiamo lavorato insieme, spostando delle panchine, in quel momento tra di noi si è creata una grande affinità: da questo forse ho capito che alla fine quel programma li aiuta proprio a trovare quella grande affinità.
La cosa che non ho capito e che non mi è piaciuta è il fatto che loro non possono vedere i familiari: questo secondo me è sbagliato, perché anzi potrebbe aiutarli a riacquistare la loro fiducia e non trovare altri modi. In fin dei conti tutti questi ragazzi devono ringraziare don Enzo Boschetti che ha saputo capire i loro problemi e come risolverli.

Gianluca Sorteni