LA FORMAZIONE DELLA CITTA’ E  DELLO STATO

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CULTURE PREISTORICHE E CIVILTA’ DEI FIUMI

Alcune migliaia di anni fa esisteva un tipo di agricoltura detta “secca”. Veniva dissodato il terreno in superficie per poi piantare e coltivare legumi o fibre per i tessuti come il lino.

La fertilità dei terreni derivava o dalle piogge, oppure dallo straripare periodico dei fiumi.

Per esempio, la Mesopotamia era bagnata dai fiumi Tigri ed Eufrate, i quali quando straripavano procuravano ingenti danni come allagamenti, annegamento di uomini, bestiame e distruzione di villaggi e raccolti.

L’Egitto aveva invece il fiume Nilo, che però bagnava solo una striscia esigua del vasto territorio.

Così 5500 anni fa, Sumeri ed Egiziani decisero di dare una svolta all’agricoltura, trasformandola da secca in “irrigua”.

Si pensò di attuare una serie di opere ed interventi che potessero canalizzare e contenere i corsi d’acqua, per poi sfruttarli in base ai bisogni dell’ uomo.

Questo secondo intervento dell’uomo sulla natura determinò una serie di lavori, i quali dovevano essere diretti da un “capo”, a cui venne affidato il potere sovrano di decidere su tutto e tutti.

Questo comandante doveva vigilare sul corretto svolgimento dei lavori, fissare le regole di convivenza fra gli uomini e decidere sulle pene da applicare ai trasgressori.

A Sumer questa figura coincideva con quella del Sommo Sacerdote, mentre per gli Egiziani il  sovrano – comandante altri non era che il Faraone.

Ora, è chiaro che per mandare avanti i lavori c’era bisogno di operai e anche di altri che dirigessero insieme al comandante( si diede vita alla divisione del lavoro per classi sociali).

Pertanto costoro essendo impegnati nella costruzione di dighe e canali per i fiumi, non potevano coltivare direttamente i prodotti alimentari, e così, il Re pensò di stabilire un “tributo” che i contadini dovevano dare. Ovvero si pensò che una parte proporzionale al raccolto di ognuno venisse versata nella Grande Casa, ovvero un magazzino – deposito vicino ad un templio che raccoglieva i tributi dei contadini per sfamare poi gli operai e i tecnici impegnati nella realizzazione dei lavori.

Questo sistema organizzato gettò le basi per la nascita delle città e dello Stato.

Non a caso, i sacerdoti – comandanti si inventarono anche la “scrittura” in quest’epoca, proprio per registrare le entrate e le uscite dei tributi nelle Grandi Case.

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