La cifra di San Lazzaro di Marco Macciantelli

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di Giovanni Ghiselli

Marco Macciantelli.   La cifra di San Lazzaro. 10 anni di mandato.

Giraldi Editore, 2014.

Questo libro verrà presentato martedì 22 aprile ore 20,45 presso Relais Bell’aria Hotel
via Altura 11

dialogheranno con l’autore:
la giornalista Camilla Ghedini
il politologo Paolo Pombeni
e Cristina DAvena

Anticipo la serata con questa presentazione mia.

Il libro del sindaco emerito di San Lazzaro presenta il consuntivo dell amministrazione di una comunità”  diretta da un cittadino che ha cercato di dare alla sua guida le caratteristiche del buon governo, quello che Solone chiamava eujnomivh.

 

Per farcene un’idea sentiamo qualche verso ( 32- 39 del fr. 3 D)  dell’antico (VI sec. a. C.) legislatore ateniese.

Il Buongoverno mostra ogni cosa ordinata e armonizzata

Eujnomivh d  j eu[kosma kai; a[rtia pavnt j ajpofaivnei

e spesso mette i ceppi addosso agli ingiusti:

leviga le asperità, fa cessare l’insolenza, oscura la prepotenza,

dissecca i fiori nascenti dell’accecamento (a[th~ a[nqea),

raddrizza i giudizi tortuosi (eujquvnei de; divka~ skoliav~), mitiga le azioni

superbe, pone termine alle opere della discordia,

e fa cessare la rabbia della contesa terribile.  Sono, sotto di lui,

tutte le cose tra gli uomini armonizzate e assennate” (pavnta a[rtia kai; pinutav).

 

Ma veniamo ai fatti di Macciantelli, ossia alle cose  fatte da lui.

Personalmente apprezzo in modo speciale la tutela della salute, lo sviluppo della cultura e dello sport, cioè della sanità mentale e corporea.

Lo stesso sindaco ricorda che sono stati significativi i finanziamenti regionali ottenuti per le politiche giovanili e per la cultura: per il teatro, la musica, la Mediateca” ( La cifra di San Lazzaro, p. 32). Di questa sono un frequentatore e devo dire che non solo mi è utile per la ricchezza delle sue offerte, ma altresì  mi rallegra per la presenza di tante persone, giovani e no, che leggono e studiano nei suoi locali.

In particolare la Mediateca è diventata un luogo significativo della nuova area metropolitana, non solo per i giovani, ma soprattutto per i giovani. Nel segno di una nuova centralità del libro, nonostante i profeti di sventura secondo i quali Internet avrebbe fatto tabula rasa” (p. 119)

Per quanto riguarda la salute, ho già avuto modo di apprezzare, da non fumatore, le iniziative contro il fumo imposto a chi non vuole fumare e non gradisce di subire quello di altri, e, da ciclista convinto, ho gradito l’impulso dato a questo sano veicolo con le facilitazioni offerte a chi lo usa al posto dell’automobile. L’uso dellauto privata è stato viceversa disincentivato attraverso il potenziamento dei mezzi  pubblici di spostamento e trasporto. Sono iniziative che significano aumento del benessere fisico e pure mentale.

Una recente minaccia alla salute viene dalla ludopatia.  Il gioco patologico è un disvalore. Una piaga sociale. Un frutto avvelenato della crisi” (p. 84).

Razionali e morali sono le iniziative che ostacolano il diffondersi di questo morbo del gioco: Occorre essere consapevoli del fatto che, se non si contrasta il fenomeno, si aggraveranno le conseguenze di impoverimento di persone con redditi bassi, si accentueranno fenomeni di fragilità o dipendenza psicologica, sino a vere e proprie malattie” (p. 85).  

In un mondo dove gli unici valori riconosciuti dai più sono il denaro, il vendere e il comprare, malesseri di vario genere insidiano la salute delle donne e degli uomini condizionati a consumare perfino veleni, talvolta perfino costretti a subire elementi tossici.

 Dobbiamo entrare in Europa non solo riducendo il debito che è al 133 per cento rispetto al Pil, ma anche in relazione ad altri aspetti difformi dagli standard europei, come, appunto, linquinamento atmosfericoL’aria non è una discarica e non ha confini” (p. 59).

Sempre di più occorre offrire valide alternative all’uso dellauto” (p. 69)

Risparmio della salute e anche  risparmio del territorio dove si è scelto di non cementificare ma di ristrutturare e bonificare. C’è  una connessione organica tra la terra e chi vi abita. Nei luoghi malsani i cittadini vivono male e rischiano di ammalarsi.

Non mi dilungherò a elencare le tante iniziative favorevoli alla vita  della comunità di San Lazzaro, ma voglio mettere in risalto l’umanesimo insito nel lavoro di Macciantelli e della sua squadra.

Umanesimo è amore per l’umanità, cura degli altri, e ogni governo che dia segni di tale sollecitudine deve costituire un esempio.

Pericle nel secondo discorso che Tucidide gli attribuisce (Storie, II, 35-46)  dice queste parole: In effetti ci avvaliamo di una costituzione che non cerca di emulare le leggi dei vicini, ma siamo noi di esempio a qualcuno piuttosto che imitare gli altri. E di nome, per il fatto di essere amministrata non per pochi ma per la maggioranza, essa è chiamata democrazianessuno viene preferito alle cariche pubbliche per il partito di provenienza più che per il suo valore né, d’altra parte,  se uno può fare qualche cosa di buono per la città, ne è mai stato impedito per la povertà o per l’oscurità della sua posizione sociale (II, 37, 1). Di certo i nostri padri costituenti avevano in mente queste parole quando scrissero l’articolo terzo della legge fondamentale dello Stato Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzioni di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.

A questi due pezzi classici aggiungo e associo le parole di Macciantelli: Ho apprezzato tante persone che si collocano dall’altra parte; so che un certo numero di loro mi ha dato fiducia. Quando trovo nelle fila degli oppositori persone valide mi dico che non tutto è perduto per questo Paese. Sinceramente ho cercato di perseguire l’interesse pubblico, limparzialità, il bene comune. Per il Comune deve contare solo il noi” di tutti, non l”io” di qualcuno” (p. 10).

Legoismo è una malattia dello spirito, un morbo che causa sofferenza.

“In nulla al mondo, infatti, io credo così profondamente, nessun’altra idea mi è più sacra di quella dell’unità, l’idea che l’intero cosmo è una divina unità e che tutto il dolore, tutto il male consistono solo nel fatto che noi, singoli, non ci sentiamo più come parti inscindibili del Tutto, che l’io dà troppa importanza a se stesso. Molto dolore avevo sofferto in vita mia”[1].

Macciantelli chiede più spirito civico (p. 80)

All’ordine, alla pulizia, al benessere della cittadinanza i cittadini devono dare il loro contributo con un comportamento civile. Anche in cose apparentemente poco importanti: evitare in primo luogo, di buttare cose per terra: creano sporcizia e danno un senso di trascuratezza” (p. 80).

Talora danno persino la nausea: Qualcuno deve tirarle su con disagi  e costi che ricadono sulla collettività. Dalla deiezione canina alla cartaccia, dalla gomma da masticare alla cicca di sigaretta” (p. 80)

Vediamo le misure adottate per limitare l’arbitrio del fumatore: no al fumo nei parchi giochi dei bambini, no dove sono presenti coperture, come nei dehors, tenendo una distanza di rispetto di due metri dagli accessi agli esercizi pubblici, tra chi fuma e chi non fuma La gente chiede un po più di rispetto, di ordine, di pulizia, di risparmio e di salute. Questo è lo spirito dellordinanza sul fumo” (p. 89)

Per realizzare i propositi buoni è necessario un grande lavoro fatto con capacità e spirito di sacrificio fino allabnegazione. Sentiamo ancora il sindaco: Personalmente, per quanto è stato possibile, ho sempre cercato di garantire presenza e impegno. Le risposte, in tempo reale. Al servizio, non di una parte, ma di tutti. Appuntamenti con cittadini pressoché ogni giorno, incontri, assemblee, telefonate, lettere. Tante mail, non sono in grado di quantificarle, però tante, tutti i giorni, alle quali ho sempre risposto facendo trascorrere talvolta i minuti, altre volte le ore[2].

In dieci anni da sindaco, non una notte in albergo, non un viaggio in aereo, qualche corsa a Roma, per indifferibili motivi istituzionali, nell’arco di una giornata, in treno, in seconda classe, niente auto blu, solo la mia bici, la mia Vespa (che mi ha accompagnato sin dall’inizio), la mia auto, o il bus” (p. 22). Parole sante.

Tale disponibilità in favore del bene comune  è il fondamento della virtù del dirigente. Se il capo è virtuoso anche la comunità diventa virtuosa per la connessione organica che lega il dirigente a coloro che vengono diretti, cioè messi sulla via retta[3].

Si parla molto di Comuni virtuosi. Talvolta lo si fa con troppa enfasi e non sempre a proposito. Seguendo la logica, che cosa dovrebbe essere un ente locale virtuoso”? Quello che ottempera alle regole contabili, per quanto complesse, che rispetta il patto di stabilità, e che, per le scelte che fa, garantisce un sistema di servizi a favore della comunità” (p. 25)

La virtù non è mai dissociabile dall’etica la cui quintessenza è favorire la vita, la vita di ciascuno e di tutti.

Del resto la virtù si associa anche all’estetica.

 E stata sistemata, ristrutturata e messa a norma” Villa Cicogna un bene storico-architettonico del Cinquecento del celebre  Jacopo Barozzi detto il Vignola” (p. 66). E stata riqualificata piazza Bracci, lajgorav di San Lazzaro (pp. 33-34), con tutte le implicazioni politiche, sociali e commerciali che questo vocabolo contiene.

La necessaria dimensione politica, della polis, certamente non esclude quella domestica, della domus.

Macciantelli è andato in contro ai più bisognosi, quelli carenti anche di casa: E la casa, oggi, che segna il discrimine tra chi ce la fa e chi rischia di finire nella condizione del disagio socialeUna priorità, per noi, è state ledilizia residenziale popolare, con progetti di modernizzazione del patrimonio pubblico; ma anche di edilizia sociale, ciè di all’oggi a prezzi più accessibili, in una misura di almeno il 20% complessivo, del 25% relativamente al nuovo…Anche in questo caso, nel segno della riqualificazione (p. 53)

Ho gradito la menzione onorifica dellArci di San Lazzaro (p.108) dove non poche volte mi fermo a desinare dopo la scalata ciclistica della Croata. E un luogo ameno, soleggiato e frequentato da numerose persone gradevoli, persone perbene. Nonostante i prezzi popolari il circolo Arci  ricava una certa cifra di utili ogni anno”No profit” non significa non avere risorse, ma averle per reinvestirle nell’attività sociale che si svolge. Il circolo Arci si è proposto di investire gli utili realizzando un intervento in grado di sostituire la precedente tensostruttura (non del tutto conforme, per diverse ragioni ) per sagre e manifestazioni di vario tipo (p. 108)

Arriviamo alle conclusioni.

Credo di poter dire che in questi dieci anni quel che è stato fatto risponde alla ricerca esclusiva dell’interesse pubblico. La politica, siccome è come il sale: se non c’è, la pietanza del fare comunità rischia di essere insipida, se ce né troppa, di risultare immangiabile. L’unico obiettivo: fare le cose al meglio per i cittadini, puntando soprattutto sulla qualità (p. 148)

Seguono pagine scritte in memoria di alcuni colleghi che non ci sono più” (151-170). Tra gli altri, Maurizio Cevenini e Lucio Dalla.

Le ultime pagine (171-174) contengono unintervista con le domande del famoso questionario di Proust per conoscere più da vicino Marco Macciantelli”.

Dalle risposte, molto sintetiche, emerge  il carattere di un uomo operoso, generoso, curioso della vita, desideroso di apprendere.

Condivido la preferenza di autori quale Kafka e Musil nella prosa e di T. S.  Eliot nella poesia.

Il libro è corredato di fotografie che ci fanno vedere tante delle persone e delle situazioni ricordate con intelligenza e con affetto.

Giovanni Ghiselli

 

 


[1]H. Hesse, La Cura (del 1925) , p. 77.

[2] Chi scrive e ha sritto mail al sindaco, ha avuto ogni volta la risposta nel  giro di pochi minuti.

[3] Anche i ragazzi sanno che il rex deve agire recte: infatti, quando giocano, dicono:  sarai re se farai bene:  at pueri ludentes  ‘Rex eris ‘ aiunt/ ‘si recte facies”  (Orazio, Epistulae  I, 1, 59-60.) Insomma l’uomo politico  deve dirigere sulla retta via, non può essere contorto. Nemmeno la virtù può esserlo: et haec recta est, flexuram non recipit ” (Seneca, Ep. 71, 20), anche questa è diritta, non ammette piegatura.

 

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