La maldestra proposta dell’USR per la Lombardia – di Enrico Maranzana

L’ufficio
scolastico della Lombardia (MIUR) ha “
fornito
strumenti per la strutturazione di un curricolo per competenze
“, competenze definite come “applicazione di un sapere in un dato
contesto, attuando i comportamenti più idonei alla produzione del risultato
“.
Una proposta ambiziosa: fornisce
indicazioni per la “progettazione
dell’intero curricolo per competenze
“.
 Una proposta viziata dall’errata
identificazione del campo del problema: “L’ambito privilegiato è quello
dell’alternanza scuola lavoro
che traduce concretamente gli elementi di
innovazione didattica sollecitati dall’Unione Europea e dalle più recenti
politiche italiane in materia di istruzione e formazione
“.  La libera circolazione e l’impiego della
forza lavoro sono il contesto di riferimento: questioni che riguardano la
società contemporanea, il presente.
Una
proposta che non identifica la “mission” della scuola, la cui estensione
temporale minima è decennale. Estensione che, vista l’imprevedibilità dei
cambiamenti socio-culturali, impedisce la determinazione dei traguardi
formativi.
Un’imprevedibilità
percepita dal legislatore nel 1973 che ha conferito il mandato di disegnare un adeguato
modello di scuola a una commissione di esperti; modello fondato sul postulato “La vera cultura è un modo di essere, non un
modo di sapere
“: l’origine dei decreti delegati.
Una
vera rivoluzione. Il sistema educativo non è più
orientato alla trasmissione del sapere disciplinare. Questo è ridefinito come “strumento e occasione per uno sviluppo
unitario, articolato e ricco, di funzioni, conoscenze, capacità e orientamenti
indispensabili alla maturazione di persone responsabili e in grado di compiere
scelte
“.
Una vera rivoluzione: non si può prescindere dalla visione
sistemica.
Una vera rivoluzione: la gestione scolastica abbandona il
bottom-up (dalle discipline al risultato) per adottare il top-down (dal
risultato alle discipline).
Una vera rivoluzione: la professionalità docente si esercita
collegialmente. Unico il traguardo, unica la strategia educativa.
Una rivoluzione rafforzata dal DPR sull’autonomia scolastica che
“si sostanzia di progettazione educativa”.

L’USR per la Lombardia, invece di ricercare e rimuovere gli impedimenti
che hanno sterilizzato la volontà del legislatore, banalizza, introducendo una
proposta inefficace.