La guerra sociale

dalla Storia romana

di Carlo Zacco

La cittadinanza per i socii. Per guerra sociale si intende un conflitto contro i socii italici, cioè popolazioni alleate con Roma, che ormai da tempo chiedevano la cittadinanza.

Marco Livio Druso. Nel 91 a.C. venne eletto Tribuno della Plebe Marco Livio Druso. Il suo progetto era in linea di continuità  con la politica dei Gracchi a favore dei ceti meno abbienti e dei Cavalieri. Druso affrontò il problema dei socii  che chiedevano la cittadinanza romana. Per far approvare una legge in loro favore attuò delle concessioni a quei ceti che si opponevano ad un’estensione della cittadinanza: ai ceti meno abbienti promise l’assegnazione di terre; ai Cavalieri l’ammissione in Senato. Di fronte a queste misure il Senato naturalmente si oppose e fece uccidere Druso.

Rivolta. Di fronte a questa ostilità , il socii si resero conto che il Senato non avrebbe mai ascoltato le loro richieste, si organizzarono e mossero una guerra che in breve tempo si diffuse in tutta l’Italia meridionale. La rivolta scoppiò nel 91 a.C. era guidata da Marsi e Sanniti, con l’aggiunta di Apuli, Lucani ed altri, che si organizzarono in uno stato federale con un forte esercito. L?esercito romano invece era guidato da Silla.

Esito. I romani sconfissero la federazione dei socii. Ma la vittoria fu solo apparente: per evitare che un conflitto del genere si diffondesse anche nelle province, il Senato approvò nel 89 a.C. la Lex Plautia Papiria, che estendeva la cittadinanza ai socii italici, come da richieste.

Audio Lezioni di Storia Romana del prof. Gaudio

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