La casa del giovane di Pavia

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Relazione sull’uscita didattica

Il giorno lunedì 19 maggio, siamo andati alla Casa del Giovane.
Questa casa è stata fondata da Don Enzo Boschetti nel ’71 per aiutare ragazzi e adulti in difficoltà.
Col passare degli anni questa casa è diventata una gran comunità, che comprende degli edifici per la notte, alcuni saloni e degli edifici per il lavoro.
Le persone che vivono qui, infatti, lavorano e si aiutano a vicenda.
I reparti di lavoro che abbiamo visitato, sono tre: la falegnameria, dove si rimettono a nuovo dei pezzi d’antiquariato, la carpenteria, dove le persone che lavorano hanno il compito di costruire tutti gli infissi dei vari edifici della comunità ed infine l’ufficio stampa.
In ogni reparto si lavora con attenzione e con fatica, perché un piccolo errore potrebbe portare ad una gran perdita di denaro e fatica.
All’interno di questa comunità le persone si aiutano e si confidano fra loro.
Sono molto unite, e fra quelle che ho sentito io parlare, molte si sono pentite di quello che hanno fatto.
Durante questo giro, siamo stati accompagnati da Vincenzo Andraous, che ci ha spiegato e ci ha raccontato le sue esperienze.
La parte più bella, a mio parere, è quando Vincenzo ci ha parlato dalla sua esperienza.
E’ stata molto interessante e soprattutto diceva delle cose davvero profonde.
Ma la cosa che più mi ha colpito è stato il modo in cui lui parlava. Ti colpiva fino in fondo.
Invece mi sono divertita quando ci hanno fatto “lavorare”, in altre parole quando abbiamo portato le panchine al loro posto è stato carino perché ci volevano far capire che se si lavora insieme si finisce prima. E’ così che funziona un lavoro di squadra.
Proprio quel lavoro che tutte quelle persone là dentro attuano ogni giorno.
Questa è stata un’esperienza diversa dalle altre.
Mi ha fatto capire tante cose, oltre a quelle che già sapevo.
Spero che non sia l’ultima, perché è stata davvero interessante.

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